Ridare la voglia di riguardarsi allo specchio

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Ridare la voglia di riguardarsi allo specchio, di accettarsi e di piacersi di nuovo. Succede a Consuelo Schiavi, diplomata in tecnica della riabilitazione alla scuola Sice di Roma, che ricostruisce l’areola del seno alle donne cui è stata asportata la mammella in seguito ad una mastectomia.

In cosa consiste la dermopigmentazione?

 

C’è ancora poca informazione su questa tecnica. Per questa ragione ho deciso di associarmi al “Cesto di ciliegie”, l’associazione che sostiene le donne operate al seno in seguito ad un tumore, per informare, per aiutarle ad accettarsi di nuovo. La dermopigmentazione viene effettuata almeno dopo tre anni dopo l’intervento, il periodo più giusto è proprio dai tre ai sei anni, anche perché il più delle volte oltre alla mammella vengono anche asportati alcuni linfonodi, aggrediti dal tumore. Quindi la prima cosa da fare è eseguire una serie di linfodrenaggi manuali per ripristinare la circolazione linfatica. Poi si può agire con l’innesto della dermopigmentazione.

Agisco in questo modo: dapprima si disegna l’areola con una matita, poi con due tipi d’ago di misure diverse, si esegue il contorno e quindi il riempimento. Non si risolve, ovviamente in una sola volta, occorrono più sedute.

 

E’ molto doloroso?

 

No, anche perché utilizzo sempre un anestetico locale, ma se la paziente fosse particolarmente agitata, tesa e lo desiderasse, il medico può praticare un’iniezione d’anestesia locale

 

Si ottengono buoni risultati?

 

Ogni paziente è un caso a sé, e io assicuro che sempre che farò del mio meglio. La dermopigmentazione poi si utilizza per la ricostruzione dell’areola soltanto da cinque – sei anni, in precedenza si usava una tecnica chirurgica asportando tessuto vaginale. I risultati sono buoni, sicuramente la tecnica è meno traumatica e invasiva della precedente, si utilizzano colori molto vicini a quelli naturali, si cerca di fare il disegno più simile all’originale, e si ottengono buoni risultati, ma certamente non sarà mai uguale. Certo che una volta terminato il lavoro, la donna riacquista il piacere di guardarsi allo specchio, ha finalmente un capezzolo simile all’altro e si accetta, che è il fine vero di quest’intervento.

 

La sua professione le permette di agire anche su casi diversi dalla mastectomia?

 

Ho conseguito questo diploma proprio perché posso lavorare con i chirurghi ed operare qualsiasi linfodrenaggio post operatorio: blefaroplastica, liposuzione, lifting facciale, addominoplastica, ma anche edemi agli arti inferiori, “pagnotta del piede”… anche perché il massaggio linfodrenaggio è il top in assoluto, anche per una persona che non abbia subito incidenti o operazioni chirurgiche. Ad esempio, per problemi di circolazione si fa un linfodrenaggio, è quindi un campo molto vasto. In più, ricostruendo in semipermanente le sopraciglia o il contorno labbra, posso aiutare il chirurgo a dare un aspetto naturale a molti volti rimasti deturpati da infortuni. Due settimane fa ad una ragazza, rimasta vittima di un incidente stradale che non aveva più mucosa labiale, il chirurgo ha riempito la mucosa con collagene e io ho ricostruito il contorno labbra. Tra qualche tempo avrà labbra, forse, più belle di prima.

 

E’ un lavoro che non permette di essere emotivamente fragili, vero?

 

Alla fine di una giornata di lavoro, quando ripenso, al dolore delle persone che incontro, alle sofferenze che hanno sopportato, devo davvero farmi forza: in loro presenza non posso sicuramente permettermi di cedere o di dimostrare quanto sono sconvolta per i loro casi.

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