Referendum su accordo separato tra Uil e “”Coop Evologica”” in Italpizza

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“”Referendum su accordo separato tra Uil e “”Coop Evologica”” in Italpizza: accordi all’insaputa e mancata consultazione preventiva dei lavoratori sono pessime pratiche sindacali“” 
 
Apprendiamo da fonti sindacali e dalla stampa che le Lavoratrici e i Lavoratori della cooperativa Evologica hanno rigettato in modo netto e perentorio l’accordo siglato tra UIL trasporti e la cooperativa stessa, titolare dell’appalto in “”Italpizza””. 
Riteniamo curioso se non addirittura bizzarro che Uil trasporti firmi, tra l’altro in modo separato e all’insaputa degli altri sindacati (Flai Cgil, Si Cobas) che in quell’azienda rappresentano lavoratrici e lavoratori, un accordo sulla base del c.c.n.l. multi-servizi che è stato fortemente contestato dalle Lavoratrici e Lavoratori con forti mobilitazioni salite agli onori della cronaca locale e nazionale, e che solo dopo chieda parere ai Lavoratori. Abbiamo sempre creduto che un sindacato serio, per un semplice principio di rappresentanza, debba affrontare alcune tappe obbligate prima di firmare un accordo. Per prima cosa dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, chiedere alle Lavoratrici e ai Lavoratori quali siano le loro problematiche e quali siano le rivendicazioni da portare alla proprietà, in un secondo momento dovrebbe trattare con la proprietà cercando di raggiungere un compromesso che porti a un ipotesi di accordo e infine proporre alle Lavoratrici e ai Lavoratori l’ipotesi di accordo raggiunta e solo dopo aver avuto il consenso dell’assemblea procedere alla firma. Prendiamo atto che per alcuni sindacati non è così, purtroppo si firmano accordi senza consultare le altre sigle sindacali, in gran segreto e, visto il risultato del referendum, anche contro la volontà della maggioranza delle Lavoratrici e Lavoratori. Un dèja’ vu che tende a ripetersi come nel dicembre 2017 nella vertenza Castelfrigo (in quel caso all’insaputa non solo della Flai Cgil ma anche delle istituzioni allora coinvolte). Come “”Articolo UNO-Mdp””, come sempre e per nostra natura, ci schieriamo dalla parte delle lavoratrici e lavoratori ai quali va un plauso per il coraggio e per la determinazione nel rispedire al mittente un accordo che avrebbe continuato a ledere i loro diritti.  Per noi i lavoratori sono tutti uguali e riteniamo che all’interno di un sito produttivo debba essere applicato a tutti gli addetti, diretti o in appalto, lo stesso contratto di lavoro e che questo debba essere attinente all’attività svolta, nella fattispecie il contratto nazionale dell’industria alimentare.
 
Diego Capponi
 
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