Riflessioni , e qualche conclusione con the amaro…

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Avevo a suo tempo manifestato l’intenzione di produrre alcune considerazioni anche sui commentatori protagonisti del dissenso nei confronti della lega nord di Modena. Ora che l’attacco consistente sembra rientrare penso che alcune sintesi con un discreto margine di credibilità si possano fare. Il dissenso popolare contro i signori del palazzo a volte può nascere spontaneamente, ma normalmente è sollecitato ed ingigantito ad arte da parte di qualche sobillatore od oppositore, come è logico che sia.

In ogni caso se la protesta non è abilmente guidata e rappresentata viene poi repressa proprio dal “tiranno” tanto criticato e che si voleva abbattere oppure spontaneamente è obbligata a spegnersi nel nulla. In tutte due i casi i personaggi oggetto di contestazione ne escono rafforzati sia come immagine che come acquisizione di potere politico. Anche  nel corso della scorsa settimana su Bice, mentre continuavano le punzecchiature ad alcuni dirigenti  della Lega, sono stati pubblicati due interventi che si sono rivelati molto significativi: uno era di un ex militante nella Lega Nord, l’altro del capogruppo della Lega in quel di Sassuolo.

Quest’ultimo di fronte alla grandinata che ha colpito le vigne del paese vicino prende la parola per affermare che dal suo podere esce ed uscirà ottimo vino. Non abbiamo motivo di dubitare della sua parola, ma ci sfugge la ragione del così tanto ostentato silenzio riservato al disagio e ai brusii rivolti ad alcuni suoi colleghi di partito di Modena. L’altro, dissidente a tutto campo, non è riuscito ad aggregare una protesta significativa che invece continua a legittimarsi attorno ad un articolo datato a firma Nicola Caponetto. Anche questo, “mistero misterioso”, rimanendo muto e immobile fin dal giorno della pubblicazione del suo scritto  lascia pensare di preferire per se il ruolo di un Carneade qualunque piuttosto che quello di figura alternativa di riferimento. La sintesi che se ne ricava è quella di ritrovarsi di fronte ad un concentrato di non politica giocato però dai protagonisti della medesima. Si assiste all’incredibile comportamento della  classe dirigente modenese ai vertici della Lega che fa spallucce nei confronti del dissenso interno proprio perché non c’è nessuno in grado di interpretarlo e convogliarlo politicamente. E poiché non c’è nessuno in grado di rappresentare l’opposizione interna…lascia che sia…il tutto viene trattato come se fosse un problema di altri partiti!!

Quello che emerge è dunque questo dramma irrisolto della Lega: la sua carenza di classe dirigente all’altezza del ruolo richiesto, ma che galleggia in balia delle contraddizioni politiche e strategiche di Umberto Bossi che disperde sacrifica o allontana uomini e idee a suo piacimento. La politica è anche scienza e quindi ubbidisce anche a delle regole scientifiche. La furbizia Bossiana serve e può essere utile per la tattica da usare ed abusare con amici e avversari, ma non può essere considerata come una risorsa inesauribile ed insostituibile da un partito degno di questo nome. Inevitabilmente, nel lungo periodo “la volpe” e i suoi estratti vari finiranno per trovare accoglimento solo nelle telepromozioni alla “Vanna Marchi”che a loro volta contribuiscono solo ad ingigantire quelli che saranno gli effetti miseri dell’inevitabile crollo.

Infatti cosa c’è da aspettarsi se non un “crollo” se nessuno tra dirigenti  e militanti pare preoccupato dal fatto che da settimane si stia mugugnando attorno ad una tazza virtuale da the… che prima di bere… il nonno raccomandava….

 

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