Quanto vale la vita

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Occorre riflettere sul concetto d'Europa, perché un'istituzione monetaria incapace di affrontare un tema prettamente politico come l'immigrazione non ha più senso di esistere.

Il Mar Mediterraneo non più come speranza per un futuro migliore ma grande cimitero a cielo aperto, questa è la triste realtà che la cronaca ci ha restituito nelle ultime ore.

Dapprima la triste storia emersa con lo sbarco di migranti di giovedì, quando i cristiani hanno raccontato di come i musulmani (scafisti e non) si sbarazzassero di loro abbandonandoli in mare solo perché di fede differente dalla loro, poi il naufragio nel canale di Sicilia, per il quale si temono addirittura oltre settecento morti.

Occorre per prima cosa riflettere sul concetto d’Europa, perché un’istituzione monetaria ma incapace di affrontare un tema prettamente politico come l’immigrazione non ha più senso di esistere.

In secondo luogo dobbiamo interrogarci da italiani sulla ragione per cui i mercanti di uomini preferiscano il nostro paese a Spagna, Francia o Grecia. Infine, ritengo opportuno comprendere se, dal punto di vista etico e morale, sia possibile attribuire un valore economico alla vita umana.

Valiamo un biglietto per la felicità?

 Ovvero, il nostro valore, corrisponde a circa due mila dollari, quanto uno scafista chiede per la traversata? 

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