RIEDUCARE: NE VALE certamente LA “PENA” La CAMERA PENALE DI MODENA CARL’ALBERT PERROUX

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CAMERA PENALE DI MODENA CARL’ALBERT PERROUX COMUNICATO STAMPA in relazione alla nota delle sigle sindacali di Polizia Penitenziaria del 21.7.2016

RIEDUCARE: NE VALE certamente LA “PENA” La CAMERA PENALE DI MODENA CARL’ALBERT PERROUX intende informare la stampa ed i media circa la gravissima, invero sconsolante, situazione nella quale, ancora oggi, versano i detenuti e gli internati negli Istituti Penitenziari modenesi. Già lo scorso anno, la Camera Penale di Modena ha manifestato ampia comprensione alle ragioni espresse dal sindacato di Polizia Penitenziaria – Corpo, questo, chiamato per motto al difficile compito di “ despondere spem ” e al quale va la piena solidarietà dell’avvocatura associata, da sempre schierata in difesa dell’assoluta legalità -, per l’altro verso, non ritiene che la soluzione del problema della violenza interna agli Istituti Penitenziari transiti attraverso l’eliminazione del regime della “sorveglianza aperta” . Tale regime invero andrebbe garantito con l’isolamento dei soli detenuti violenti o, comunque, non meritevoli di fruire dell’anzidetto regime della “sorveglianza aperta”, come già chiarito dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il principio costituzionale della RIEDUCAZIONE non può soccombere neppure davanti alle legittime proteste sindacali né deve trovare un ostacolo nelle affermazioni dei Sindacati di Polizia Penitenziaria che riportano “ clima lavorativo insostenibile, rapporti con i vertici della struttura da tempo insostenibili”. Il percorso corretto è quello intrapreso da tempo nella Casa Circondariale di Modena dove, a fronte della penuria di personale, si cerca di reinserire intra moenia i soggetti ristretti. Già in passato la Camera Penale di Modena ha riconosciuto il motivo della crisi denunciata dalle sigle sindacali e sottolineato le forti problematiche nate dalla lunghissima assenza di un Magistrato di Sorveglianza titolare. L’ufficio di Sorveglianza, deputato a vigilare sugli Istituti di Pena di Modena e di Castelfranco Emilia, nonostante la meritoria attività dei magistrati supplenti, ha vissuto momenti di vera e propria paralisi, tanto da tener lontano dal Novembre 2015 la Magistratura di Sorveglianza dall’Istituto di Pena. Non ci si deve confondere: il male annidato alle radici della violenza, che pare serpeggiare dentro le mura degli Istituti Penitenziari modenesi, è certamente da individuarsi nella disperazione di chi è recluso, di chi, pur avendo sbagliato, avanza legittime istanze alle quali non viene fornita risposta alcuna da parte degli Organi competenti che, ancora oggi, dopo anni, non sono in grado neppure di assegnare un magistrato titolare all’Ufficio di Sorveglianza di Modena, fornendo con ciò risposta – negativa o positiva che sia – a chi altro non fa se non chiedere giustizia. Camera Penale di Modena “Carl’Alberto Perroux” Aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane 

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