Resistere, desistere …esistere

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Considerazione sull’attuale momento politico. Seconda parte,continua “Certezze e percentuali tutte opinabili” pubblicato in questo stesso numero. art.di Dieffe

II parte

 

Anche la storia della nostra giovin Repubblica annota che c’è sempre stato qualche Parlamentare che nel corso del suo mandato  ha cambiato schieramento.

Negli anni in cui l’elettore, mediante la sua preferenza, decideva chi veniva eletto parlamentare, essendo quelli dei tempi  nei quali i partiti con le loro pesanti strutture venivano calati tra tutte le pieghe della società, chi decideva di cambiare bandiera era quasi come indotto a informare preventivamente della sua scelta gli elettori del suo collegio. I giudizi finali sul suo comportamento da parte del partito che veniva lasciato non erano mai benevoli, ma solitamente, grazie anche a questi percorsi esplicativi, nemmeno ferocemente insultanti

Oggi , si diventa parlamentare esclusivamente grazie ai voti che il proprio schieramento  riesce ad ottenere sul territorio nazionale. Così oggi chi abbandona il partito nel quale è stato eletto dovrebbe giustificare il suo gesto di fronte a tutto l’elettorato nazionale. Troppo complicato! Lo fa e basta. La logica vorrebbe che anche chi ha deciso le liste dei nomi dei vincenti si assumesse una parte di responsabilità per aver garantito un personaggio rivelatosi poi non affidabile. Ma questa sarebbe una pretesa puerile e improponibile perché nei partiti moderni il capo non sbaglia mai. Perciò quando il fattaccio si presenta  si usa scomunicare il reprobo anche con l’infamante accusa di tradimento.

Ma tradimento nei confronti di chi , rispetto a che cosa?

Stando alle dichiarazioni e alla motivazioni che vengono rilasciate in queste settimane dalle massime cariche del PdL circa la fuoriuscita dei finiani pare che non ci siano dubbi: quello è un tradimento nei confronti del mandato ricevuto dai cittadini.

Con l’adozione di queste conclusioni il dettato della nostra Costituzione che assegna ai parlamentari il compito di rappresentare gli interesse della nazione senza vincoli di mandato è dunque di fatto depennato in quanto per il PdL la mission inderogabile e prioritaria non è più rappresentare l’interesse della nazione ma la volontà del popolo.

Secondo questi ultimi la sovranità popolare non si esercita secondo i  modi previsti dalla Costituzione, ma direttamente tramite il suo premier che mediante le elezioni sempre dal popolo viene legittimato a governare. Il parlamentare perciò grazie a questo “nuovo modo” di intendere i meccanismi che regolano i rapporti tra le istituzioni repubblicane diventa uno strumento chiamato a garantire  il voto di fiducia che ormai accompagna tutti gli atti del governo sottoposti all’esame del parlamento; fiducia che diviene una scelta obbligata del governo per neutralizzare le inutili perdite di tempo rappresentate dalla prevedibile contestazione  che nel merito verrebbe ogni volta cavalcata da una pessima opposizione che rema contro il volere e il bene del popolo.

Questa in breve, se pur descritto in modo grossolano, è il nuovo percorso costituzionale che nei fatti si è ormai consolidato nella nostra italica democrazia secondo il pensiero dominante dell’attuale maggioranza che si riconosce nel premier Silvio Berlusconi . C’è materiale a sufficienza per denunciare e per prendere le distanze da questo modo populistico di intendere la democrazia con il volere attribuire, per esempio, un ruolo attivo alla volontà popolare che in verità nella migliore delle ipotesi, altro non può  esprimere che delle opinioni.

Infatti la volontà popolare diviene sovrana solo attraverso dei passaggi e a  delle condizione scritte, previste, sottoscritte e condivise

Dunque il parlamentare che denunciasse queste frequenti ed inusuali scorciatoie di dubbia correttezza costituzionale fino a cambiare di schieramento per rendere maggiormente visibile il suo dissenso dovremmo per questo qualificarlo come un traditore?

Diciamo piuttosto che la strada più seguita dagli eletti è spesso quella di un supino conformismo che in certi casi arriva fino a tacere su tutto ciò che succede tra le mura amiche, quando come per magia tutti i gatti appaiono bigi …per cui chi osasse uscire dal coro ed affermare il contrario sarebbe tac
ciato di tradimento!

Ma ciò che oggi si impone ai parlamentari più sensibili, avveduti , coraggiosi non è un problema che riguarda la sola questione morale, ma molto di più ciò che attiene al futuro del paese Italia.

Ecco di cosa si tratta. La grave crisi economica che stiamo attraversando sicuramente produrrà profonde trasformazioni nella struttura della nostra società e nel nostro modo di vivere e di pensare.

Già il nostro paese ogni giorno ci appare sempre più profondamente diviso e fragile.

Non sappiamo più se ci sono ancora e quali sono le regole assolutamente  da rispettare a tutela del nostro territorio, a garanzia di un minimo di nostra futura tenuta sociale. La Chiesa, i sindacati, i partiti e con questi tutte le istituzioni si sono in questi anni indebolite; tutti i rapporti sul lavoro, nella famiglia, nella coppia sono diventati precari. Siamo in presenza di una società liquida come la chiama il sociologo Bauman  che l’attuale crisi economica ha ulteriormente indebolito.  Nuove potenze emergenti sono ormai in grado di fare una concorrenza terribile al nostro sistema produttivo.

Queste società che ci sfidano però non sono liquide, ma si stanno mostrando piuttosto solide ed  arcigne, sorrette da grandi ambizioni e fideistica determinazione

Resisteremo a questi attacchi, mantenendo così il nostro benessere e le nostre libertà, solo se da subito saremo in grado di recuperare , mediante tappe forzate, il tempo perduto divenendo anche noi altrettanto solidi. 

Non soccomberemo a patto di concretizzare quelle trasformazioni, quella razionalizzazione, quell’ ammodernamento del paese che tutti dicono di volere, ma che nessuno fino ad oggi, legislatura dopo legislatura, è stato in grado di concretizzare, perché comportano scelte molto impopolari .

Con questo stato dell’arte dunque chi, come e quanto oggi sta tradendo di fatto l’elettorato italiano?

Se qualcuno da destra o da sinistra si alza denunciando che il Re è nudo, e che per questo è necessario rifondare una nuova destra o una nuova sinistra è obbligatorio pensare che costui sia un visionario o un traditore?

Secondo me è consigliabile fare ricorso ad una saggio prudenza prima di avanzare giudizi definitivi sia in un senso che in un altro.

Con altrettanta pacatezza occorre valutare le attuali azioni e reazione del nostro premier che in qualità di leader carismatico, sentendosi messo all’angolo, non sa vedere nessun altra soluzione  che chiamare  a raccolta il suo elettorato per andare alle elezioni!

Elezioni? Che problema c’è? Sono l’essenza della democrazia, si sostiene. Eppure anche il nostro sacrosanto pane quotidiano se non viene usato con giudizio può procurarci danni alla salute invece che nutrimento.

Dunque se si superano certi sbarramenti ritenuti inaccettabili  ed indigesti al premier si deve andare per forza di cose al voto? Se arriveremo ad imboccare a breve questa strada , quella competizione elettorale si rivelerà per certi aspetti devastante. Sarà una iniezione di fanatismo portato all’estremo del lecito che sferzerà in lungo e il largo il paese già diviso e carico di problemi         

Come da film già visti , ogni coalizione si spenderà con passione per una grande fiera fatta di scontata propaganda, molta propaganda, solo propaganda. Il popolo sovrano sarà trascinato in un viale del tramonto dove ogni giorno ci sarà un nuovo nemico da scacciare, demonizzare, insultare: problemi si sommeranno a problemi. Probabilmente lo stesso presidente della Repubblica, sarà trascinato nella rissa. Saranno giorni cupi che vedranno molti di noi scocciati da tanta scempiaggine abbandonare questa prima linea politica deteriore per rifugiarsi nel limbo del non voto. Non vedo purtroppo oggi il resistere, desistere …l’esistere di un parte di  società rimasta solida e sana che si frapponga ad una sicura mattanza politica e si proponga come forza di risanamento.

Alla fine rimarrà dunque una povera Italia, ridotta in questo misero stato grazie al colpevole, miope, odioso, irresponsabile, canagliesco, sciocco contributo portato dalla minoranza degli italiani che una speciale legge truffaldina, ad elezioni concluse, assegnerà alla parte vincente tutti i seggi parlamentari occorrenti per divenire una maggioranza  assoluta.

Si dice che la miglior medicina per ogni ammalato è la sua voglia di guarire.

Senza il consenso della maggioranza degli italiani questo nostro paese non assumerà con beneficio nemmeno una aspirina!

E saremo messi sostanzialmente non al meglio.
Chi dovremo ringraziare o accusare in quel momento di eroismo o di tradimento?

Di sicuro non ci congratuleremo con quella parte di popolo che si infiammava gaudente sulle contrapposte curve dello stadio nell’assistere  a quell’insulso ed evitabile spettacolo osceno!

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