…quel benedetto pezzo di carta…

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""Di chi ha mentito, e non su dettagli, ripetutamente, a voce e per iscritto, francamente non mi fiderei più""
art. di Maria

 

Non so quale sarà il risultato elettorale, come  ogni altro articolo di questo numero, anche questo è scritto e impaginato mentre ancora le votazioni sono in atto. Non so, quindi se al candidato Oscar Giannino avrà nuociuto, o sarà stata indifferente, ai fini del consenso, la questione  dei master e delle lauree, vantati e mai conseguiti. Una caduta non da poco, considerando che il declino si ferma soprattutto con la sincerità, la rettitudine, l’onestà nella comunicazione con i futuri elettori. Non è certo una laurea a rendere più credibile un candidato. Ma, intendiamoci, non è giusto strumentalizzare questa faccenda avvilendo e  mortificando la laurea, quel “benedetto pezzo  di carta” che i nostri genitori, e nonni  vedevano come una grande meta e una conquista per i loro figli e nipoti.

Che l’essere laureati non sia la garanzia automatica di preparazione e competenza,  è risaputo… è sufficiente guardarsi intorno e vedere quanti cialtroni e ciarlatani si nascondono dietro titoli accademici.

Ma che sia questa l’occasione di rivalutare la “non laurea”, la cessazione degli studi, non lo trovo giusto. Come non trovo assolutamente giusto glorificare Oscar Giannino che  è stato così “meravigliosamente da bravo”  da dimettersi.

Glorificarlo, perchè?

Non ha fatto nulla di eroico,  ma ha compiuto solo  la metà del suo dovere; in secondo luogo, se non fosse stato scoperto, da quel primo master millantato…fino alle due lauree spacciate per regolarmente conseguite, egli avrebbe tranquillamente  proseguito la sua  campagna elettorale, magari con buon successo finale.  In casi come questi,  rimane sempre nella mente delle persone la   certezza, o almeno il dubbio, che chi ha mentito  su una cosa, può averlo fatto in molte altre e potrà farlo in futuro. Giannino non è più affidabile. Ma non perché non ha una laurea, né alcun master…ma perchè ne ha millantato il conseguimento! E non per un malinteso, non per un fraintendimento del giornalista o dell’intervistatore, non  per qualcosa che “gli è sfuggito” ; come fa a “sfuggire”, in più interviste, la storia del master… come fa a “sfuggire” la storia delle due lauree… presentate  nel curriculum.  Tra i suoi sostenitori mi è accaduto di leggere appassionate  dichiarazioni a lui dirette, con la fiducia rinnovata, perché “non ti ho scelto per i tuoi titoli di studio”. Certo, sarebbe da babbei scegliere in base a questo, ma di chi ha mentito, e non su dettagli, ripetutamente, a voce e per iscritto,  francamente non mi fiderei  più.

Comunque, adesso non  passiamo dall’insopportabile spocchia di chi sventola, ad ogni piè sospinto,  studi classici e lauree sotto il naso del prossimo …ovviamente ritenendosi superiore alla plebe in virtù di essi, all’altrettanto insopportabile atteggiamento di chi, invece, bolla le Università, considerandole semplicemente  “fabbriche di disoccupati”   e stoltamente banalizza e sminuisce i titoli di studio altrui, ritenendoli carta straccia…esaltando sé stesso che “ce l’ha fatta”  senza studi e senza titoli.

Ci sono fulgidi esempi di geni che frequentarono con difficoltà e alterne fortune le scuole regolari, come Einstein, è noto che le porte  del Conservatorio di Milano  rimasero sbarrate al giovane  Giuseppe Verdi, che non superò mai gli esami di ammissione… Certo, tutto ciò è di grande consolazione, come è di grande consolazione sapere che Eugenio Montale, immenso poeta, avesse come titolo di studio “solo”  quello di ragioniere…o che Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel,  fosse un’autodidatta…

Dimostra che le capacità, e il genio, appunto, quando sono a livelli eccelsi, prima o poi emergono.

Ma, innanzitutto, queste sono eccezioni… non è poi così diffusa la genialità.

Inoltre, e soprattutto, è impossibile immaginare  quanto hanno sacrificato della loro esistenza  persone come queste, studiando, con passione, con umiltà, instancabili e lontane da vanagloria e interessi economici, con la sola meta di mettere a profitto il loro talento.

A tutti gli altri, conviene studiare e, soprattutto, non millantare.

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