Ripensare il turismo  futuro

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Oggi, più che mai, il nostro mondo appare arroventato, fragile, ammalato, sudicio, inquinato.
Le variazioni  climatiche sono le manifestazioni più eclatanti, sia quelle dovute all’impatto
antropico, con  gli effetti sull’ambiente  della presenza e delle attività umane … sia quelle più
ad ampio  respiro che, ciclicamente,  interessano il Pianeta, mutandolo anche in modo profondo.
Forse si  dovranno  escludere certe mete, almeno in determinati periodi dell’anno, limitando 
o escludendo il turismo, per la sicurezza degli  esseri umani e per la salvaguardia della Natura.

La tragedia della Marmolada lascia  sgomenti e annichiliti, per la gravità del bilancio che si va aggravando di ora in ora, con due cordate di escursionisti  travolte  da un serracco, un lastrone staccatosi improvvisamente dalla massa del ghiacciaio.

Oggi, più che mai, il nostro mondo appare arroventato, fragile, ammalato, sudicio, inquinato. Le variazioni  climatiche sono le più eclatanti, , sia quelle dovute all’impatto antropico, con  gli effetti sull’ambiente  della presenza e delle attività umane… sia quelle più ad ampio  respiro che, ciclicamente,  interessano il Pianeta, mutandolo anche in modo profondo. Di piena responsabilità umana sicuramente possiamo  indicare l’inquinamento,  con  le conseguenze ben note sulla salute umana e degli animali, sullo  stato dei  monumenti, sulla qualità della vita nelle città e sulla Natura in generale con danni talvolta irreversibili.

Ieri, la Marmolada, vittima dei cambiamenti climatici in atto, è stata teatro di una tragedia che lascia  sgomenti e annichiliti, per la gravità del bilancio che si va aggravando di ora in ora, con due cordate di escursionisti  travolte  da un serracco, un lastrone staccatosi improvvisamente dalla massa del ghiacciaio.

E’ accaduto, in questi ultimi anni, sporadicamente, che i ghiacciai, arretrando,  restituissero i resti  di nostri Caduti della Grande Guerra… Oltre a destare l’umana pietà, questo è un segno preoccupante di ciò che sta avvenendo  anche in alta quota,  con il  riscaldamento globale che sta erodendo  anche i  ghiacciai, impoverendoli e riducendone la vastità. Purtroppo,  ciò che è accaduto sulla Marmolada, pur nella sua imprevedibilità temporale, è pur sempre un evento da mette in conto per il futuro.

Anche a noi profani è chiara la terribile dinamica di un lastrone di ghiaccio che, in presenza di  temperature inconsuetamente elevate, inizia a sciogliersi, con il pericolo, a seconda della posizione,  di scivolare e precipitare.

Coloro i  quali si erano recati a fare l’escursione, a differenza di altri  casi, certo non hanno responsabilità, non erano  turisti imprudenti, non erano scriteriati gitanti…erano appassionati ed esperti. Ma, l’imponderabilità di  certi  eventi,  comunque possibili e probabili, come in questo  caso il distacco di un intero serracco, forse richiede un ripensamento anche sul turismo. Se determinate situazioni in montagna sono cambiate (forse per sempre) forse si  dovranno  escludere certe mete, almeno in determinati periodi  dell’anno, limitando  o escludendo il turismo, per la sicurezza degli  esseri umani.

Anche se per altri motivi, proprio per salvaguardare certi luoghi, si dovrà veramente ripensare al turismo  così  come lo concepiamo oggi, ossia  libero, pur di  avere  il denaro, il tempo  e la salute sufficienti,  si va dappertutto, tutte le volte  che si vuole.

Il mondo sta cambiando   molto velocemente e radicalmente… sarebbe stato impensabile, fino a qualche anno fa, dover organizzare una spedizione come la Extreme Everest Expedition, per  ripulire quello che, incredibilmente, è  uno dei luoghi più inquinati del mondo, proprio il Monte Everest…

Altri luoghi del Pianeta, molto famosi e visitatissimi, stanno soffrendo per il turismo  di massa… come l’Antartide, il continente più meridionale della Terra, non abitato se non da scienziati  e per brevi periodi,  ma che navi da crociera cariche di turisti visitano regolarmente, minacciando la delicata  ecologia  delle sue coste… o come le isole Galapagos, la cui straordinaria biodiversità portò Darwin a concepire la teoria della selezione naturale. Ai nostri giorni, la pressione turistica costante e massiccia, ha provocato una grave  scarsità d’acqua oltre che altri danni al fragilissimo equilibrio di questo luogo incantevole. Lo stesso sito di Stonehenge, mistico e suggestivo, è una delle mete più più visitate d’Europa. Purtroppo,  però, in questi anni sono stati molti i danni provocati alle mitiche pietre, danneggiate da turisti incivili e irrispettosi.

E questi  sono  soltanto alcuni, di un lunghissimo  elenco.

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 Ripensare il turismo futuro        di A.D.Z.

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Buona settimana e buona lettura del n. 806- 499

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Una risposta

  1. Il Pianeta morente

    Io penso che non dovremmo solo ripensare il turismo per adeguarlo alla realtà di un pianeta malato grave , ormai in stato comatoso forse irreversibile.
    Penso che dovremmo ripensare il nostro stile di vita.
    E dovremmo farlo tutti, nel nostro piccolo.
    A partire dal rispetto dell’ambiente.
    La prima cosa che dovremmo fare è mettere fine alla ( in ) civiltà dei consumi e degli sprechi , non solo alimentari ma anche dell’acqua, bene prezioso imprescindibile per la vita sul nostro pianeta.
    A memoria d’uomo non si era mai vista una siccità spaventosa come questa, almeno nel Nord Italia.
    Il surriscaldamento globale sta uccidendo il pianeta Terra.
    Prima lo scioglimento dei ghiacciai, ora la distruzione della foresta dell’Amazzonia, ed il disboscamento selvaggio anche dalle nostre parti , finalizzato alla cementificazione , sono colpi mortali alla vita sul nostro pianeta
    E tutti dovremmo far qualcosa per evitare che si arrivi al non ritorno, ammesso e non concesso che non ci siamo già arrivati.
    Dovremmo bandire dai nostri consumi la moda dell’usa e getta.
    Il nostro pianeta è sommerso da anni da un mare di plastica.
    Si parla da decenni di eliminazione o di riduzione della produzione e del consumo di plastica ma anno per anno si producono e si immettono nell’ambiente milioni di tonnellate di plastica, per lo più bottiglie di acqua minerale ma non solo.
    Grazie alla pandemia da covid è incrementato in maniera esponenziale il consumo della plastica del monouso. ( siringhe, provette eccet ) , poi c’è il problema dello smaltimento di tonnellate di guanti di plastica e di gomma e di miliardi e miliardi di mascherine monouso.
    Dovremmo tornare a bere l’acqua del rubinetto di casa, magari utilizzando la vecchia ” Idrolitina ” ( non so se sia ancora in commercio ) per renderla gassosa, oppure comprare acqua minerale in bottiglia come si faceva una volta.
    Ci sarebbe il fastidio della resa ma se ne gioverebbe l’ambiente.
    I consumi in fondo sono un dato positivo tanto è vero che un incremento dei consumi è valutato come indicatore di un’economia in buona salute.
    Sì , perché maggiori consumi generano maggiore produzione e quindi maggiori investimenti e quindi maggiore occupazione che è l’obiettivo primo di tutti i governi.
    E’ in fondo il fenomeno del cosiddetto circolo virtuoso che si registra quando l’andamento economico di un’azienda, magari quotata in borsa, è positivo il che accresce fiducia degli investitori nell’azienda stessa. e genera ulteriori investimenti che portano ad un aumento delle azioni in borsa, che induce ulteriori investimenti e quindi più occupazione.
    Bisogna stare però attenti ai consumi ed evitare che si traducano in sprechi con impatto negativo sull’economia ed anche sull’ambiente.
    Per quanto attiene allo spreco alimentare sembra che nel 2020 in Italia sono state buttate oltre 1 milione mezzo di tonnellate di cibo (27 kg ogni persona, di cui 1 solo di pane). I cibi che finiscono nella spazzatura sono quelli più deperibili: frutta e verdura su tutti (circa 2 chili l’anno), gli sprechi si concentrano al sud e nelle famiglie con figli”.
    Sarebbe opportuno una spesa ragionata, acquistare direttamente dal produttore i prodotti freschi e di stagione, conservare correttamente i cibi, mantenere in ordine la dispensa, imparare a cucinare, non cucinare troppo e non buttare gli avanzi, al ristorante chiedere la doggy bag.
    Ne guadagnerebbe la nostra salute e quella ambientale.

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