Quello che non si compra più con il denaro: un viaggio in prima classe

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Ancora oggi, dopo otto anni di pendolarismo tra Mo e Bo, mi chiedo perchè insisto a pagare un abbonamento di prima classe alle FS senza avere in cambio un servizio adeguato o qualsivoglia miglioria di viaggio. Quest’anno poi le cose sono cambiate: devo fare due abbonamenti, uno per i treni regionali e un altro, chiamato “”mi muovo tutto treno””, per gli intercity, intercity-plus e eurostar-city. Mentre per il primo posso ancora scegliere, pagando, la prima classe, con l’altro sono obbligato a salire in seconda. Non comprendo ma mi adeguo, l’importante è avere più possibilità di scelta e non perdere tempo prezioso. Ma torniamo alla prima classe dei regionali. Una leggenda metropolitana vorrebbe che nei regionali esista solo la seconda come classe unica: a parte alcuni, non è vero, quando la prima è segnalata esiste e va rispettata. Di solito questi regionali hanno oltre otto carrozze di cui una sola adibita a prima: se ne vedete segnate due una di queste è invariabilmente declassata a seconda. “”La Gente””, come si definiscono i passeggeri, non seglie la carrozza di sua competenza ma sale dalla porta più vicina, senza badare a scritte e numeri e si accomoda dove meglio crede. La carrozza di prima però, non so perchè ma ha un suo fascino particolare che attrae il viaggiator con in tasca il biglietto di seconda, cosa che non capita mai, viceversa, al viaggiatore con in tasca il biglietto di prima: egli non si sbaglia mai. Dicevo non so perchè sia così attraente: infatti oramai non ha nulla in più o di meglio delle altre carrozze. Stessi poggiatesta lisi bleu, stesse poltrone sfondate, stessa scarsa pulizia, stesso impianto di condizionamento che non funziona, eppure…Allora vi chiederete, se non ci sono differenze di arredo o di comodità perchè spendi più denaro per nulla? Io pago la prima perchè mi accontenterei, almeno finchè le cose non tornano alla normalità dei bei tempi, mi accontenterei dicevo di maggiore privacy, di avere più spazio, più silenzio per godermi la sana lettura di un quotidiano. E invece che succede? Succede che quella maledetta, unica carrozza risulta essere occupata per un terzo dai dipendenti FS (viaggiano gratis e in prima ) e per oltre un terzo da abusivi, da “”gente”” che non ha visto che era 1°, non si è accorta, non sa leggere, non trova spazio in nessuna altra carrozza ecc..I dipendenti sono quelli più chiassosi degli altri, meridionali al 99%, pensano di essere nel salotto della mensa e non abbassano certo il tono della voce, “”loro”” lavorano a bottega ma non sono tenuti a controllare nè la regolarità dei biglietti nè l’ordine in carrozza: a quello deve pensarci il capotreno-controllore, uno che quando può passa a farsi un giro. Il controllore ha l’ordine di servizio di multare chi siede nella carrozza di prima senza averne titolo ma, per un antico modus operandi sempre in vigore, al viaggiatore “”pizzicato”” si offre, in alternativa al pagamento della differenza, l’opportunità di cambiare carrozza senza pagar pegno. Un deterrente che, come capirete, non spaventa nessuno dal ripetere l’esperienza, per guadagnarci cosa, nel loro caso, ancora non ho capito, a parte forse il gusto del proibito, dell’impresa furba che attizza i giovani studenti. Se il controllore non passa a fare il suo “”dovere”” ti devi sopportare come vicino l’orientale che strilla al telefono come un’aquila, l’extracomunitario che si toglie le scarpe poggiando i piedi nudi e incaccolati sul sedile di fronte, la famigliola urlante meridionale che si strafoga di panini sbicioloni ed è tutto un fruscio di carte oleate e profumi di provolone, il rasta nero come la pece (mica come Obama) che trascina valigioni e sacchi enormi che finiscono per occludere il corridoio, il finto uomo d’affari che s’infiamma parlando con due telefonini contemporaneamente in italiano stentato e in slavo, le prostitute di vari colori ed etnie che vanno o tornano dal lavoro di escort sempre al telefonino con amiche o magnaccia masticando gomma con labbra canottate. Inutile protestare, e con chi , poi? Non ti stanno ad ascoltare, troppo intenti a sghignazzare tra loro. Intanto la Freccia Rossa, mito lontano, sfreccia su binari paralleli a + 300 km/h, ma tu, pendolare del tubo, rimani al freddo in attesa del treno in ritardo, senza nemmeno poter entrare nelle salette d’aspetto tra il secondo e il terzo binario, pernnemente occupate da barboni addormentati o frotte di zingari che attendono il treno per ReggioEmilia: loro, però, il viaggio se lo fanno sul predellino tra una carrozza e l’altra e in prima li vedi solo di passaggio, per elemosinare uno spicciolo.

 

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