Quando la cicogna è un volo di Stato

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Dopo  la solenne scorpacciata di inquadrature ""strappalacrime""  per la soluzione positiva della vicenda ""bimbi del Congo""...dopo  le dichiarazioni, colme di soddisfazione e di gratitudine per lo Stato, di quei fortunati genitori,qualche domandina   dei cittadini italiani potrebbe anche essere legittima...

Come quando di mangiano  troppi dolciumi,  si sente veramente il bisogno di qualcosa che abbia un sapore meno stucchevole… più vero…

 

E’ il caso della vicenda dei  bambini congolesi adottati dalle coppie italiane, finalmente arrivati in Italia, con un “”blitz””  , così ormai viene definito,  voluto da Renzi che con un volo di stato ha mandato Maria Elena Boschi a  prendere quei bambini la cui vicenda, (inattesi problemi burocratici che avevano impedito il loro espatrio) aveva fatto scorrere fiumi d’inchiostro e anche qualche lacrima, probabilmente.  Certo, a chi ha lo stomaco debole oggi sarà venuto un attacco emetico…c’era tutto, come in una coreografia hollywoodiana, con i bimbi finalmente qui,   tra le braccia di mamme e papà  italiani,  con lo “”stato””  rappresentato dal Ministro Boschi a fare la passerella, persino con le bambinette di colore che fanno le treccine alla fatina  bionda e azzurra… Passerella che, a quanto si apprende, ha provocato  risentimento e malumori del ministro degli Esteri Federica Mogherini intenzionata a volare a Kinshasa ma Renzi ha invuiato Maria Elena Boschi. A quale titolo, non so, qualcuno me lo spiegherà, anche se  non mi interessa  sapere più di tanto, è solo semplice curiosità.

 

Per finire, con un certo divertimento, in queste ore, di fronte a scene di tripudio collettivo a Fiumicino, all’arrivo dei piccoli, ho immaginato la stizza anche  di un altro ministro che in pieno delirio di onnipotenza qualche mese addietro,  aveva  fatto un colpo di teatro, andando  in Congo, peraltro nazione da lei ben conosciuta,  millantando la pronta soluzione della vertenza, al suo apparire. Così non fu, anzi quella  bislacca operazione autopromozionale  complicò ulteriormente le cose  e le autorità strinsero ulteriori vincoli all’uscita dei bambini dal paese. Come ha sempre fatto, dopo ogni smacco,  dopo ogni granchio preso, l’ineffabile non battè ciglio e rientrò, pronta a dedicarsi ai suoi viaggi e conferenze, in Italia e altrove,  per insegnare agli italiani come si devono comportare per farsi distruggere come nazione e come   popolo.

 

Detto ciò… dopo  la scorpacciata di inquadrature “”strappalacrime”” sono arrivate  le dichiarazioni, colme di soddisfazione e di gratitudine per lo Stato, di quei fortunati genitori, i quali  avevano finalmente raggiunto il loro scopo, avere un figlio, anche due in qualche caso.  Anche questo non è un campo nel quale io possa, nè  minimamente desideri, addentrarmi. Ma, glicemia pericolosamente  innalzata a parte… qualcosa d’altro ancora mi disturba: nella fattispecie il volo di Stato… perchè, di grazia?  I genitori adottivi non potevano spendere per pagare il biglietto ai loro adorati figli?  Cosa che, detto per inciso, fanno tutti i genitori  nelle adozioni internazionali, con immensi sacrifici, e minor  clamore. aiutati da nessuno…Perchè un volo di Stato, pagato dagli italiani? Quel denaro è anche mio,  e non  avrei voluto che fosse speso  in quel modo, dato che, ripeto, il biglietto ai propri adorati bambini quei genitori  lo potevano ben pagare… Quel denaro, che è anche mio, è di ogni altro cittadino italiano,  e potremmo, tutti, avere  magari desiderato  che fosse dirottato ai figli dei tanti giovani padri morti suicidi, per la disperazione dei debiti, per l’angoscia del lavoro perduto, per l’infinita delusione di una truffa subita, per la dolorosa sensazione di essere dimenticati proprio da chi dovrebbe avere più a cuore la loro situazione. Lo Stato.

 

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