Quanti sono gli esuli in Patria

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Quanti sono gli italiani che si sentono esuli in Patria? Tanti. Settant’anni di mala politica stanno distruggendo una Nazione. Rientra l’agente dei servizi di sicurezza della Casa Bianca dopo il suo trasferimento a Kabul.

 


Quanti sono gli Italiani che si sentono esuli in Patria? Sono tanti. Settant’anni di mala politica stanno distruggendo una Nazione. Rientra l’agente dei servizi di sicurezza della Casa Bianca dopo il suo trasferimento a kabul. Un amico, quando mi mandava uno scritto, usava firmarsi Esule in Patria. In effetti, per il suo modo di vivere e pensare non poteva riconoscersi in questa Italia. Se allora quella sua affermazione mi faceva sorridere, ora mi rattrista, perché credo che siano tanti gli italiani che si riconoscono in quest’asserzione. A cominciare da quelli che, potendo, sono andati a godersi la loro meritata pensione in terra straniera. Spesso, solo per sopravvivere! Ora, purtroppo, i vampiri succhia sangue dello Stato stanno cercando la maniera di recuperare dei soldi anche da questi emigranti. Penso a coloro che, dopo avere lavorato quasi fino a 60 anni e arrivati approssimativamente a quota 40 di contributi, si vedano cambiare le regole. Ragiono su coloro che la pensione se la è vista spostare a un’età che non è più possibile godersi la vita. Sono balle quelle che ci raccontano chi dice che le attese di vita sono aumentate. Infatti, uno studio Istat poco evidenziato, ha portato alla luce il fatto che molte persone, a causa della crisi economica, non si curano per tempo. Sono cinico, ma i tumori, sono una forma di risparmio per l’Inps, perché non deve restituire i soldi versati e se lo fa nei confronti della moglie, è in forma ridotta. Sono già esuli in Patria i giovani che sono costretti a lavorare con contratto capestro spesso a scadenza e che non permettono di avere un regolare versamento dei contributi e così alla fine non avranno una pensione decente. Una generazione, che se va bene, camperà con pane e cipolla o, altrimenti, a pane e acqua. Però, si sa, a una certa età i denti non funzionano più bene e masticare la carne diventa un problema. Esuli anche coloro che si trovano senza casa, perché chi ci governa vuole essere il primo della classe in Europa nell’accoglienza. Tromboni con laute pensioni che pontificano, facendo sembrare chi dice – che prima bisogna aiutare i nostri poveri -, biechi fascisti, razzisti senza cuore. Esuli chi vede cambiare la propria città, che si ritrova circondato da facce straniere e il quartiere che assomiglia sempre più a un sobborgo di Tripoli, non di Dubai, con annesso suk e moschea più o meno abusiva. Esuli coloro che hanno come amministratori o insegnati dei loro figli persone che, per non urtare la sensibilità di altre religioni (poverini!), ma diciamolo chiaramente quella islamica aboliscono usi e costumi della nostra tradizione. E, a proposito di amministratori o persone che dovrebbero sorvegliare e insegnare che non si scherza sui ricordi di chi ha sacrificato la vita per la Patria, mi chiedo dove fossero coloro che a Redipuglia hanno il compito di custodire tale memoria quando un cantante rap si è messo a ballare e cantare sul Sacrario che contiene le spoglie di migliaia di soldati italiani. Se non c’è d’aspettarsi qualcosa dal custode civile all’interno della casa dedicata alla III Armata, almeno il tenente colonnello, che ha in affidamento il cimitero militare, doveva assolutamente intervenire. Esuli sono anche coloro che devono sopportare dei politici senza spina dorsale che si fanno mettere sotto i piedi e irridere da colleghi stranieri. Persino i finlandesi ci dicono cosa dobbiamo fare! Noi che abbiamo tracciato il solco della civiltà (onorevole Fiano, lo posso scrivere o cado nel reato di apologia del fascismo?), quando al massimo costoro possono vantare il museo alla renna, che è sì nobile animale, ma che noi ricordiamo solo perché tira la slitta di Babbo Natale quando ci porta i regali. Basta, mi fermo qui. No, aggiungo le parole di un uomo, anzi di un Re, Umberto II di Savoia che ha sofferto l’esilio, da vivo per 37 anni e da morto è a quota 34 anni, il cui voto era – Italia innanzi tutto -.

Termino con una riflessione. Tiene banco ormai da settimane l’argomento molestie sessuali subite da donne, ma non solo, dello spettacolo da parte di produttori e registi. Ci sarebbero anche giovani aspiranti attori che hanno dovuto subire attenzioni particolari da persone dello stesso sesso. Grande stupore, come se nessuno immaginasse tale prassi. Denunce di molestie, che in alcuni casi risalgono a vari decenni fa, oltre ad alcune più recenti. Non entro nel  merito. Ognuno è libero di fare del proprio corpo ciò che vuole per raggiungere il successo e il denaro, ma anche di tirare con l’arto inferiore un calcio di rigore che invece di colpire una palla, ne piglia due. A buon intenditore poche parole! A fare scoppiare lo scandalo, le presunte “attenzioni” per giovani aspiranti attrici di Harvey Weinstein, potente produttore cinematografico americano e grande amicone di politici e affaristi vari dell’America che conta. Inoltre, finanziatore del Partito Democratico dove, guarda caso, ci sono, e cito dai quotidiani, Hilary Clinton candidata alle presidenziali americane e moglie dell’ex presidente Billy Clinton e la famiglia Barack Obama. Che strano, c’è da domandarsi se i servizi addetti alla protezione di tali importanti personaggi non si siano accorti di niente. Fanta politica! Ecco spiegata la seconda parte del titolo che naturalmente è “fattuale”. Tuttavia, chissà cosa dirà ora quello scrupoloso agente che aveva il compito di vigilare sulla loro sicurezza ma anche di sapere chi erano le persone che si portavano in casa questi potenti personaggi? Adesso, quest’agente che aveva dato uno sguardo dal buco della serratura delle suite in cui Weinsten compiva i suoi misfatti e che gli è costato il trasferimento da Washington a Kabul (sicuramente c’è di meglio), sorriderà e sarà meno amareggiato. Sto scherzando. Forse!

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