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Il valore e lo scopo di ogni restauro è restituire il patrimonio artistico allo sguardo dei cittadini e dei turisti
art. di Alex Scardina

Finalmente posso parlare di storia dell’arte e per farlo mi occuperò proprio dell’opera architettonica che più amo: la Rocca di Vignola. Infatti, proprio sabato 9 aprile, presso la sala dei Contrari, all’interno del monumento simbolo di Vignola, è avvenuta la presentazione dei lavori di restauro.

 

Due sono le aree, oggetto di recupero dal mese di agosto: il loggiato, sezione che introduce il visitatore all’interno del sito, e le adiacenti Sale espositive della Meridiana.

 

Si tratta, senza ombra di dubbio, di un intervento fondamentale per ricostruire come potesse essere l’intero complesso decorativo della Rocca, “l’abito da sera” che storicamente rivestì l’intero complesso.

 

L’attuale assetto della Rocca, il cui nucleo storico è di origine medievale, è il frutto di interventi, databili attorno ai primi anni del 1400, voluti da Uguccione Contrari, per adeguare la struttura al nuovo ruolo socio, politico, economico e militare a cui Vignola era stata chiamata: divenire l’avamposto appenninico estense più importante. Proprio all’inizio del XIV secolo è da ascrivere la realizzazione del loggiato di ingresso.

 

I lavori di recupero, guidati dal restauratore più importante d’Italia, non uno qualsiasi, Bruno Zanardi, sono stati condotti seguendo un meticoloso percorso filologico con, pertanto, l’intento di riprodurre in maniera fedele l’aspetto originale dell’ingresso alla Rocca.

 

Ciò a portato ad eliminare quanto non fosse congruente col 1400. Ad esempio la malta superficiale. Sono apparsi i colori del fregio decorativo ed è stato possibile definire il colore dello sfondo dello scudo inquartato dei contrari (foto, bandiera a sx).

 

Ma la Rocca di Vignola non è solo exemplum architettonico del 1400. Negli ultimi anni è diventato modello gestionale di patrimonio storico-artistico. La Fondazione di Vignola, proprietaria del complesso, investe, non solo per mission statuaria, ma per amore dei vignolesi, in restauri, attività didattiche e visite guidate.

 

Ciò ha consentito di ricollocarla al centro di Vignola. Questo è il valore assoluto dei restauri: chiunque transiti per Vignola, anche per caso, non potrà non passare proprio sotto questo loggiato, come fosse un mercante, un fabbro, un contadino, un abitante o un forestiero dell’antico borgo del XIV.

 

Questo è il vero sapore di un ottimo restauro. Questo è il vero potenziale, su cui puntare a livello nazionale, per tornare a collocare il patrimonio artistico del nostro paese al centro di noi stessi.

 

 

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