Riflessioni sulla violenza e mancanza di rispetto verso la donna

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Dopodomani è l’8 marzo. Una ricorrenza che considero importante, e il pensiero va alle donne vittime di violenze.

 

Mi ha particolarmente colpito la notizia di questi giorni della minorenne vittima di abusi sessuali da parte del convivente della madre.

Mi ha colpito la purtroppo non isolata e sempre intollerabile tolleranza verso gli autori di questo tipo di crimine, la quantomeno stravagante architettura delle attenuanti, il ricorso a logiche contorte, eppure così facilmente smontabili.

“mi ha provocato, portava la minigonna”. Perchè a chi spacca la vetrina del gioielliere non concediamo l’attenuante del fatto che il negoziante metteva in mostra l’oggetto del desiderio? E magari coinvolgiamo il derubato in un bel concorso di colpa? E andando avanti, se non è la prima volta che viene derubato, ulteriori attenuanti per l’autore del crimine?

Come possono affermare che anzi il ripetersi dell’umiliazione non riapra la ferita morale precedente, con effetti devastanti sull’autostima?

Se la minore aveva già avuto rapporti dall’anno prima con adulti e coetanei, evidentemente il convivente della madre aveva contribuito a creare un clima familiare non sufficientemente protetto, e invece di intervenire per cercare di recuperare la situazione ha pensato bene di approfittarne.

“era consenziente”: è un’espressione che mi sembra impropria per un rapporto sessuale che per sua natura dovrebbe nascere dalla condivisione di un desiderio.

Se non c’è esplicita partecipazione, mi suona sospetta la spontaneità di un “sì fai pure”, la mancata ribellione mi sembra piuttosto il risultato della strategia del voler evitare una violenza maggiore. Tornando al confronto con il furto, se mi puntassero un’arma certamente acconsentirei a farmi derubare, anzi è sufficiente che l’altro pesi 20 kg più di me, meglio il furto che le percosse, che magari si aggiungerebbero alla violenza invece di evitarla.

 “era consenziente” esprime già il fatto che l’idea è partita da qualcun altro. Cosa particolarmente odiosa visto che viene da un adulto che frequenta l’ambito familiare e che nella mente della ragazzina potrebbe rappresentare la figura paterna.

In campo sessuale che senso ha parlare di consenso? O c’è esplicita partecipazione, altrimenti si parla di violenza più o meno brutale.

Le affermazioni indicate finora purtroppo sono abbastanza frequenti, non per questo accettabili, ma nel caso di questa ragazzina è stato espresso un concetto che mi ha fatto rabbrividire “se la minore ha già avuto rapporti sessuali ha sviluppato una personalità più matura rispetto alla sua età”. Ma diamogli una medaglia a quelli che ne hanno abusato, spingiamo tutte le ragazzine a fare le Lolite così sviluppano una personalità più matura! Come si fa ad ascoltare certe cose? Sono affermazioni violente quanto uno stupro.

Non sono una psicologa, ma credo che sia vero il contrario, che la causa di rapporti sessuali così precoci sia proprio il mancato equilibrio nello sviluppo della personalità a causa dell’ambiente.

Perchè si digeriscono queste cose? Credo che si lascino passare per una forma di tolleranza verso un radicato senso di disprezzo della donna in tanti atteggiamenti della vita quotidiana

Credo che debba partire dalle donne una forma di pacifica intolleranza contro ogni minimo atteggiamento di mancanza di rispetto nei confronti della donna.

 

Personalmente applico da anni un comportamento di questo tipo, una pacifica forma di tolleranza zero. Nell’ambito del lavoro (viene particolarmente bersagliata la donna che osa affrontare i “territori” dell’ uomo) ho sviluppato un ampio repertorio di battute taglienti. All’affermazione “per fare questa cosa ci vuole un uomo” ribattevo in base alle circostanze “avevo il sospetto che lavorassi col c.., non mi aspettavo che lo ammettessi così apertamente”  “sei così abituato a lavorare col c… da pensare che senza non ci si riesca?”

 

E poi c’è il boicottaggio economico. Perchè a volte non ci rispettano neppure quando abbiamo i soldi in mano. Qualche anno fa stavo per firmare il contratto di acquisto di un’automobile quando il venditore si permise una battuta sulle donne al volante. Rimisi il cappu
ccio alla penna, passai dall’ufficio del direttore a spiegare brevemente la situazione e conclusi l’acquisto presso un’altra concessionaria. Permalosa? Può darsi, ma lo stesso venditore con un uomo dall’accento meridionale non avrebbe fatto una battuta su di loro, quindi perchè dovrei essere tollerante? Continuare l’acquisto avrebbe significato essere consenziente. No.

 

E’ la stessa forma di protesta che adottò Martin Luther King, quando i mezzi di trasporto pubblico di New York erano pieni di cartelli che permettevano solo ai bianchi di sedersi. MLK convinse la popolazione di colore ad alzarsi un’ora prima tutte le mattine e ad andare al lavoro a piedi. Lo fecero, e cantavano. Poche settimane e l’azienda dei trasporti perse tanto denaro da diventare immediatamente meno razzista e da togliere i cartelli.

 

Che l’atteggiamento di scarso rispetto per la donna sia radicato è purtroppo un dato di fatto, non si può rimuovere in pochi anni, proprio per questo ritengo che sia importante una continua vigilanza e reazione anche nelle piccole cose, oltre naturalmente alla fermezza in quelle grandi. Verso la violenza e verso la mancanza di rispetto, tolleranza zero. Piccoli gesti quotidiani che ognuna di noi può fare.

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