Risposta a Morelli

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Circostanziata ed estesa, è un vero articolo: Bice pubblica la risposta di Dieffe a Gabriele Morelli.

 

Egregio Gabriele Morelli, anche questa sua risposta al mio articolo merita un commento.

Comincio dalla sua apertura al confronto nel punto dove mi  presenta come «un certo e non meglio identificato Dieffe»

Confermo! Sono una sconosciuto e non meglio identificato Dieffe…

Da quando sono “approdato” nel modenese non milito in nessun partito, non sono iscritto in nessuna associazione o “comitato di lotta  e di governo”e per questioni di salute esco raramente. E con questo? Che “ciazzecca” con la mia libertà e possibilità di analizzare il suo progetto e di individuarne eventuali pregi e difetti?

A meno che Lei pretenda da chi vuole confrontarsi con le sue proposte che sia munito di un prestigioso curriculum e di indiscussa notorietà.

Nel dubbio “facciamo finta che” non sia così e Le devo dire che continuo a  trovare debole il suo pensiero anche in questa sua risposta.

Il suo incipit «I politici hanno paura» che trova la sua spiegazione  in un’altra sua affermazione «la rete (internet) è una delle cose che spaventa di più i nostri politici perchè non la conoscono e non la sanno usare.» è una sua personale e pirotecnica  ipotesi tutta da dimostrare.

Secondo lei tutti gli eletti, i simpatizzanti, gli iscritti, i militanti nei partiti e nei movimenti che vanno dall’estrema destra all’estrema sinistra, per il fatto stesso di appartenere alla categoria dei “politici” pur se fruitori di internet e della sua rete…«non la conoscono e non la sanno usare

Così, sempre secondo Lei, ne consegue che questi temono il restante popolo che usa internet e che grazie al suo stato di “non politico”   ha il dono di conoscere la rete e di saperla usare.

Sarà …ma Lei invece ne è certo e a questo “popolo” affida un ruolo decisivo” mentre lo toglie ai partiti, ai politici.« macchine collaudate di organizzazione del consenso per …. per fare che cosa?»(sono sempre parole Sue)

 

Per fare che cosa?

Ho l’impressione, egregio Morelli, che Lei trascuri un piccolo particolare: a Modena come in tutti i Comuni d’Italia il governo della città viene scelto mediante libere elezioni.

I modenesi con il loro voto del 2009 hanno indicato, a seguito dei programmi di governo proposti chi doveva fare il Sindaco e poi con le loro preferenze scritte sulla scheda elettorale hanno anche scelto e determinato quali dovevano essere i consiglieri comunali di maggioranza e quelli destinati alla opposizione.

Per questo, ad elezioni avvenute, non è vero che quando le maggioranze non adottano le proposte suggerite o richieste dalle minoranze “sono arroganti”.

In politica come sosteneva il grande statista Konrad Adenauer «Ti accorgi di avere sbagliato, tradito e deluso i tuoi elettori quando cerchi e ottieni l’applauso  delle opposizioni».

Modena da 70 anni è ininterrottamente guidata da governi di sinistra. Una anomalia per una democrazia che con libere elezioni non è riuscita a concretizzare una virtuosa e salutare alternanza nel governo della città.

Colpa , egregio Morelli, di un potere politico  modenese arrogante e dittatoriale come pochi al mondo o responsabilità di una opposizione senza idee e progetti di governo convincenti e vincenti secondo la valutazione della città?

 

Le sottopongo una riflessione: Rimangono sul tappeto diversi grandi temi tuttora irrisolti dalla politica.

Fra questi, per citarne alcuni, c’è come passare da una democrazia formale a una democrazia sostanziale; c’è l’obiettivo di riuscire a  garantire alla persona il suo diritto di essere libera da… e non solo ciò che la fa libera di…; c’è l’aspettativa di vivere in uno Stato e in una società più giusta.

 

Questo e molto alt
ro, evidentemente per lei, rappresentano anticaglie di “
vecchie e nuove scuole di pensiero” da spazzare via.

Per Lei il nuovo oggi risiede altrove: si annida in tutti i modenesi che in quanto non politici conoscono internet e lo sanno usare e quindi vengono ad assumere un ruolo portante per il governo di Modena «Ognuno deve avere una sua idea di città, la più ampia e vasta possibile, deve scriverla e comunicarla. Solo dopo, dopo che avremo fatto anche un elenco delle tante cose sbagliate che proprio i politici, “le vecchie e nuove scuole di pensiero”, hanno creato, si potrà capire che la nostra idea di città è molto più condivisa di quanto si possa pensare»

E vai!!!

Finalmente avremo “la fantasia al potere” nel Comune di Modena che si dovrà esprimere in tutte le sue forme. Avremo finalmente una città dove sarà “vietato vietare” al cittadino di chiedere, di proporre e di pretendere  quello che vuole

Per illustrare questo suo progetto Lei scrive: «Ognuno ha diritto di esprimere pareri, può scrivere, fare fotografie, cantare, fare musica, idee…» ma poi…finita la ricreazione, egregio sig. Morelli dobbiamo responsabilmente renderci conto che alla città servono proposte fatte di concretezza, di programmi credibili e realizzabili  convincenti condivisi dalla maggioranza dei modenesi.

Modena oggi si mostra una città grigia, stanca, senza smalto, ripiegata e appisolata su se stessa. La conferma di questo suo stato di grazia poco smagliante si ha leggendo le proposte come la sua:  un velleitario movimentismo che concentrato a demonizzare con furore tutto l‘insieme della sua classe politica…affida il suo ricambio a quella restante parte di popolazione che in quanto “non politica” ha il pregio di conosce Inernet e di sapere come usarlo.

Non ho parole !

Sono convinto tuttavia che sia sufficiente un badile per accorgersi che si può scavare ancora: non abbiamo toccato il fondo!

Auguri!

 

Dieffe

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