Ripresa economica, a giugno continua a crescere la fiducia dei consumatori (+ 6%)

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Secondo i dati del Centro Studi di Assolombarda pubblicati su “Genio & Impresa”, prosegue la graduale risalita dell’economia lombarda, ma il recupero resta parziale: dopo la lenta risalita di maggio (-30%), a giugno mostra segnali di accelerazione, pur rimanendo su livelli inferiori al pre-pandemia. Positivi i dati relativi al traffico pesante che recupera 20 punti percentuali, mentre preoccupa il drastico calo dell’export che perde a marzo 1,5 miliardi di euro. Crescono anche i prestiti bancari (+1,4 ad aprile) richiesti soprattutto da grandi aziende.

 

 


Dopo lo shock di marzo e aprile, mesi che hanno visto crollare l’attività economica lombarda del -35% e del -45% su base annua, e la leggera risalita di maggio (-30%), a giugno l’economia sembra mostrare timidi segnali di ripresa. È quanto emerge dall’aggiornamento del Booklet Economia di Assolombarda, pubblicato su “Genio & Impresa” (genioeimpresa.it), il web magazine dell’associazione delle imprese che operano nelle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza. La fiducia delle famiglie cresce a giugno di 6 punti percentuali in Italia e di 5 nel nord ovest, riportandosi sui livelli di marzo. Si mantiene, però, alto il differenziale rispetto a inizio 2020, con un distacco di circa -10 punti. Aumenta anche, seppur più lentamente, la fiducia delle imprese: benché il crollo record registrato a marzo non sia ancora recuperato (l’indice del manifatturiero ha un gap di -19 punti in Italia e -23 nel Nord-Ovest, nei servizi -47 e -37 punti), a giugno si registra una crescita in tutti i settori come si evince dagli indicatori soft.

 

Positivi, ma ancora lontani dai numeri pre-Covid anche i dati legati alla mobilità: il traffico dei veicoli pesanti sulle tangenziali milanesi, indicativo dell’intensità degli scambi economici del territorio raggiunge il -8% a giugno, recuperando 20 punti percentuali rispetto all’inizio della fase 2 e 5 rispetto a fine maggio. Il traffico dei veicoli leggeri, si assesta invece al –22% su base annua, in decisa risalita rispetto al -48% toccato a metà maggio. Inoltre, il Comune di Milano fotografa un gap degli ingressi di autoveicoli in Area B (soprattutto pendolari) del -11% tra il 15 e il 19 giugno rispetto a inizio anno. Anche gli spostamenti per motivi di lavoro, pur in aumento di 14 punti rispetto a metà maggio (-46%), restano in un quadro di consistente flessione: il bilancio alla fine del sesto mese dell’anno è di -32% in Lombardia rispetto a inizio 2020. Numeri leggermente inferiori rispetto a quelli degli spostamenti sul territorio nazionale dove si sono registrati un-28% a fine giugno e un

-42% a metà maggio. Riparte con più decisione la mobilità delle persone nel complesso, soprattutto nelle province di Monza e Brianza, Lodi e Pavia: gli spostamenti monitorati da Enel X nel mese appena trascorso risultano prossimi ai livelli antecedenti l’emergenza, mentre a Milano si registra un -9%.

 

Se i numeri legati a fiducia e mobilità lasciano intravedere uno spiraglio, a preoccupare sono i dati sulle esportazioni: in Lombardia le vendite all’estero sono diminuite del 13% a marzo, segnando perdite pari ad un valore di 1,5 miliardi di euro. La maggior parte delle province registra un crollo a due cifre e, considerata l’importanza che ricoprono nell’economia regionale, incidono particolarmente le contrazioni di Milano (-6,5% a marzo pari a –246 milioni di euro), Brescia (-17,7% per un valore di 261 milioni) e Bergamo (-17,5% pari a 251 milioni). Consistenti anche le flessioni relative alle province di Monza (-11%), Lodi (-7,2%) e Pavia (-8,5%).

 

Infine, il rapido peggioramento del quadro economico ha portato a un crescente bisogno nel breve termine di risorse finanziarie da parte delle imprese lombarde, con una crescita dei prestiti bancari a marzo del +1,1% su base annua e ad aprile del +1,4%. Aumentano soprattutto le erogazioni per le imprese più grandi (+1,6% a marzo per le realtà oltre 20 addetti) e, tra i settori, per manifattura (+3,4%) e servizi (+1,3%); calano, invece, i prestiti per le imprese con meno di 20 addetti (-1,9%).

 

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