Quegli odiosi furti in via Fanti

Condividi su i tuoi canali:

Questa non è la lettera al giornale tanto per sfogarsi… E’ il frutto di pensieri di uno che, come tanti di noi,oggi si sente solo.

Sempre più indifeso dagli uomini delle istituzioni della sua città, avverte l’abbandono   mentre raccoglie un mucchietto di vetri frantumati. Ciò che preoccupa è questo sentimento sempre più diffuso in città che si manifesta con un silenzio assordante che il Palazzo fa finta di non udire

 

Non conosce ferie il parcheggio Porta Nord di via Fanti. Anche durante queste festività natalizie era stracolmo. Molte auto restano ferme per settimane, è vero, e questo certo non facilita il compito ai pendolari, costretti, per il tutto esaurito, a recarsi nei parcheggi vicini ( per chi li conosce ) di via Pico e dell’ex isola ecologica “”Calamita””. Senza contare che quest’ultima, per gentile concessione comunale, la domenica è impegnata tutto il giorno dai polacchi e moldavi con auto e pullman di linea. Da almeno un paio d’anni sostengo che la capienza del parcheggio ( 298 posti auto ) è insufficiente al sempre crescente numero di pendolari. Le autorità comunali avevano dichiarato da pari tempo il loro impegno per attuare una riqualificazione della fascia ferroviaria. Gli spazi, quelli delle ex officine Rizzi, ci sono e gli euro pure, stanziati dalla Regione, ma nulla accade, niente si muove. Chi sollecitamente si muove, quasi tutti i giorni, sono i vigili comunali o chi ne ha facoltà per commistiare multe a chi lascia la propria auto fuori dalla segnaletica orizzontale. E’ come rubare le caramelle ad un bambino. Ma anche per chi lascia l’auto regolarmente parcheggiata (specie di notte), scattano amare sorprese.  Domenica 31 dicembre, uscendo dal sottopasso, vedo una volante della Polizia girare lentamente nel parcheggio, fermandosi di tanto in tanto a controllare. Quando si è allontanata, sono andato  a ficcanasare: accanto a diciasette (17) auto brillavano al sole mucchietti di cristalli, ma non era neve, erano ex-finestrini in frantumi. Un’auto era stata “”razziata”” di recente, priva di entrambi i finestrini anteriori. Quando quel ragazzo/a tornerà a riprendersela che penserà dell’accogliente e democratica Modena? Con chi protesterà? Il parcheggio è incustodito! E i mega-parcheggi progettati a torre sono ancora una …babele di parole vuote e incomprensibili, caro assessore! Ho denunciato il fatto alla stampa locale: un solo quotidiano ha riportato per due giorni l’allarme furti e danneggiamenti. Ma intanto i topi d’auto hanno continuato a colpire sia in via Fanti che alla Calamita, e se un tempo erano abili ad aprire le portiere con un ferretto ora non hanno più mestiere, solo sfacciata crudeltà: infrangono i vetri con un martelletto, i bastardi. In queste due prime settimane di gennaio ho potuto vedere di persona altre diciannove auto colpite dalla “”spaccata per furto””, sei solo nella giornata di oggi domenica 14 gennaio. Questo è l’elenco delle targhe : BP 574 PC – BJ 192 YN – CN 193 BX – AD 345 ZW – CB 748 GS – CR 676 WC – AV 232 WC – AA 276 LP – CF 168 NP – CL 171 BG – AN 971 AW – CL 611 BD – BX 134 ZL – CA 263 YX – BA 632 WN – AM 299 AP – CE 424 NH – BY O93 GR – AF 300 VJ – .

Chi va a dire ai proprietari di queste auto che la microcriminalità non fa poi così male e che è sotto controllo ? Sarebbe cosa sensata chiedere scusa a questi signori per la mancata sicurezza e offrire loro, lavoratori e studenti pendolari, un risarcimento, anche solo formale. Si sentirebbero meno soli di quanto si sono sentiti in quel parcheggio abbandonato mentre pulivano l’interno dell’auto dai cristalli…non credete?

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

L’arco e le frecce

Un tragico incidente, un’uscita fuori strada autonoma, uno dei tanti drammi che insanguinano le nostre strade. Così, poteva essere reso noto e archiviato, ciò che

Non ti fidar dell’acqua cheta

Sull’Ansa ho trovato il lungo elenco di catastrofi provocate da frane e alluvioni in Italia negli ultimi settant’anni: 101 vittime nel Polesine (1951), 325 persone

Gli ambientalisti nelle pinacoteche

L’ultima moda di certi ambientalisti è utilizzare le pinacoteche ed i musei per protestare. Così in questi giorni cinque attivisti di ‘Ultima generazione’ sono entrati