Rapporto tra dentista e paziente: che passione!

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Bice ha incontrato il dottor Pietro Di Michele responsabile del servizio sanitario regionale nel corso del quarto convegno nazionale ospitato nei giorni scorsi a palazzo ducale, sede dell’Accademia Militare.

Negli ultimi anni e’ aumentato il contenzioso tra dentisti e pazienti in maniera esponenziale. Come prevenire questi problemi? per parlare di responsabilita’ professionale del team ortodontico, cioe’ tutte le figure professionali coinvolte nella gestione globale del paziente, ortodontista, igenista e assistente di studio.

 

Cosa vi ha spinto ha dedicare un convegno alle tematiche relative al rapporto tra legge e medicina legale con particolare riferimento alla responsabilità del team ortodontico?

 

Le tematiche affrontate sono molto sentite dalla categoria dei dentisti tanto che alcune università hanno istituito master e corsi di perfezionamento in Odontoiatria forense. Da sempre i dentisti sono attenti a tutto ciò che può migliorare la qualità del loro lavoro seguendo un continuo aggiornamento culturale e tecnologico e dedicando particolare attenzione all’approccio psicologico dei  pazienti. In quest’ottica riveste un ruolo di primaria importanza il “ Team Ortodontico” che deve lavorare in perfetta sincronia con l’obbiettivo di garantire una prestazione qualitativamente elevata da ogni punto di vista.

 

Di che natura sono i principali problemi che sorgono tra paziente e dentista?

 

I contenziosi tra medico e paziente aumentano di giorno in giorno. La causa non è da ricercare nell’errore clinico. Il più delle volte si tratta di un errore di comunicazione tra il paziente e il proprio clinico. Si è notato come più la prestazione è di alta qualità professionale più aumenta il rischio di contenzioso. Questo non è accettabile. Basti pensare che al sud, dove la sanità ha profili più basi, il contenzioso è pressoché inesistente, mentre in regioni ricche come la Lombardia e l’Emilia Romagna, dove la cura del paziente segue standard di qualità elevata, il contenzioso è in continuo aumento e non sempre si traduce nell’errore clinico.

 

L’estetica e la cura dei denti oggi vanno di pari passo. In passato era forse più importante avere denti sani e ben curati oggi, invece, si fa grande attenzione anche alle possibili correzioni estetiche.

Mi riferisco agli apparecchi per allineare i denti e alle numerose tecniche di sbiancamento. Queste prestazioni aumentano il rischio di contenzioso?

 

Il paziente oggi chiede sempre di più un’estetica della prestazione. Noi vogliamo precisare che siamo sempre dei clinici e curiamo la bocca del paziente con particolare attenzione soprattutto alla salute orale. L’estetica è importante, ma non fondamentale perché il primo obiettivo è la cura dei denti e la prevenzione. Su questo punto noi fondiamo il nostro lavoro. La qualità degli stili di vita di oggi ci porta a dover ragionare anche sull’estetica, sul sorriso, sul profilo del volto senza, però, perdere di vista la cura. Altrimenti il rischio di contenzioso aumenta.

 

Molti dentisti oggi eseguono prestazione che sconfinano nella chirurgia estetica come ad esempio il riempimento delle labbra. E’d’accordo?

 

Noi crediamo che la grande richiesta di correzione del proprio viso non appartenga alla medicina, ma sia sostanzialmente un qualcosa che va oltre. Salute orale vuol dire prevenire le malattie, curare la bocca. Mentre prestazioni come il riempimento delle labbra è pura estetica.  Non riteniamo opportuno che gli odontoiatri se ne occupino, meglio lasciare che sia il chirurgo plastico ad eseguire simili correzioni perché rientrano nella sua sfera professionale.

 

L’odontoiatra che esegue anche simili prestazioni è più esposto ad un contenzioso nel caso il cliente non sia soddisfatto?

 

Bisogna ricordare che il sorriso è espressione di comunicazione e viene sostenuto prima dai tessuti duri come denti e tessuti ossei. Perciò se il sostengo viene dato dall’ortodontista attraverso i tessuti duri non c’è bisogno della correzione del chirurgo plastico o solo in modo molto marginale.

Voglio dare un consiglio a coloro che richiedono di arrivare al chirurgo plastico. E’ sempre opportuno valutare il caso insieme al proprio dentista di fiducia controllando bene l’oclusione della bocca poi eventualmente, se necessario, ricorrere al chirurgo esteti
co.

 

Per quale ragione quando si cambia dentista ci si sente spesso dire che tutto il lavoro svolto in precedenza da un altro clinico è tutto o buona parte da rifare?

 

La salute orale è vista da più latitudini. E’ evidente che c’è il dentista che si occupa molto di prevenzione e meno di altri aspetti della professione. Alcuni si occupano essenzialmente di protesica, altri ancora di ortodonzia e a seconda delle sfere di specializzazione ci sono latitudini differenti. E’ necessario, comunque, avere grande fiducia nel dentista di famiglia.

 

 

Per evitare che paziente e clinico finiscano in tribunale che tipo di precauzioni si possono adottare?

 

E’ bene che i pazienti, soprattutto i bambini, si sottopongano almeno due volte all’anno ad una visita di controllo del cavo orale. Fondamentale è verificare, sempre, la corretta oclusione nei pazienti di età compresa tra i cinque e i sei anni perché questo ci permette di evitare mal oclusioni scheletriche difficili da correggere in età adulta. Nel bambino, infatti, i tessuti sono molto elastici e permettono ai dentisti di intervenire con terapie idonee.

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