Rincaro autostradale

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Le spontanee considerazioni di fronte all'ennesimo  aumento, ancora più pesante in temi di crisi, nonchè sgradevole quando crea disparità fra i cittadini.

Come se non bastassero le tasse, i balzelli, i mille adempimenti e angherie cui gli italiani, sempre più sudditi e sempre meno cittadini, sono sottoposti, ecco arrivare anche l’aumento delle tariffe autostradali. Fino a 11% in più. Ingiustificato, visto che è molto più alto dell’inflazione. Segnale odioso che dimostra la totale indifferenza da parte dei concessionari e dello stato alle difficoltà degli italiani, che in autostrada ci vanno per necessità. E’ noto che il trasporto pubblico lascia molto a desiderare per responsabilità che pesano su coloro che in passato, per compiacere Fiat e petrolieri, impostarono tutta la politica dei trasporti sulla gomma e non sui treni o sulle vie d’acqua. A proposito: una delle prime promesse del Berlusconi del ’94 che voleva modernizzare l’Italia, fu di attivare le autostrade del mare, sfruttando il mare che circonda le penisola per farne una grande via d’acqua che permettesse di scaricare le strade del traffico pesante. Bella idea, ma non se ne fece niente. Non se n’è neppure più sentito parlare.

Di fronte all’aumento dei pedaggi sorgono spontanee due considerazioni.

La prima: nessuno contesta il fatto che le autostrade abbiano costi di manutenzione che devono pur essere pagati dagli utenti. Ma perché insistere su un sistema medievale come il pedaggio, anche se si chiama telepass? Non sarebbe più logico e meno costoso adottare il sistema del bollino, come in Svizzera, Austria, Ungheria e altri paesi civili? In Svizzera con 40 euro puoi circolare su tutte le autostrade per un anno!

La seconda riguarda una condizione aberrante di diseguaglianza fra i cittadini italiani cui è giunto il tempo di porre fine: le autostrade si pagano solo nel centro-nord. Al sud sono gratis. La crisi è crisi per tutti. Al sud come al nord. La politica dei due pesi e due misure deve finire.

E, specie in tempo di crisi, bisognerebbe seguire la logica del pagare meno, pagare tutti.

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