Quando si specula denaro sulla morte

Condividi su i tuoi canali:

None

 

3 aprile 2016 – «Il nostro settore è vessato da lavoro nero, illegalità e mancanza di trasparenza. Stime di settore rivelano che un funerale standard costa attorno ai 2.500 euro, costi cimiteriali esclusi». Anche se, prosegue, «se si tiene conto delle reali esigenze di un funerale medio, è difficile spendere meno di 3.500 euro»

era novembre 2016 quando Gianni Gibellini – presidente di Efi, Eccellenza funeraria italiana, la più giovane, ma la più intraprendente, fra le organizzazioni di categoria che rappresentano l’imprenditoria funebre privata –  pronunciava queste parole:

«È un segnale forte ed importante che Governo e Parlamento darebbero alla pubblica opinione in attesa che venga finalmente varata la nuova legge che detterà regole efficaci ed univoche su tutto il territorio nazionale, l’introduzione di queste misure determinerà certamente l’avvio di una fase di moralizzazione auspicata dalla parte sana della categoria, tutti gli imprenditori seri che credono nel proprio lavoro, che investono in esso ingenti risorse umane ed economiche e che, a causa di una forte concorrenza sleale, vedono oggi compromesso il futuro delle proprie aziende».

Il povero Gianni, dopo aver  investito 6 milioni di euro per il Terracielo di Modena (con un ampio parcheggio interrato, 35 mezzi per trasporto funebre, tra cui i carri della Maserati, che dà lavoro a 35 persone e che prevedeva, una volta a regime, 1.300-1.400 funerali l’anno) dopo aver praticamente sbaragliato tutta la concorrenza nella città di Modena e  dopo aver speso altri 1,5 milioni di euro per il Terracielo di Mirandola,   e dopo esser rimasto l’unico a poter fare i recuperi delle salme nel comune, si vede quindi costretto a trovare un rimedio alla “concorrenza sleale” proponendo (o accettando la proposta ) a professionisti di entrare come soci sostenitori in EFI a queste condizioni:

  • 10.000 euro all’anno per entrare come soci sostenitori EFI
  • piu, sempre ad EFI, un 5% di quanto incassato dai professionisti grazie ai casi segnalati,
  • piu, per i casi mortali una somma pari al 15% accessori di legge compresi  di quanto percepito da Gruppo Mazzini dai clienti segnalati (o 4000 euro secchi),
  • piu le spese funerarie, in caso di incidente stradale con ragione o concorso di colpa o di infortunio sul lavoro con responsabilità acclarata del datore di lavoro e copertura assicurativa

Non è certo  il primo accordo di questo tipo visto che sul sito di EFI compaiono altri due studi operanti nello stesso settore

 

Evidentemente i morti sulle strade, sul lavoro e per malasanità COPERTI DA ASSICURAZIONE, non per tutti sono un lutto.

certamente questa non è una novità tanto che da tempo ci si chiedeva come potessero fare certi studi a contattare così  rapidamente e a colpo sicuro i familiari delle vittime.

Avevamo notato che alcuni siti proponevano sfacciatamente al pubblico di diventare “segnalatori” ma mai ci era capitato di vedere simili vergognosi accordi  (  fino a ieri in chiaro in  rete e che trovate in allegato in quanto oggi spariti) tra questi professionisti senza vergogna e operatori di pompe funebri che, lucrando ulteriormente sulla pelle dei morti, raddoppiano gli utili.

Insomma, quello che oggi non è più consentito negli ospedali, sembra esser lecito  altrove.  Era forse questo che si intendeva, parlando  di “moralizzazione” del settore?

 
[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...