Rifiuti Modena. Discarica Finale, Galli (Fi): ampliamento ha troppi rischi; Giunta: impianto previsto dal piano di gestione rifiuti

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L’azzurro: “”Area più inquinata e tutti contrari, tranne il Pd””. Il sottosegretario Manghi: Nessun allarme da Arpae e Ministero, domani si aggiorna la Conferenza dei Servizi

“”Un muro di tre metri per proteggere la discarica da una possibile esondazione. Prendo atto che questo è il piano della Regione””. Sono le parole che il consigliere Andrea Galli ha pronunciato in Aula al termine della discussione sul progetto di ampliamento della discarica di Finale Emilia, in provincia di Modena. Tema portato in Parlamento regionale con un’interrogazione a risposta immediata, presentata dal consigliere di Forza Italia, con la quale ha chiesto conto alla Giunta e in particolare alla titolare dell’Ambiente, Paola Gazzolo (oggi assente in Assemblea perché in rappresentanza dell’istituzione al funerale di Giuseppe Zamberletti), “”se non ritiene un controsenso autorizzare l’ampliamento della discarica a Finale dopo aver approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti che mira a ridurre il numero di questo tipo di impianti””.

L’Azzurro, durante la presentazione dell’atto, ha ricordato come “”la riapertura della discarica porterebbe ad un notevole aumento del traffico di mezzi pesanti con relativo aumento dei livelli di inquinamento dell’aria, che tra i vari rischi di pericolosità rientra anche quello relativo all’aumento dell’inquinamento delle acque in una zona già sottoposta a vigilanza tramite una rete di piezometri che è stata più volte rimodulata ed ampliata nel corso degli anni. Dai rilevamenti, risultano già molto elevati i valori relativi ai solfati, ai nitriti, di nichel, di arsenico e di cromo. La criticità idraulica- ha rimarcato- emerge chiaramente dall’esame degli atti. La classificazione è dovuta alla presenza di un punto critico alla confluenza del canale Dogaro Uguzzone Superiore con lo Scolo Raimondo che delimita l’area della discarica a est, mentre a nord si trova la fossa Vigarana e il Canale Diversivo di Burana””. E ha aggiunto: “”Sul progetto di ampliamento si sono espresse negativamente tutte le forze politiche, le amministrazioni locali, le associazioni e gli abitanti di quelle aree. Tutti ad eccezione del Pd””.

Dichiarazioni a cui ha risposto il sottosegretario Gianmaria Manghi (in sostituzione dell’assessore Gazzolo) spiegando come “”il progetto di ampliamento della discarica di Finale Emilia sia già stato ridotto, in fase di Conferenza dei servizi, durante la valutazione di impatto ambientale. Una riduzione di 300.000 tonnellate per una capacità finale di 1.188.000 tonnellate. La comunicazione della presidenza del consiglio dei ministri fa chiarezza anche sul supposto inquinamento delle acque vicino alla discarica: sia Arpae che Ausl hanno evidenziato come non sia emerso alcun nesso causale tra i valori dei metalli pesanti nelle acque e la discarica. Situazione confermata anche dal ministero dell’Ambiente. Il progetto presentato, tra l’altro, è diretto proprio a scongiurare possibili inquinamenti delle acque di falda. Il consigliere Galli- ha proseguito Manghi- dovrebbe sapere che la discarica di Finale Emilia è espressamente prevista dal Piano regionale di gestione dei rifiuti e fa parte del ristretto numero di discariche strategiche. Non c’è alcun controsenso nell’autorizzare l’ampliamento. Per quanto riguarda la criticità idraulica, il progetto di ampliamento già prevede un’arginatura di tre metri per il contenimento del rischio. La stessa Conferenza dei servizi ha deciso di aggiornare i propri lavori al 30 gennaio (domani, ndr) per effettuare specifici approfondimenti rispetto al rischio di esondazione””.

(Andrea Perini)

 

 

 


 

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