Querela!

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La guerra di trincea oggi viene combattuta nei tribunali e vede contrapposti giornalisti e amministratori. art. di Alex Scardina

La guerra di trincea, quella della Prima Guerra Mondiale, ormai non viene più combattuta sul campo e nemmeno interessa più gli antichi protagonisti.

La guerra di trincea oggi viene combattuta nei tribunali e vede contrapposti giornalisti e amministratori.

Le armi da braccio non hanno più necessità di munizioni, solo di carta e penna. L’avvio della battaglia viene lanciato al grido di “Querela!” da coloro che governano le nostre città e, per una ragione o per l’altra, si sentono danneggiati.

Ma in cosa consiste il danno?

Forse i giornalisti riescono a scoprire i loro maneggi nascosti dalla fanga? Oppure il portare alla luce gli scheletri nascosti nei loro armadi, anche se effettivamente spesso appaiono come vere e proprie necropoli, impedisce loro di coltivare i propri interessi? Probabilmente sono vere entrambe. Tanto che quando gli amministratori vedono arrivare i giornalisti toccano ferro e pregano il Signore. Senza le inchieste e le analisi dei giornalisti sul nostro territorio non sarebbero mai emerse le vicissitudini di Serramazzoni, dove il sindaco del PD Luigi Ralenti è stato indagato per corruzione, o Zocca, dove il fratello dell’ex sindaco Carlo Leonelli ha patteggiato cinque anni per denari relativi a oneri di urbanizzazione scomparsi magicamente, come fossero monetine messe in una tasca bucata.

Dopo situazioni di questo tipo è compito di tutti i giornalisti o blogger con la schiena dritta vigilare anche sul presente. Quando, come risposta, gli attuali governanti si trincerano dietro una minaccia di querela non fanno altro che dar modo di pensare che forse, sotto al tappeto, non c’è della polvere, ma un’intera cloaca.

Invece loro preferiscono coloro che nella doccia raccolgono la saponetta caduta, in modo da rifilare sempre i loro rassicuranti comunicati stampa lontani dalla verità e utili solo a obnubilare il pensiero dei cittadini, laddove sarebbe opportuno chiarire da subito che nulla può entrare. Siete davvero onesti?

Rispondete evitando di usare la parola querela, altrimenti, cari signori, immaginate l’uso che potremo fare dei vostri comunicati…

 

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