Quando l’oro non luccica

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“Vetrine semplici e insegne non illuminate; all'interno piccole bacheche con alcuni gioielli in vendita, un banco ed un semplice bilancino”art. di Alex Scardina

I centri storici e le grandi vie in cui proliferavano le boutique, in tutta Italia, stanno assistendo ad un progressivo spopolamento, con relativo impoverimento: molte attività commerciali chiudono, alcune oppresse dai debiti, altre dalla burocrazia. Credere che quelle vetrine rimangano vuote, però, è un errore. Spesso, se non quasi sempre, i vecchi esercizi vengono sostituiti da nuove imprese e le saracinesche tornano ad essere sollevate. Cosa nascondono alle loro spalle?

I “compro oro”.

Ma, attenzione, andando ben ad osservare, le nuove attività altro non sono se non lo specchio della situazione economica attuale. Infatti se da un lato è positivo veder nascere nuovi esercizi, dall’altro il “compro oro” dimostra quanto forte sia la crisi. Vediamo i numeri: solo in Emilia Romagna, negli ultimi 18 mesi, ne sono stati aperti 45; in tutta Italia se ne contano circa 28 mila per un fatturato di 10 miliardi di Euro l’anno.

Vetrine semplici e insegne non illuminate; all’interno piccole bacheche con alcuni gioielli in vendita, un banco ed un semplice bilancino.

Questi sono i “compro oro”. A cosa servono? Consentono a tutti coloro che non arrivano a fine mese di trasformare i piccoli “ricordi” d’oro in cartamoneta per comprare il pane. Ad esempio la vedova 70enne rende la fede regalatale dal marito un paio di decenni prima perché di sola pensione non si vive, la giovane mamma senza lavoro porta il gioiello della nonna per poter comprare il latte alla propria bimba.

Ma non solo…spesso, questi nuovi esercizi commerciali alimentano l’impresa più ricca del nostro paese: la delinquenza, sia quella figlia della povertà, sia le ‘ndrine e la mafia/camorra spa. I topi d’auto, d’appartamento, o “da banco”, dopo aver arraffato il bottino si recano in questi negozi scarni per vendere il frutto del loro duro lavoro.

Tanto, il proprietario del “compro oro” non ha titoli per verificare la provenienza del materiale mostratogli. Insomma, i nostri centri storici non rimangono vuoti…si riempiono di nuovi, o vecchi, poveri.

D’altronde non è sempre tutto oro quello che luccica.

 

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