QUARTO POTERE RESTAURATO IN SALA TRUFFAUT MERCOLEDÌ 27 E VENERDÌ 29 MARZO

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Mercoledì 27 marzo e, a grande richiesta, in replica venerdì 29 marzo sempre alle 21.15 in cartellone in sala Truffaut il capolavoro restaurato di Orson Welles e di tutta la storia del Cinema: “Quarto Potere” (Usa 1941, 120’)

Alla morte del magnate della stampa Charles Foster Kane, un giornalista viene incaricato di indagare sulla sua storia passata e scoprire il senso dell’ultima parola da lui pronunciata: “Rosebud”. Primo lungometraggio di Welles, opera capitale nella storia del cinema per tante ragioni: la scelta del soggetto che mette in evidenza l’ambiguità del sogno americano; la struttura narrativa a incastri, dove i sei flashback raccontano anche due volte il medesimo soggetto con angolazioni e letture diverse; l’innovazione tecnica (la straordinaria profondità di campo ottenuta con nuovi sistemi di illuminazione e obiettivi speciali). Oscar per la sceneggiatura originale.

IL MIO AMICO ROBOT CANDIDATO OSCAR IN ANTEPRIMA IN SALA TRUFFAUT GIOVEDÌ 28 MARZO. PRESENTA IL FILM IL REGISTA IN VIDEOCOLLEGAMENTO

Evento speciale in sala Truffaut giovedì 28 marzo alle 21.15: il regista spagnolo pluripremiato e candidato Oscar Pablo Berger presenta in videocollegamento il suo bellissimo, divertente e commovente film d’animazione “Il mio amico robot” (Spagna, Francia 2024, 90’)

Dog vive a Manhattan e, stanco di stare sempre solo, si costruisce un robot. Sulle note degli Earth, Wind

and Fire e della travolgente musica newyorkese degli anni Ottanta, la loro amicizia sboccia e si fa sempre più profonda. Finché una sera d’estate Dog si trova costretto ad abbandonare Robot sulla spiaggia. Riusciranno i due amici a ritrovarsi? Dal pluripremiato Pablo Berger (Blancanieves), qui al suo esordio nel cinema di animazione, una storia sull’importanza dell’amicizia e sulla sua fragilità celebrata a Cannes, premiata ad Annecy e candidata all’Oscar come Miglior film d’animazione.

Presenta il film il regista in videocollegamento

SABATO 30 E DOMENICA 31 MARZO “INSHALLAH A BOY” IN SALA TRUFFAUT

Continuano le proiezioni dell’avvincente thriller giordano in sala Truffaut: “Inshallah A Boy” (Giordania 2023, 113’) di Amjad Al Rasheed. ORARI: sabato 30/3 ore 19.00 versione originale con sottotitoli italiani e ore 21.30 versione italiana; domenica 31/3 ore 21.30 versione italiana.

Il giovane cineasta giordano elabora una vicenda accaduta nella sua famiglia e parte dal dato burocratico (perdere il marito all’improvviso, come accade a Nawal, in un Paese dove la successione è regolata da una legislazione misogina) per raccontare il destino di una donna combattiva decisa a non cedere al cognato casa e autorità parentale, come vorrebbe la legge.
Il tempo scorre, come in un thriller, e una donna sola sottoposta al controllo sociale può solo sperare in un miracolo. Chissà… Premiato a Cannes e alla Biennale di Venezia, candidato all’Oscar, il film colpisce per la sua storia di contemporanea rilevanza.

DOMENICA 31 MARZO E LUENDÌ  1 APRILE IL PREMIO OSCAR “ANATOMIA DI UNA CADUTA IN SALA TRUFFAUT

Domenica 31 marzo alle 18.30 e lunedì 1 aprile alle 21.00 in programmazione in sala Truffaut il bellissimo e sconvolgente  “Anatomia di una caduta” (Francia 2023, 150’) di Justine Triet, acclamato da pubblico e critica e vincitore del Premio Oscar per la Migliore Sceneggiatura.

La scrittrice tedesca Sandra Voyter sta rilasciando un’intervista nello chalet sulle montagne vicine a Grenoble dove vive insieme al marito Samuel e al loro figlio non vedente Daniel. La conversazione fra lei e la giovane giornalista divaga, ed è infine interrotta dalla musica a tutto volume suonata da Samuel. Qualche ora dopo Samuel viene trovato morto sul selciato innevato davanti allo chalet: si è gettato o è stato ucciso? Sarà questo il dilemma da risolvere attraverso un’indagine minuziosa e un processo complicato e seguitissimo dai media, dal quale emerge, prima ancora che un verdetto, il problematico rapporto coniugale fra Sandra e Samuel. Justine Triet crea una storia tesa e inquietante che compie una scelta fondamentale: quella di ribaltare i ruoli di coppia tradizionali, non solo perché lei è un’autrice di successo e lui resta a casa ad occuparsi del figlio, ma perché le rimostranze dell’uno verso l’altra di solito vengono applicate a generi invertiti. La verità, suggerisce Triet, è scomoda e sottile, crea dissociazione e disagio. E la vita secondo la regista è un caos dove la compulsione a giudicare è superiore alla disponibilità a comprendere, e tutti si sentono in credito: di attenzione, di riconoscimento e soprattutto di amore privo di condizioni e giudizi.

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