Regione. Il programma di mandato di Bonaccini in Assemblea: il dibattito

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Regione. Il programma di mandato di Bonaccini in Assemblea: il dibattito (3)

Continua il botta e risposta tra maggioranza e opposizioni
 

Michele Barcaiuolo (Fdi) sottolinea il ruolo particolarmente responsabile delle opposizioni durante l’emergenza sanitaria, , avverte, “questa opposizione al miele può considerarsi finita nel momento in cui la maggioranza rifiuta la nostra proposta di Commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid”. Il consigliere riconosce la straordinarietà del momento, ma al contempo chiede che si affrontino le problematiche emerse con sincerità. Nel merito del documento presentato da Bonaccini, Barcaiuolo rileva numerosi passi indietro rispetto alle politiche passate impostate dalla Regione e rileva come manchino date chiare di attuazione degli interventi strategici proposti. “Una tutela particolare- prosegue il consigliere di FdI- deve essere garantita a commercio, turismo e settore alberghiero, settori nei quali molto difficilmente si potranno registrare consumi anche lontanamente paragonabili al periodo pre-Covid””. Barcaiuolo, infine, loda le coraggiose posizioni tenute da Bonaccini in passato: “su sugar tax e plastic tax si è espresso in maniera differente rispetto alle posizioni del governo centrale e della maggioranza, se vuole mantenere un clima costruttivo con noi continui su questa strada”.

Giulia Pigoni (lista Bonaccini) evidenzia come la legislatura sia partita all’ombra del COVID e se siamo qui oggi dobbiamo un ringraziamento particolare a chi ha combattuto in prima linea contro questo virus in primis il personale medico. “Il nostro sistema sanitario ha retto sia nel contenimento dei contagi che nella cura degli ammalati, ora dobbiamo pensare al futuro, potenziando in particolare la formazione del personale sanitario del futuro”. Per la consigliera nei prossimi anni si aprirà una vera e propria voragine riguardo al personale medico ed ecco quindi la necessità di un forte investimento attraverso “borse di studio per gli specializzandi e maggiori risorse per la formazione territoriale, soprattutto se svolte coinvolgendo laureati provenienti dalle università regionali”. Critica poi le misure attuate dal governo nazionale (lock down generale e grandi incertezze sul settore scolastico), mitigate dall’impegno personale del presidente Bonaccini. “Particolare attenzione- conclude Pigoni- credo debba essere riservata al mondo della cultura che, attraverso l’azione dell’Assessore Felicori, sono certa potrà tramutarsi in un importantissimo volano economico per tutto il territorio”.

Daniele Marchetti (Lega) contesta le accuse alle minoranze di scarsa propositività. “Vorrei andare oltre le mirabolanti promesse di questo programma- afferma il consigliere- e potrei ricordare come questa maggioranza abbia tagliato oltre 800 posti letto negli anni scorsi, abbia chiuso i punti nascita periferici e abbia depauperato la qualità della sanità nelle aree montane e periferiche”. Marchetti poi avanza una specifica proposta per porre rimedio alle lunghissime liste di attesa che si sono create nelle strutture sanitarie regionali a causa dell’emergenza coronavirus: “per ovviare a questo problema non sarebbe il caso di riscoprire la proposta che facemmo negli anni scorsi di allungare anche alle ore serali e ai week end gli orari utili per le prestazioni ambulatoriali?”.

Duro il giudizio di Valentina Stragliati (Lega): “da rappresentante del territorio piacentino dico chiaramente che Piacenza è stata lasciata sola sia dal governo nazionale che da quello regionale. Dei 4 mila decessi registrati in Emilia-Romagna, mille sono avvenuti a Piacenza. Qui i medici non avevano i dispositivi di protezione individuale e c’era un laboratorio analisi in grado di processare appena 200 tamponi al giorno”. Una situazione oltremodo precaria a livello sanitario che ha determinato una situazione estremamente difficile anche da un punto di vista economico e sociale. “Avrei voluto leggere passaggi molto più specifici e concreti sulle zone maggiormente colpite dal virus, ma debbo invece registrare la decisione di escludere la nostra città dal progetto di Intensive Care Hub, così come mi aspettavo parole chiare sulla costruzione del nuovo ospedale o sul potenziamento dei tanti ospedali di comunità che sono in grave difficoltà” conclude la consigliera.

Nadia Rossi (Pd) conferma lo scarso apporto delle minoranze nei passaggi cruciali sia di questo inizio di legislatura che della precedente. Si concentra poi in particolare sulla gravissima situazione economica del commercio e del settore turistico-alberghiero. “Anche se registriamo un certo afflusso di turisti, la situazione è grave, soprattutto se consideriamo anche il vastissimo indotto composto da artigiani e lavoratori stagionali del tutto privi di forme di tutela e sostegno”. Per la consigliera è assolutamente imprescindibile un piano strategico del turismo a livello regionale sul quale possa accodarsi anche il governo nazionale per disegnare un turismo di eccellenza per il futuro e che possa muoversi su tre parole chiave: sostenibilità, connessione e bellezza. “Sostenibilità- conclude la dem- significa sviluppare un modello economico in stretta relazione con il territorio e le sue comunità, connessione sono le infrastrutture, materiali o immateriali che siano, e bellezza, che include sia le nostre eccellenze che le infinite piccole realtà della nostra terra”.

Per Stefania Bondavalli (lista Bonaccini), sul programma di mandato, “è inevitabile ripensare agli obiettivi, consapevoli che l’emergenza non è finita”. Ha poi ribadito la necessità di contrastare le diseguaglianze, anche territoriali. Per la consigliera bisogna ripartire dalle scuole, dalle necessità dei ragazzi che devono rientrare il prima possibile, “una scuola di qualità – rimarca – per creare nuova occupazione”. Anche il tema della cultura, ha spiegato, deve essere al centro del programma di governo. Per la consigliera “bene anche la svolta verde”.

“Noi siamo pronti al confronto, voi lo siete?”, Maura Catellani (Lega) punge la maggioranza. La consigliera sul programma parla poi di “linee di mandato non credibili, a quanto pare tutti avranno tutto”. Critica poi alcune scelte del governo regionale, “per fare un esempio si è deciso di finanziare la legge antiomofobia con un milione di euro, un decimo delle risorse riconosciute alle imprese della regione, che oggi sono in ginocchio”.

Federico Amico (ER Coraggiosa) è concorde nel ripensare al sistema in un’ottica green, favorevole anche alle azioni di contrasto alle diseguaglianze. Anche lui poi mette al centro il tema della scuola, che diventerà “il banco di prova – rimarca – attraverso il quale misureremo la tenuta sociale per il prossimo periodo”. Interviene poi sul tema del terzo settore, che “come Assemblea dobbiamo accompagnare e supportare.

Simone Pelloni (Lega) chiede di non demonizzare la sanità privata, che “se accreditata svolge comunque una funzione pubblica”. Mentre sul tema della legalità, rileva che “il codice degli appalti non è stato in grado di garantirla”. Infine, sollecita sconti fiscali per le Aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp).

Fabio Bergamini (Lega) è invece critico sull’introduzione di un’economia verde spinta. Che sostiene sia “voluta dall’alto e non dal popolo”. “Non vorrei che certi cambiamenti – rimarca – vadano a danneggiare le nost
re filiere in modo irrimediabile, bruciando dei posti di lavoro”.

Matteo Daffadà (Pd) richiama alcuni fra gli interventi salienti contemplati nel Programma, specie in relazione alle politiche per la montagna, per il trasporto pubblico locale e “a favore degli emiliano-romagnoli nel mondo, le cui comunità hanno testimoniato il legame con la nostra regione facendo arrivare, nei gironi bui dell’emergenza coronavirus, aiuti materiali e finanziari”.

Francesca Marchetti (Pd) sottolinea come “il diritto all’educare sia uno dei cardini del programma di mandato, in quanto è quello in grado di dare agibilità a tutti gli altri”. Dunque, è vincente l’investimento sui servizi per l’infanzia e, in modo trasversale, per le famiglie, così come il progetto per un nuovo welfare regionale. “La scuola al centro”, conclude la dem, potrebbe essere uno degli slogan qualificanti il nuovo programma.

Manuela Rontini (Pd), infine, parla di “programma ambizioso e sfidante” e richiama il Patto per la semplificazione burocratica, sul quale coinvolgere forze politiche, parti sociali, ordini professionali, enti locali e terzo settore, come “una delle sfide più importanti sulle quali misurarsi e che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione per il sistema sociale ed economico dell’Emilia-Romagna”.

(a seguire il voto)

(Luca Govoni, Cristian Casali e Luca Boccaletti)

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