Rivara: la politica prevarica ancora una volta i cittadini e i comitati

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Non sono bastate le valutazioni negative di due Commissioni Provinciali e il parere negativo del Ministero all’Ambiente. E non è bastato l’infaticabile lavoro di analisi tecnica e di opposizione al progetto realizzato dai Comitati No Gas e dai cittadini.

A inizio giugno, con un escamotage già ipotizzato e temuto, l’Autorithy per il Mercato e la Concorrenza e quella per l’Energia hanno dichiarato il progetto di Rivara di “elevato interesse per il sistema italiano”, mettendo così in scacco i cittadini e ipotecando pesantemente la possibilità che le ragioni della sicurezza prevalessero su quelle dell’interesse economico. Nel frattempo, Giovanardi e la Prestigiacomo avevano già fatto sentire la loro voce, tanto che Luca Guelfi, consigliere PDL neoleletto in provincia che durante la campagna elettorale si era dichiarato sempre contrario al deposito, in un’intervista sulla Gazzetta di Modena del 5 giugno ha preferito astenersi dal dare una risposta a favore o contro. Di questi ultimissimi giorni, poi, è la dichiarazione fatta durante un’audizione alla Camera dei Deputati dall’ex Presidente di Confindustria Ceramiche Alfonso Panzani, che ha elogiato il progetto definendolo “risorsa energetica essenziale” (a patto però che venga garantita la sicurezza dei cittadini).

Fino ad ora, però, il progetto non è stato in grado di convincere le Commissioni incaricate dell’analisi tecnica e di VIA dell’assoluta mancanza di rischi per le popolazioni locali: c’è un pericolo di sismicità indotta confermato dagli stessi proponenti, e gli effetti “collaterali” delle stazioni di pompaggio/estrazione del gas, della centrale elettrica e delle sue torri di combustione, sono stati giudicati pericolosi per la qualità della vita dei cittadini e delle pregevoli coltivazioni agricole dell’area.

Stiamo quindi assistendo ad un affondo della politica e delle lobby economiche insieme, per affermare quello che anche una proposta di legge del marzo scorso (modifica dell’articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349) vorrebbe ufficializzare: una presunta capacità della politica nazionale di interpretare interessi strategici sovralocali, ed una capacità locale di esprimere solo “egoismi territoriali”. Un concetto contro cui la Lista Civica Provinciale Modena a 5 Stelle si oppone fermamente, nella convinzione che il benessere e la qualità della vita delle comunità locali siano un diritto da salvaguardare ad ogni costo, e che dalla tutela di questo diritto derivi la qualità di un paese nella sua interezza.

Così mentre i Paesi più avanzati dal punto di vista della difesa dei diritti dei cittadini possono utilizzare forme di lotta e di garanzia come quelle delle class action, in Italia continua ad essere perseguita una logica di interesse che umilia il diritto alla sicurezza dei territori e dei cittadini che vi abitano. Un’umiliazione che la proposta di legge sopraccitata porta alle estreme conseguenze, prevedendo sanzioni per le associazioni che perdessero i ricorsi presentati al TAR per far valere le loro ragioni a tutela del territorio. Un modo come un altro per scoraggiare azioni di rivalsa contro le amministrazioni e i poteri politici di qualsiasi livello.

 

Lista Civica Provinciale Modena a 5 Stelle

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