Quando la forma è anche sostanza

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Ilaria Salis, Mimmo Lucano e Carola Rackete posano sorridenti nel loro primo  giorno a Bruxelles. Sono comprensibilmente lieti e gratificati dalla prestigiosa meta raggiunta,  fonte, oltre che di  congrue prebende, anche di altri vantaggi non trascurabili,  sotto l’aspetto giudiziario.

Un piccolo  sforzo, tuttavia, curando un po’  di più l’immagine,  potevano  farlo, se non per rispetto alle svariate migliaia di elettori che li hanno spediti colà… almeno per rispetto all’istituzione della quale sono  entrati a far parte, per non sembrare turisti  casualmente capitati lì, accaldati e sfatti, bisognosi di una doccia urgente.

Premetto  che non condivido la ferocia usata verso di loro da molti  commentatori… non per i tre soggetti della foto  ma per i malcapitati che sono stati  scelti come termine di paragone negativo.

Uno per  tutti, tanto per non fare nomi… Feltri  che ha definito la  Salis abbigliata come una cameriera di Catanzaro.  Non mi ha fatto ridere, non l’ho  trovato un paragone calzante anche perché a Catanzaro, in tutto il Sud e, in generale,( con qualche eccezione)  le donne italiane sono ben note per apparire graziose ed eleganti anche con spesa limitata, talvolta …

 Si chiama gusto, si chiama classe… e non ha nulla a che fare con la disponibilità finanziaria, né con le salate parcelle a esperti  di armocromia o, meno ancora, con spese stratosferiche in abiti  griffati.

Si dirà che ai parlamentari  europei ( come a quelli nostrani, ovviamente)  si chiedono impegno, capacità, volontà di  agire sempre per il bene superiore  dei cittadini … e non si chiede, sicuramente,  di essere modelli  di eleganza, qualità che taluni  considerano esclusivamente una trascurabile questione di forma.
Ci  sono, tuttavia, circostanze nelle quali  la forma è sostanza.

Ci  si agghinda per andare a una festa, ci si riveste  da capo a piedi per partecipare ad un matrimonio,  si spendono  pomeriggi interi e cifre ragguardevolissime per trovare la “mise” adatta a discutere la tesi, si sceglie con grande cura come vestirsi per un colloquio di lavoro… e, invece, al Parlamento  Europeo ci si può presentare in vestagliette, polo sgualcite, zeppone di sughero?

Come già detto, la ferocia  nei giudizi  su questo terzetto ha trasceso … diventando sguaiata e volgare, arrivando a commentare persino l’ipertricosi esibita dalle  attempate donzelle.  Mi guardo  bene dall’associarmi, dico solo che l’impressione generale è di sgradevole sciatteria e, ancora più forte, è l’impressione che costoro neppure rispettino  l’istituzione  nella quale, almeno per una legislatura, dovranno  lavorare.

Facendo un notevole sforzo, si può superare questa impressione, esprimendo anche la speranza che, inversamente proporzionale alla cura della persona, ci sia la cura per il grande compito  da svolgere, al massimo  della competenza, della rettitudine,  avendo come unico interesse il  bene dei cittadini europei i  cui destini  dipendono dalle decisioni prese fra quegli alti scranni.

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Una risposta

  1. Il fine giustifica il mezzo ?

    Un file rouge lega i tre neoeletti onorevoli eurodeputati : tutti e 3 hanno precedenti giudiziari e non hanno chiuso i conti con la giustizia perché non vi sono stati pronunciamenti definitivi.
    Della Salis ne ho parlato anche troppo e non aggiungo altro .
    Di Mimmo Lucano ricordo che è stato più volte sindaco di Riace e che è diventato famoso per il suo sistema di accoglienza dei migranti clandestini al punto tale che si è parlato di modello di accoglienza Riace.
    Personaggio controverso che ha dovuto fare i conti con la giustizia perché sono state rilevate numerose anomalie nel funzionamento del sistema. Da qui è scattata l’indagine della magistratura su di lui per truffa e concussione. Il ministero dell’Interno poi ha bloccato i fondi, non riconoscendo più al Comune i bonus e le borse lavoro degli ultimi tre anni (pari ai 35 euro giornalieri ) stanziati per ogni migrante.
    Gli si rimprovera poca trasparenza nella gestione dei fondi e per questo è ancora sub iudice.
    .Quanto a Carola Rackete ricordo che è un’ambientalista, attivista, politica e comandante di nave tedesca; in passato ha lavorato per l’organizzazione di ricerca e soccorso Sea-Watch. È diventata nota a livello internazionale quando, al comando della nave da salvataggio Sea-Watch 3, nel giugno del 2019 decise di forzare la chiusura del porto di Lampedusa e fu arrestata con l’accusa di resistenza a una nave da guerra e tentato naufragio. A bordo aveva 42 migranti.
    La sensazione è che l’elezione ad eurodeputato serva per il momento a loro per bloccare la macchina giudiziaria .
    E’ auspicabile che siano comunque in condizione di badare anche all’interesse pubblico cui dovrebbe mirare qualsiasi soggetto che venga eletto nel parlamento nazionale od in quello europeo.
    Sarebbe irrilevante il look o l’ipertricosi ( Rackete ) se effettivamente si calassero nel loro ruolo, non solo per sottrarsi provvisoriamente alla giustizia ma anche per essere funzionali agli interessi delle nazioni che rappresentano, che li hanno mandati lì non certo per farla franca giudiziariamente.
    Un look trasandato sarebbe il minimum anche perché un po ‘ dovunque in Europa è arrivato il maledetto anticiclone africano che da decenni ormai rende invivibili le nostre estati ed il caldo è già insopportabile.
    Le phisique du role non si misura dalla accuratezza nel vestire ma da ben altro.
    La sgradevole sensazione che hanno in molti è che i tre personaggi abbiano accettato la nomination e catturato lo scranno europeo grazie ad un particolare : l’essere al centro dell’attenzione da un bel po ‘ ed essere capaci di catalizzare consensi e voti a pro della formazione politica che li ha messi in lista .
    E’ in fondo un machiavellismo : il fine giustifica il mezzo.
    Gli interessati hanno il duplice beneficio di fermare la macchina giudiziaria e di mettere in saccoccia una montagna di soldi.
    Ne guadagnano gli interessati ed il partito ma non l’interesse pubblico generale.

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