Questione di classe

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La stampa, non sempre in buona fede, spesso soltanto ghiotta di escrementi, da destra e da sinistra, non perde certo un’occasione come questa...
art.di Maria


Ho sempre pensato che le persone in preda all’ira, o comunque dominate da violente emozioni, nel bene e nel male, mostrino la loro vera natura. E,  quanto più è  superficiale la patina di civiltà, di decenza, di educazione, tanto più facilmente essa scompare…e  allora se ne vedono delle belle. Spesso, per giustificarsi, chi perde le staffe, o è  schiavo di scoppi d’ira, con poca modestia in verità, cita l’esempio di Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio, trovando così, anche per sé stesso, un comodo alibi. Lo trovo tutt’altro che calzante come esempio  perché Gesù, disgustato dal commercio che i mercanti facevano  nella casa del Padre, ebbe  per essi  parole di fuoco

La mia casa sarà casa di preghiera.
Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!.

più forti ed efficaci di qualsiasi insulto sguaiato.

Onestamente, però, lo spettacolo più sgradevole cui sia dato assistere è quello di una signora, o che  si ritiene tale,  agghindata con collane e orecchini, fresca di messa in piega, tirata a lucido dal trucco e abbigliata come si conviene,  che si rivela essere la peggiore delle popolane, reagendo con parolacce e insulti al contrasto, di qualunque  genere esso sia, professionale o personale. Non parliamo poi quando è presente una certa rivalità, diciamo pure invidia, come tra le due partenopee D.O.C., la  Carfagna e la Mussolini, schiacciata quest’ultima dal cocente ricordo delle oltre 55 mila preferenze della prima, contro il suo striminzito risultato, appena 15 mila voti.

Entrambe in questi giorni hanno avuto cadute di stile nei loro interventi,  nel modo di fare sicuramente la Mussolini, sguaiata, gesticolante e tutta ammiccamenti e compiaciuti doppi sensi, come quando cita l’onorevole finiano immortalato in lieti conversari con il (quasi) ex Ministro delle Pari Opportunità.

Ma non scherza neppure la Carfagna, dotata di fascino e classe indubbiamente superiori, doti che non le impediscono, tuttavia,  di indirizzare alla rivale un fin troppo esplicito e volgare apprezzamento.

Una questione di classe.

Comunque, a far diventare ulteriormente verde di rabbia la Mussolini, la figura femminile che in questi giorni domina la scena, esce dallo schermo, per usare un termine cinematografico, è,  innegabilmente, quella dell’on. Mara Carfagna, per la sua bellezza e per il peso politico che la sua scelta, qualunque essa sia, avrà.

Sicuramente nel Paese ci sono cose più importanti, e cose più importanti ancora in campo internazionale, ma quello del Ministro per le Pari Opportunità è un  inaspettato evento politico che non deve essere sottovalutato, per le ripercussioni future sia nella compagine governativa sia, soprattutto, per le differenti valutazioni che, di volta in volta, si fanno sulla stessa persona, valutazioni opposte, talvolta imbarazzanti, tanto sono agli antipodi delle precedenti valutazioni.

Impossibile, in una situazione così fluida e possibilista, aperta ad ogni soluzione, azzardare una previsione politica su ciò che scaturirà da questo evento.

Ciò che mi ha, ancora una volta, profondamente delusa, è il  limite, abbondantemente varcato, dell’incoerenza.

La stampa, non sempre in buona fede, spesso  soltanto ghiotta di escrementi, da destra e da sinistra,  non perde  certo un’occasione come questa, né la perdono i politici, l’occasione di mutare, diciamo così, il giudizio, facendo passare per un’eroina quella che era definita una velina, con i peggiori e boccacceschi sottintesi; pronti a giudicare una inutile comparsa raccomandata quella che veniva definita una insostituibile risorsa, nonché pronti, e ciò è ancora più amaro, a disconoscere e prendere le distanze da chi prima era una pupilla e una protetta.

Di giusto c’è poco in comportamenti siffatti, comunque consueti. Anche nella vita di tutti i giorni sono frequenti, fino alla nausea, certe  inqualificabili  inversioni a “U” che fanno diventare “”delirante”” la prosa di chi prima era definita  con termini lusinghieri “”una grande autrice””… certi  incredibili contorcimenti che riducono a “”cretina”” una persona definita in precedenza  “”intelligente e preparata””… certi guizzi sciacalleschi che  appioppano il termine “”escort”” a donne dapprima “angelicate”…

Tornando alla politica, sia chiaro, questi discutibili  sistemi si applicano indifferentemente anche per il genere maschile… appena uno si permette di dissentire, diventa un idiota, da prendere per i fondelli, mentre qualche opportunista, o qualche  vero idiota, rimasto allegramente a schiena piegata, passa per un grande  statista…La sola differenza è che con  le donne  l’insulto è più agevole e spassoso, perché si attinge con immenso sollazzo al quasi inesauribile serbatoio degli insulti a sfondo sessuale.

Sempre una questione di classe. Presente, assente  o sconosciuta.

Che tutto questo offenda non solo i malcapitati e  le malcapitate, ma soprattutto offenda  la verità, non importa a nessuno.

Maria

 

 

 

 

 

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