Rivolta nelle carceri dell’Emilia-Romagna

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Rivolta nelle carceri dell’Emilia-Romagna. CGIL ER e Fp-CGIL ER: “Si gestisca l’emergenza e si ponga rimedio alla grave situazione delle carceri”

 

CGIL e Fp–CGIL dell’Emilia-Romagna esprimono la propria solidarietà a tutte le operatrici e agli operatori di polizia penitenziaria, al personale del sistema carcerario e alle forze dell’ordine, vittime in  queste ore degli atti di violenza e sopraffazione avvenuti nelle carceri della nostra regione e nel resto del paese.

Non si può che restare sconcertati di fronte alla terribile notizia della morte di otto persone tra i detenuti nell’istituto modenese.

Le rivolte di questi giorni, e le drammatiche conseguenze, sono la tragica ed ennesima prova dei gravi ed irrisolti problemi che da tempo denunciamo sulla situazione delle nostre carceri, sulla quale più volte sono intervenute le istituzioni europee, sanzionando l’Italia.

Da troppo tempo ci troviamo di fronte a problemi di grave sovraffollamento (quasi 900 detenuti in più in Emilia-Romagna rispetto alla capienza prevista), inadeguatezza delle strutture, forti carenze degli organici di polizia penitenziaria (mancano 400 unità rispetto agli organici previsti in Emilia-Romagna), oltre alla mancanza di educatori, operatori dell’esecuzione penale esterna, personale sanitario in carcere, magistrati di sorveglianza, direttori e dirigenti degli istituti.

In questi momenti drammatici servono iniziative volte ad alleggerire le tensioni che hanno contribuito ad alimentare le rivolte.

Innanzitutto, è necessario garantire la salute di lavoratrici e lavoratori, a partire dai Dpi, detenute e detenuti, sapendo che l’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19 potrebbe avere un impatto anche superiore al resto della popolazione qualora non si adottassero misure idonee a contenere i rischi di contagio.

Inoltre, bisogna sapere fin da ora come si affronterà il caso di eventuali detenuti positivi al Coronavirus.

Infine, è necessario attuare tutti gli strumenti utili a diminuire la popolazione detenuta,  quantomeno attraverso una più ampia ed estesa possibilità di accedere alle misure alternative alla detenzione in carcere (affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare, regime di semilibertà, liberazione anticipata), consentendo tra l’altro la piena attuazione della funzione rieducativa della pena prevista dalla nostra Costituzione.

 

CGIL Emilia-Romagna

Fp-CGIL Emilia-Romagna

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