“Quel pasticcio brutto della Vigilanza Rai e mia nonna”

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Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna. (Albert Einstein)

Ciò, detto da fonte così autorevole, sta a significare che si è veramente padroni di un concetto, di un’idea, solo quando la si può spiegare ad una persona  totalmente digiuna di conoscenze sull’argomento.

Conoscendo mia nonna, so che, invece, spesso è lei a darmi lezione, con la franchezza che è una sua caratteristica, prima che privilegio dell’età, con il buon senso derivante dall’esperienza, con la totale assenza di inutili condizionamenti.

Per questo, ben lontana dal capire che cosa significhi tutto ciò che in questi giorni ruota  attorno alla nomina di Villari alla Viglilanza Rai, le ho parlato della faccenda,, con la massima semplicità, come si fa con i bambini e con i vecchi,  presumendo, spesso a torto, che essi non capiscano un granché.

Cara nonna, le ho detto, sono, come milioni di altri italiani, sconcertata, sorpresa, preoccupata e pure annoiata, da una certa cosa, che riguarda la Commissione di Vigilanza Rai.

E che cosa sarebbe questa Commissione di Vigilanza Rai ? mi ha chiesto.

Oh, una cosa che hanno istituito, nel 1975, si chiama Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, meglio nota come Commissione di Vigilanza RAI,  che ha lo scopo di sorvegliare l’attività del servizio televisivo e radiofonico nazionale e pubblico italiano.

Ah, e che cosa fa di bello?

Beh, come dice il  nome, vigila, sorveglia sull’attività del servizio televisivo e radiofonico nazionale, pubblico naturalmente. Non sulla tua Mediaset.

A questo punto, mia nonna perde le staffe.

Come sarebbe a dire la mia Mediaset? Sai benissimo che non guardo mai Mediaset, eccetto Forum  perché c’è quella brava signora della Rita Dalla Chiesa, quel bravo giudice, Santi Licheri, e c’era la buonanima di Tina Lagostena Bassi, che mi piaceva moltissimo. E poi guardo Chi vuol essere milionario, con quel bravo giovane, Gerry Scotti, tanto timorato di Dio, che fa imparare tante cose interessanti. Tutto il resto è spazzatura, stupide ragazzotte discinte, lacrimose baggianate e  vicende familiari confidate a quella raccomandata della De Filippi, televendite e pubblicità tutti i momenti e  disinformazione. Sì, disinformazione, con quello stupidotto di Fede al TG4  sempre lì ad osannare Berlusconi e Studio Aperto che non fa altro che raccontare i gossip sui VIP. Sembra un giornaletto da quattro soldi e non un notiziario. Quindi non  è “la mia Mediaset”.

Certo, certo, nonna, dicevo così per dire, ma… e per i notiziari, cosa guardi?

Certamente non rinuncio ad essere informata sulle cose che accadono nel mondo, anche se qualche stupidaggine magari mi sfugge, sai, mentre preparo la cena, o sfaccendo per casa…all’una e mezza guardo il TG1 sulla RAI e la sera alle venti il TG5, di Mediaset. Non sempre dicono le medesime cose, anche se le notizie sono le stesse, ma ciò forse, secondo qualcuno,  fa parte della pluralità dell’informazione, cara mia.

A queste parole il rispetto, già smisurato,  per mia nonna, per la sua intelligenza e per la sua conoscenza della realtà, aumenta ulteriormente e torno all’argomento Vigilanza Rai.

Sai nonna, in questi giorni, dopo tante proposte, e tante parole, alla fine si sono messi d’accordo e, legalmente, non solo con i voti del PdL, la maggioranza ha piazzato un uomo dell’opposizione a capo della Commissione, un signore tanto ammodo, diresti tu, si chiama Villari.

E perché non sono contenti? E’ un uomo loro, dovrebbe essere garanzia di assoluta imparzialità o,  almeno, di non essere al soldo del PdL.

Eppure non sono contenti, nonna, Veltroni in particolare.

Forse, oltre all’inglese, Veltroni conosce anche il latino, e avrà pensato Timeo Danaos et dona ferentes. Qui la parte dei Greci di cui non ci si può fidare nemmeno quando fanno un regalo è sostenuta dal PdL. Veltroni forse non avrà apprezzato il grazioso dono di Berlusconi & C., prendendolo non come un regalo, ma come una mossa per mettere
un uomo innocuo e manovrabile a loro piacimento, in una sede ambita e importantissima.

Così dice mia nonna,facendomi venire in mente che proprio parole simili alle sue, le hanno pronunciate nel PD, sostenendo che, di tutti i nomi presenti nella “rosa” dei candidati,  Villari è il più sensibile alle lusinghe di un ruolo così importante, il più vanitoso, il più grato, insomma, per questa nomina prestigiosa, quindi messo in condizioni di non nuocere alla maggioranza, come dire, “per grazia ricevuta”…

Ora il Pd sostiene che per correttezza, se ha un briciolo di dignità, Villari dovrebbe dimettersi, subito, [1][2]obbedendo al richiamo del suo capo, Veltroni, e alla volontà di altri, Di Pietro  per primo, che si è visto rifiutare  il suo candidato, Orlando, e non l’ha proprio digerito, aggiungo io.

Mia nonna ci pensa un pochino e poi sbotta:

Ho capito, in teoria con l’istituzione della Commissione di Vigilanza non è più  prerogativa del Governo il controllo e l’indirizzo della RAI e quindi dei partiti che potevano farne parte, ma spetta all’’intero Parlamento,ai senatori e ai deputati dei gruppi parlamentari, che possono eleggere i loro rappresentanti. Quindi il controllo del servizio pubblico è aperto anche ad una rappresentanza dell’opposizione…

Il guaio è che rimane comunque sotto il controllo esclusivo dei politici, e quindi, secondo me, non assicura una informazione indipendente e libera da essi.

Ma perché fanno questa cosa?

Non sarebbe tanto più semplice e più intelligente, lasciare fuori la politica e i politici dalle  televisioni? Per risolvere questo problema non è proprio  possibile lasciare la Rai totalmente in mano a professionisti del settore ed effettuare le varie  nomine attraverso concorsi pubblici, mezzo che anche la Costituzione vede come garanzia di indipendenza?

Sembra così semplice.

Se i giornalisti fossero imparziali, indipendenti, corretti, liberi da condizionamenti e ideologie politiche, nonché liberi, totalmente, da ogni pressione esercitata dai poteri economici, forse non ci sarebbe bisogno della Commissione di Vigilanza.

E forse non ci sarebbero tutte queste liti, come non ci sarebbero tante diverse interpretazioni della stessa notizia.

Ma forse io di queste cose non ci capisco molto, sarà la vecchiaia!

Io, non ancora a pieno titolo entrata nell’età suddetta, confesso di capire ancora meno.


[1] Mario Barbi (Pd)

[2] Rosy Bindi in un’intervista alla Stampa

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