Questo 8 marzo 2010

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Questo è il quinto anno che Bice mette nelle sua prima pagina l’otto marzo. Giornata ed insieme festa della donna, anche se non lo abbiamo mai considerato un giorno di sole autocelebrazioni, ma anche una occasione per prendere coscienza del cammino percorso ed ancora da compiere per una reale emancipazione

In occasione dell’otto marzo 2006 scegliemmo un bagno di entusiasmo e di ottimismo che tende a spingere verso l’iperbole e salutammo l’evento con questo titolo:

Festa della Donna !(clicca qui) Questo numero è dedicato a te donna perchè sei “grande”! Auguri da Bice!

 

Nel 2007  eravamo più problematici. La realtà ci rendeva consapevoli di una stato di cose in movimento che stavano mettendo in discussione perfino le certezze e gli obbiettivi sulle mete da raggiungere.Uscimmo con il titolo  

Festa della Donna …( clicca qui)…e quelle che ancora non conoscono l’8 marzo?

 

Nel 2008 Bice affidava alle libere  voci femminili esterne il  contributo di riflessione: Maria, Emanuela Claudia la voce del Sindacato  ci offrirono 

preziose testimonianze sempre attuali

Sabato ( clicca qui ) otto marzo

 

Nel 2009 i dati sulla emancipazione sostanziale della donna mostravano delle vistose lacune. Chiedemmo scusa di questo per nostre corresponsabilità perché  ormai dobbiamo essere consapevoli, come rappresentanti del genere maschile che senza il positivo apporto “dell’altra metà del cielo” il nostro progredire resta illusorio. Una impresa destinata al fallimento.

Ciao(clicca qui)  donna

 

E venne l’8 marzo 2010… e qual è la situazione delle donne italiane oggi?

Alcuni dati ufficiali forniti dall’Ocse dimostrano ad esempio che la strada delle disuguaglianze, per le donne italiche è ancora parecchio in salita: esse sono lontane dal lavoro e dalla parità fra i generi. Il nostro paese, infatti, nella classifica Ocse, è ancora in coda per tasso di occupazione femminile e viene prima solo di Messico e Turchia. In Italia le donne sono lontane anche dalla politica. Nel mondo, il gentil sesso guadagna circa un quinto in meno degli uomini. Sono dati che inducono ad un serio esame e ad una profonda riflessione. Qualcuno suggerisce che non c’è da festeggiare non tanto per violenze che le donne ancora subiscono in ogni parte del mondo, ma perchè addirittura vede un peggioramento della situazione anche nel futuro prossimo.

Il nostro Presidente della Repubblica al contrario , come si suol dire, vede”rosa”.

Infatti con una cerimonia svoltasi ieri al palazzo del Quirinale dopo aver  consegnato a cinque donne le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, e ad altrettante ragazze e bambine attestati d’onore di Alfieri della Repubblica ha così commentato:

Ho voluto dedicare la cerimonia dell’8 marzo alle ‘donne di domani’ perche’ rappresentano una ragione di speranza e di fiducia per il nostro Paese, e in questo momento ne abbiamo bisogno’. ‘Potremo contare sulle donne di domani solo se saremo capaci di dare loro quanto meritano’.

Concordo, eppure c’è anche un versante opposto, al femminile, che la pensa diversamente.

…Il modello della donna simil-prostituta rischia di guadagnare sempre più spazio nella nostra cultura; il messaggio rivolto alle donne è chiaro: sono gli uomini che comandano, per fare strada dovete piacere a loro, mostrare la vostra avvenenza e soprattutto la vostra disponibilità. Nella cattolicissima Italia un vero e proprio invito alla prostituzione. Accanto all’immagine di donna prostituta sopravvive, poi, quella di madre, sposa, “massaia”.

E’ ancora Caterina Soffici che riporta l’incitamento del nostro premier alle sue fan: “Siete le nostre padrone: “Signore, per i giorni del voto ho una missione speciale per voi: cucinate”.

…E una politica sempre più debole e permeabile giunge addirittura a introdurre tra i criteri di reclutamento quelli propri del casting dei programmi televisivi. E tante ragazze che si accalcano per partecipare a provini umilianti per poter inseguire il loro sogno di celebrità, ormai potranno cominciare a pensare che tante porte potranno loro aprirsi grazie all’offerta del loro corpo: il fantastico mondo della Tv, ma anche quello della politica, perché ormai la differenza rischia di non essere più percepita.

 

A livello politico, una mobilitazione femminile trasversale a favore dei diritti delle donne e contro il diffondersi di una cultura maschilista, dunque, sembra quasi impossibile. Molte di coloro che hanno raggiunto, in un modo o nell’altro, posizioni di visibilità e autorità sembrano essere paghe del loro successo, non incentivano la mobilitazione femminile e soprattutto offrono modelli di ruolo di donne “arrivate”, ma al tempo stesso obbedienti e fedeli al leader (il fenomeno è particolarmente evidente nel centrodestra, ma è fortemente presente anche a sinistra).

Una politica indifferente, donne politiche in gran parte deferenti, una cultura che mortifica le donne: dunque, l’8 marzo, “Festa della donna”, non ci resta che piangere? Forse sì. O forse no, qualcosa nella società si sta muovendo, perché la misura appare colma. Certo è che noi donne dovremo imparare, insieme, a fare da sole.

Sofia Ventura

(Tratto da

http://www.libertiamo.it/2010/03/08/non-chiamatela-festa-l8-marzo-e-battaglia-per-lemancipazione/ ndr)

 

A questo punto una parola chiarificatrice sul reale “ stato dell’arte” riguardante la donna italiana di oggi  credo che spetti a pieno diritto alle nostre lettrici il cui contributo non mancherà.

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