Quello che si dice…

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...come lo si dice e quello che non si dice. Fare informazione seria, e’ difficile.Per una settimana mi sono guardato, nel limite delle mie umane possibilità, tanti talk show in cui si confrontavano pareri e teorie diverse su come risolvere la questione.  

Nell’articolo precedente avevamo annunciato che il vertice fra i paesi dell’UE  avrebbe dovuto fornire delle risposte alla drammatica situazione creatasi e persistente nel Mar Mediterraneo, dovuta all’incessante flusso di persone (chi per fame, chi per guerra,  chi per religione) provenienti in massima parte dalle coste libiche, e che cercano la salvezza nel vecchio continente. Avevo però aggiunto, di non essere sicuro che i capi di governo si sarebbero strappati i capelli per correre in aiuto dell’Italia, che è in prima fila nel cercare di risolvere il problema. La grave difficoltà, infatti, non è stata risolta. Si, è vero, dall’UE arriveranno nuovi fondi per l’operazione Triton, o come si chiamerà, però, in quanto a portarsi in casa nuovi migranti, non se ne parla. Anzi, più chiaramente l’Inghilterra ha  dichiarato: – Noi li salviamo, ma poi li sbarchiamo in casa vostra -. Quindi, la risoluzione del problema è ancora lontana.  Fra tanti se e tanti ma, distingui vari aggrappandosi all’affermazione che la Libia è uno stato sovrano, con un suo governo (anzi, più governi), non si può intervenire alla fonte del problema. Per tale motivo, nel breve futuro, si continuerà a raccogliere vivi e morti.

Per una settimana mi sono guardato, nel limite delle mie umane possibilità (perché ascoltare certi conduttori con il timbro di sinistra, che per anni ci hanno riportato il loro “pensiero corretto”, ci vuole la volontà di credere alle favole), tanti talk show in cui si confrontavano pareri e teorie diverse su come risolvere la questione. C’è chi vuole affondare i barconi prima che partano e c’è chi vuole impedire l’uscita in acque internazionali di queste carrette del mare. Una perla: c’è chi ha proposto un corridoio umanitario. Sì, ma da dove deve partire tale passaggio? Dall’Italia, naturalmente! In questa passerella di volti, in parte noti, destra, sinistra e centro, buonisti e cattivi, hanno potuto esprimere il loro punto di vista. Anche l’ONU, per bocca del suo autorevole segretario generale Ban Ki-mo, fa sapere che – Non c’è una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo nel Mediterraneo. È cruciale un approccio complessivo che guardi alla radice delle cause, alla sicurezza e ai diritti umani dei migranti e dei rifugiati, così come avere canali legali e regolari d’immigrazione -. Ma, dove vive quest’uomo? Si è forse risvegliato ora da un coma profondo? Negli uffici preposti dell’ONU, i cassetti delle scrivanie traboccano di denuncie sulla violazione dei diritti umani da parte della quasi totalità dei governi dell’Africa. Governi corrotti di stati nati con righello e matita tracciati su una carta geografica quando, negli anni subito dopo la fine della II° Guerra Mondiale, ci si liberò delle colonie in nome dell’indipendenza dei popoli. Popoli che, sotto sotto abbiamo continuato a sfruttare, chi più, chi meno (noi italiani siamo quelli meno), sostituendo il capo bastone bianco, con un capo bastone dalla pelle di un colore diverso. Egregio segretario, l’Italia non può diventare l’unico approdo. Mi spiego meglio. Nel caso una persona sia affetta da tumore, si cerca di estirparlo alla radice. Dove non è possibile, si usano le terapie adeguate, che però in molti casi non sono risolutive e si rischia che cellule malate se ne vadano in giro  e attacchino anche le altre parti sane del corpo. Il tempo ha dimostrato che non eravamo e non siamo una nazione capace di risolvere un problema che, già prima delle primavere arabe, ci portavamo dentro. L’ho già affermato e lo ribadisco: la mano che si porge alla persona in acqua non è di destra né di sinistra.  Non chiede se sei cristiano o musulmano, però, la medaglia ha due facce e bisogna guardarle entrambe, altrimenti i poveri diventeranno due. Chi chiede ospitalità e chi la concede. Spero di avere azzeccato il titolo…

Termino con un auspicio. Vorrei vedere cadere il regime comunista della Corea del Nord per guardare la faccia di Ban Ki-moon quando, 24 milioni di nord coreani varcheranno il 38° parallelo per godere anch’essi dei privilegi dei sud coreani.  

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