“”Ritornerai … lo so ritornerai…””

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L'ormai ex sindaco di Roma, con le sue dimissioni ""retrattili"", i tentennamenti, la promessa di ""non deludere"" i suoi sostenitori più accaniti,  fanno pensare alla famosa canzone del compianto Bruno Lauzi. 

Ignazio Marino prima se ne va, poi confessa che ritornerà, ma in realtà scherza “”mica me ne vado””, ed infine…””vattene!”” hanno recitato assieme i consiglieri del Comune di Roma.

Sul Sindaco tanti, forse troppi, si sono espressi, spesso sprecando anche fiato e proponendo inutili commenti, quindi qui non aggiungeremo altro inchiostro. Quello su cui però dovremmo interrogarci non è l’onestà del singolo, ma l’opportunità delle dimissioni. Qualunque sia la verità sul caso/caos Roma, ovvero il viaggio negli Stati Uniti d’America, il ruolo degli scontrini, il rapporto con la segreteria renziana del PD ed il commissario romano Orfini, la posizione in cui si è venuto a trovare l’ex Sindaco imponeva le dimissioni, e questo balletto, durato due settimane, ha definitivamente deteriorato l’immagine di un primo cittadino che a torto o a ragione che sia, ha sfruttato il seggio vacante per guadagnare tempo laddove tempo non c’è, perché il giubileo è alle porte e Roma ha bisogno di una guida stabile, salda, e, soprattutto, presente.

In questo Ignazio Marino non ne ha imbroccata una, sbagliando a ripetizione. Che serietà ha uno che ha le dimissioni retrattili? Sarebbe stato più opportuno non presentarle, piuttosto che minacciare di ritirarle trenta secondi dopo averle annunciate

Come cantava Bruno Lauzi “”Ritornerai … lo so ritornerai…””

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