“Rete 5g, misure di tutela della salute pubblica e principio di precauzione”

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Agli Assessori Competenti

MOZIONE

con carattere di urgenza   

Oggetto: “Rete 5g, misure di tutela della salute pubblica e principio di precauzione”

 

  • Lo sviluppo della tecnologia 5G a sostengo dell’Internet delle cose e dell’industria 4.0 è al centro di dibattiti e confronti ed è oggetto di forti interessi economici privati oltre che di potenziali opportunità a sostegno della digitalizzazione delle imprese, dell’industria, dei trasporti, della società, degli uffici pubblici

 

  • La necessità di dare impulso economico all’Europa, garantendo l’accesso veloce ad internet anche in aree non servite dalla rete fissa è un’opportunità interessante.

 

  • Al tempo stesso è necessario considerare ogni possibile impatto collaterale negativo associato ad ogni salto tecnologico dirompente, in particolare quando diffonde in modo rapido tecnologie sperimentali i cui effetti non sono ancora ben studiati e verificati.

 

Considerato che

 

  • Tenendo conto degli aspetti economici del 5G, ci sono molte sfide future sulla strada verso il raggiungimento di una “”società gigabit””, come ad esempio la sostenibilità economica di immani investimenti tecnologici per il 5G, a fronte di una rete Telco fissa e mobile tutto sommato già ben sviluppata;
  • Gli aspetti legati alla incertezza sulla sicurezza e gli aspetti sanitari potenzialmente indotti dalla nuova tecnologia, sia per le onde millimetriche del 5G al momento ancora non studiate a sufficienza che come tecnologia radio, che nei piani attuali si va ad aggiungere a sistemi radianti già in essere e operativi, sommandosi in potenza;
  • La conoscenza dei pericoli di effetti biologici avversi delle frequenze 700 MHz e 3,6 GHz che appartengono alla stessa banda di frequenze di quelle attualmente in uso;
  • La conoscenza insufficiente sui potenziali effetti avversi sui sistemi biologici (animali e piante) delle frequenze 27 GHz che verrebbero impiegate nel terzo stato di avanzamento del 5G per permettere l’internet delle cose;
  • Gli aspetti legati all’aumento importante del consumo di energia sulle reti elettriche nazionali dovuto al dispiegamento di una rete nuova sovrapposta alle altre precedenti, con evidente duplicazione di impatti ambientali e di emissioni in atmosfera;
  • L’incertezza su come misurare il reale contributo di potenza irraggiata, e quindi di esposizione alle onde, causato e introdotto dal nuovo sistema 5G, che si avvale di tecnologie innovative complesse come Massive MIMO e Beamforming, le cui formule di calcolo di irraggiamento non sono state ancora aggiornate negli standard internazionali;
  • La conseguente decisione assunti nei cantoni Svizzeri, che hanno sospeso il dispiegamento di questa tecnologia, su richiesta del loro dipartimento dell’ambiente, in assenza di una regola chiara su come effettuare le misurazioni dei limiti.

 

Si ritiene che

L’approccio alla diffusione della rete 5G  debba essere inevitabilmente orientato all’applicazione del principio di precauzione, tramite le seguenti azioni:

  • Fare leva e sfruttare meglio la rilevante rete mobile attuale e soprattutto, spingere la penetrazione della connettività fissa a fibra ottica e simili, più affidabile e senza rischi sanitari;
  • Informare la popolazione degli oggettivi rischi delle onde elettromagnetiche, anche delle reti attuali e, soprattutto, sul corretto utilizzo dei dispositivi mobili e smartphones, che ad oggi rappresentano la maggior fonte di irraggiamento del corpo, se non utilizzati con le dovute precauzioni e limitandone il tempo d’uso durante la giornata. Spiegare ai cittadini il significato del tasso di assorbimento specifico o SAR (acronimo di Specific Absorption Rate), che è il metodo comunemente usato per misurare l’energia assorbita dal corpo umano dai telefoni cellulari: pur sottostando ai limiti di legge, non tutti i dispositivi fanno assorbire al nostro corpo la stessa quantitò di energia, quindi è possibile orientare il proprio acquisto verso smartphone con SAR inferiore.
  • Procrastinare l’installazione della rete 5G che utilizza frequenze 27GHz e superiori (le altre frequenze sono assimilabili a quelle già in uso e già studiate) finché questa, una volta chiariti gli aspetti sanitari, possa sostituire le reti mobili esistenti, non andando quindi a sommarsi in potenza, ma come loro sostituto (ad esempio delle reti 3G e 4G, che andranno prima spente, dando tempo ai terminali utente di essere sostituiti senza forzature di mercato).
  • Limitare attualmente l’erogazione del servizio 5G e relativo irraggiamento con le bande 700MHz e 3,6GHz soltanto laddove sia davvero necessario, e cioè ad oggi, solo in certi ambiti confinati e protetti come specifiche realtà industriali, per la ottimizzazione dei processi industriali, della robotica, dell’industria 4.0, con coperture e reti dedicate, gestite o dall’azienda stessa, o dall’operatore attraverso apposita “network slice”: le caratteristiche del 5G servono evidentemente i casi d’uso industriali, mentre per i cittadini privati non vi è assolutamente nessun vantaggio o necessità della rete 5G, che giustifichino oltrepassare il principio di precauzione: si inizi solo dall’industria, laddove richiesto, e in ambienti controllati e confinati, fatte salve le condizioni dei lavoratori e di altri soggetti esposti, i cui livelli di tutela non devono essere inferiori a quelli riconosciuti al resto della popolazione.
  • Considerare di utilizzare selettivamente il 5G, e per ora nella banda non oltre 3600 MHz) e 700 MHz, mantenendo i limiti di legge dei 6 V/m evitando quindi l’utilizzo delle onde millimetriche e le “small cells” dense. Il 5G potrebbe ad oggi giustificarsi solo nelle aree attualmente non raggiunte dalla banda larga fissa o mobile, nella versione sostituiva della rete fissa (chiamata “Fixed Wireless Access”); tali zone sono tipicamente alcune zone rurali, e le principali arterie di comunicazione stradale e ferroviaria, per offrire servizi in ambito di comunicazioni sicure, servizi di utilità pubblica, servizi di sicurezza stradale (auto connesse, guida autonoma, ecc) e per chiudere il digital divide nei centri rurali dove non esistano servizi competitivi di rete fissa (es. FTTH), o dove realizzarli non risulterebbe economicamente conveniente, in modo da estendere a tutti la connettività e servizi digitali di qualità, le possibilità dello smart working, e uno sviluppo economico che si avvalga del digitale connesso (agricoltura smart e di precisione, ufficio remoto, mobile health, e simili).

Tutto ciò premesso,

il Consiglio comunale di Modena

Impegna Sindaco e Giunta ad attiv
arsi in tutte le sedi per:

  1. Sostenere un’azione politica fermamente rivolta a ribadire l’importanza dei limiti attualmente in vigore come stabiliti dalla legge 22/2001, art 36, e che devono rimanere immutati, cioè 6 V/m per i luoghi con permanenza superiore a 4 ore. La legge del 2001 contiene già il riferimento al principio di precauzione, e quindi va semplicemente applicata nella sua forma originale.
  2. Richiedere che le misurazioni siano riportate come media ai 6 minuti (misurazioni puntuali) come indicato dalla legge 2001 e non sulle 24 ore.
  3. Ottenere che le frequenze 27 GHz e superiori previste per l’implementazione del 5G nei prossimi 4-5 anni, vengano approfondite sul loro impatto sulla salute dell’uomo e in generale sugli organismi viventi, comprese piante e animali, insetti inclusi, che già attualmente sembrano subire danni dalle frequenze attualmente in uso.
  4. Tenendo conto che le ARPA non hanno risorse tecniche e umane sufficienti per un monitoraggio capillare del territorio, chiedere che vengano reperite, se possibile a carico dei gestori, per attivare una rete di monitoraggio dei campi elettrici generati dalle radiofrequenze, con centraline predisposte a misurare in continuo nei luoghi sensibili, come scuole, palestre, parchi giochi, campi sportivi ecc. La rete deve essere messe a disposizione delle ARPA per gestire le informazioni sanzionando eventuali sforamenti.
  5. Cablare tutti gli edifici pubblici o di nuova costruzione attraverso collegamenti diretti alla fibra ottica.
  6. Prevedere la realizzazione di spazi pubblici WiFi free dove sia fatto divieto di utilizzo dei dispositivi mobili (come per il fumo di sigaretta), dove chi lo desidera possa godere di uno spazio libero dove staccare temporaneamente e disintossicarsi dall’abuso degli smartphone e dalla dipendenza dalla connettività 24h/24.
  7. Informare la popolazione in maniera corretta sulle caratteristiche del 5G e sul fatto che i limiti consentiti in Italia sono cautelativi almeno per due delle frequenze più usate dal 5G.
  8. Inserire nei programmi scolastici a tutti i livelli lezioni sull’uso dei telefoni cellulari (quando è stata messa sul mercato l’automobile sono nate le scuole guida e la patente!)
  9. Spingere le compagnie a produrre telefonini più sicuri, abbassando i limiti sull’energia emessa ed il tasso di assorbimento dei dispositivi (pubblicizzando il valore del SAR), e promuovere l’uso dell’auricolare per allontanare il telefono dal corpo e soprattutto dalla testa quando è in funzione.
  10. Impegnarsi affinché il tavolo regionale sul 5G istituito dalla Regione ER con propria Deliberazione n.818 del 6 luglio 2020, non prenda in esame i soli aspetti tecnici e amministrativi, ma anche quelli sanitari.

 

PAOLA AIME

 

 

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