Regolamento di Solidarietà Civica per Interventi Economici di Assistenza Sociale.

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Impegno del Comune di Modena per il contrasto alla povertà attraverso il rinnovo del Regolamento di Solidarietà Civica per la Concessione di Interventi Economici di Assistenza Sociale.

 

Premesso che:

-secondo le definizioni Istat, viene considerata in condizione di “povertà relativa” una famiglia la cui spesa totale per consumi risulta inferiore alla metà della spesa media pro-capite della popolazione, e in condizione di “povertà assoluta” una famiglia la cui spesa per consumi risulta inferiore al valore di un paniere di beni e servizi ritenuti essenziali per una vita dignitosa;

-secondo i dati Istat, nel 2012 in Italia si trovavano in condizione di povertà assoluta 1,81 milioni di famiglie e 4.393.279 individui (pari al 7,3% della popolazione nazionale), mentre nel 2008 si trovavano in quella condizione 1,31 milioni di famiglie e 3.018.221 individui (pari al 5% della popolazione nazionale). In Emilia-Romagna nel 2012 si trovavano in condizione di povertà assoluta 91.341 famiglie e 144.171 individui (pari al 4,5% della popolazione regionale), mentre nel 2008 si trovavano in quella condizione 44.455 famiglie e 96.390 individui (pari al 2,2% della popolazione regionale);

-considerando i redditi del 2014, la soglia mensile di povertà assoluta in un grande comune del nord (tra i 50.000 e i 250.000 abitanti) variava da 778 € per una famiglia di un solo componente adulto a 1.780 € per una famiglia composta da due adulti e tre figli tra i 4 e 10 anni;

-l’incidenza della povertà in Emilia-Romagna risulta superiore presso le persone sole di età inferiore ai 65 anni, le famiglie composte da due genitori e tre o più figli, e le famiglie mono-genitoriali. Inoltre il 93% delle persone in condizione di povertà ha età inferiore a 60 anni.

 

Considerato che:

-la Legge di Stabilità 2016, art. 1, comma 387, prevede che venga esteso all’intero territorio nazionale il Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA), una misura attiva di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un sussidio economico a nuclei familiari in condizioni economiche di estremo disagio (in cui siano presenti minorenni) subordinato all’adesione a un progetto di attivazione sociale e lavorativa. I Comuni dovranno associare al trasferimento monetario progetti personalizzati dal carattere multidimensionale, che coinvolgano tutti i componenti della famiglia, con particolare attenzione ai minorenni. Il progetto di presa in carico dovrebbe essere predisposto dai servizi sociali in collaborazione con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà;

-è attualmente in corso alla Camera dei Deputati il dibattito su un disegno di legge delega sul contrasto alla povertà, che prevede anche un reddito minimo come livello essenziale delle prestazioni, da garantire progressivamente a tutti i cittadini in condizione di povertà assoluta;

-presso la Regione Emilia-Romagna è attualmente in discussione l’introduzione di una misura regionale nota come “reddito di solidarietà” volta al contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alla disuguaglianza nonché a promuovere la crescita sociale ed economica, la valorizzazione delle competenze e l’accesso al lavoro. Tale misura consisterebbe in un sostegno economico erogato nell’ambito di progetti di attivazione sociale e inserimento lavorativo, concordati con soggetti pubblici e privati del territorio.

 

Considerato inoltre che:

-secondo quanto previsto dallo specifico regolamento per l’assegnazione di contributi economici di contrasto alla povertà, nell’anno 2015 il Comune di Modena ha stanziato 2.302.936 € di cui hanno beneficiato 1.213 nuclei familiari per il sostegno all’abitazione (37,6%), ai servizi alla persona (33,3%), al reddito (17%) e alle utenze (12,2%);

-dei 1.213 nuclei familiari beneficiari, 553 sono nuclei con minori, 514 sono nuclei di adulti e 146 sono nuclei di anziani;

-circa il 56% dei nuclei familiari beneficiari presenta un reddito ISEE inferiore a 3.000 €, mentre più del 90% dei nuclei beneficiari presenta un reddito ISEE inferiore a 7.500 €;

-l’Ordine del Giorno 27438/2016, approvato dal Consiglio Comunale in data 25 febbraio 2016, impegna il Comune di Modena a reperire nel proprio bilancio risorse per il contrasto alla povertà, qualora le misure nazionali e regionali siano in ritardo o insufficienti rispetto alle esigenze della città.

 

Nell’ambito della discussione sul rinnovo del Regolamento di Solidarietà Civica per la Concessione di Interventi Economici di Assistenza Sociale, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad elaborare la relativa proposta e comunque di agire secondo le seguenti indicazioni:

-integrare le modalità per l’accesso ai vari contributi sociali erogati dal Comune, nella prospettiva generale di un Regolamento unico (ad esempio, integrando gli interventi economici di assistenza sociale con il Fondo Sociale per l’Affitto, etc.);

-prevedere che i contributi economici erogati dal Comune per il contrasto alla povertà si inseriscano entro percorsi di attivazione sociale costruiti sulle specifiche esigenze dei beneficiari e delle famiglie, attraverso una stretta collaborazione con la rete sociale e associativa locale e la sottoscrizione di un “patto di cittadinanza”;

-garantire che i fondi destinati alle politiche di contrasto alla povertà siano adeguati alle effettive esigenze e condizioni sociali della cittadinanza, prevedendo anche un loro eventuale aumento se necessario;

-garantire che il numero, la formazione e le condizioni di lavoro degli operatori sociali del Comune siano adeguati alle effettive esigenze e condizioni della cittadinanza, visto il ruolo fondamentale di queste figure e la centralità dei servizi sociali nell’ambito delle politiche di contrasto alla povertà;

-promuovere, nell’ambito del Regolamento, strumenti di gestione che garantiscano un’integrazione flessibile dei fondi erogati dal Comune con quelli provenienti dai livelli istituzionali superiori, in modo da evitare eventuali sovrapposizioni e una conseguente inefficienza nell’allocazione delle risorse;

-agire presso la Regione Emilia-Romagna e i livelli istituzionali superiori affinché l’erogazione dei fondi previsti per le politiche di contrasto alla povertà coinvolga i servizi sociali del Comune evitando il più possibile triangolazioni con altri enti, al fine di prevenire ritardi nell’erogazione e di integrare il più possibile le politiche sociali dei diversi livelli istituzionali.

 

Tommaso Fasano

 

Forghieri Marco

Baracchi Grazia

Bortolamasi Andrea

Carpentieri Antonio

Venturelli Federica

Di Padova Federica

Malferrari Marco

Poggi Fabio

Stella Walter

Morini Giulia

Arletti Simona

Trande Paolo

 

 

 

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