Quelli che …le ferie in città

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I non vacanzieri che rimangono in città sono molti di più di quelli che immaginiamo. Sono scelte, in maggioranza, determinate da situazioni contingenti , comprensibilmente semplici e normali . Ecco perché la città non deve non può chiudere per ferie, anzi!

Maria e Fernando sono sposati da 53 anni. Vivono a Mirandola, hanno un figlio di 56 anni e due nipoti di 23 e 27 anni. Da ormai dieci anni non vanno più in ferie al mare, ma non si preoccupano più di tanto. La loro vita è in paese, lei a fare la massaia per gli amici, lui in piazza con i vecchi amici e poi in giardino a curare l’orto. Ma vediamo come vivono l’estate, magari distanti dal figlio e dai nipoti per motivi di lavoro spesso assenti.

 

Maria, racconti la sua vita.

 

 Ho sempre faticato. La mia famiglia è nata povera, i tempi della guerra sono stati duri e anche il dopo non è stato dei migliori. Sono una delle tante mondine che si trasferiva in Piemonte per andare al lavoro in risaia. Poi ho fatto la donna di servizio per diverse famiglie benestanti, quanti ragazzi ho allevato. Tanti ancora vengono a trovarmi per mangiare il mio zabaione.

 

E adesso che fa?

 

Continuo a curare la casa e quotidianamente mi diletto a fare da mangiare per gli altri. Tiro la sfoglia ancora con il mattarello, faccio tortellini, tagliatelle e tortelloni. I conoscenti mi portano tutti gli ingredienti e io mi metto all’opera. Poi non disdegno qualche visita delle amiche, che magari passano in bici a fare un saluto.

 

E lei Fernando?

 

Ho sempre fatto il muratore, tutti i giorni venivo a Modena in treno. Poi ho affiancato mia moglie, lei seguiva le case dei ricchi, io facevo i lavori in giardino. Diciamo che eravamo i custodi, ma posso dire che ci hanno sempre trattato bene, non come dei dipendenti.

 

Adesso?

 

La mattina prendo la bicicletta e vado in piazza. Mi fermo con gli amici a discutere: si parla di calcio, dei tempi che cambiano ma soprattutto di politica. Perdiamo intere mattinate a commentare quello che vediamo la sera in televisione.

 

E che ne pensa?

 

“Ie tut di bon da nienta” (Sono tutti degli sfaticati). Una volta la politica appassionava, dava stimoli, la povera gente era rassicurata da coloro che votavano. Adesso pensano tutti ad andare in televisione, a farsi vedere, ma poi non concludono niente. Noi li paghiamo e loro sono sempre più distanti dalla società.

 

E il pomeriggio come lo passa?

 

Beh, un riposino, soprattutto nelle ore più calde non me lo toglie nessuno. Sa, a 83 anni un po’ di stanchezza è tollerabile. Verso le 16 mi alzo e vado in giardino. Ci ho messo degli anni per renderlo praticabile, prima era pieno di sassi, adesso è il mio orgoglio. Poi c’è il mio orto, pianto un po’ di tutto, quello che ci serve per l’estate. Non so quanto tempo è che non compro un pomodoro, dell’insalata o della cipolla.

 

Ma quanto tempo è che non andate in vacanza?

 

Non me lo ricordo neanche più. Saranno almeno dieci anni. Prima prendevamo casa ai Lidi Ferraresi per portare i nostri nipoti, adesso loro sono grandi, non verrebbero più con noi, quindi stiamo a casa.

 

Vi pesa questa scelta?

 

Sinceramente no. Questa è casa nostra, stiamo bene qui. Poi al mare cosa si fa di diverso? Si respira aria buona? Ma dai, noi abitiamo in campagna, l’aria è buona anche qui, magari c’è più afa ma basta tenere le imposte chiuse dove batte il sole. Mi sembra che con il passare del tempo gli italiani siano diventati più borghesi, il caldo di adesso è lo stesso di 30 anni fa. Solo che prima non c’erano i condizionatori e noi alle due del pomeriggio eravamo in campagna a tagliare la canapa.

 

Vi manca vostro figlio e i nipoti quando sono lontani?

 

Sono bravi. Vengono spesso a trovarci. Siamo abituati a vivere soli, per fortuna non abbiamo mai avuto grossi problemi di salute e questo ci ha aiutato. Loro passano, si fermano a mangiare, ci raccontano, ci fanno compagnia. Se sono via per lavoro chiamano, non ci fanno mai mancare niente.

 

E se un giorno vi chiedessero di andare in vacanza con loro?

 

Non ci andremmo. Stiamo bene a Mirandola. Non vogliamo essere un peso per loro. Magari sarebbero felici, ma due vecchi hanno le loro abitudini, il mare lo lasciamo ai giovani.

 

 

 

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