Quando il vento cambia

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Ma il vento cambia. E il vento sconvolge e acceca. E quando si è accecati spesso si sbaglia mira
art. di Maria

 Solo  quando tutti abbiamo lavoro, dignità e speranza possiamo dedicarci a tutto il resto …

Una situazione di crisi che appare  insanabile e interminabile, determina  una crescita dell’insofferenza verso tutte le ingiustizie, verso i privilegi inenarrabili, dei quali quelli relativi alla tanto vituperata “casta”  rappresentano solo la punta dell’iceberg.

A tutto questo si aggiunge la politica di assoluta inadeguatezza che  contraddistingue i due decenni appena trascorsi, portando in un primo tempo  alla fine della cosiddetta Prima Repubblica, quindi  alla nascita di una Seconda Repubblica che doveva rivelarsi poi peggiore di quella precedente.

Il vento sta cambiando, però….

Cambia …perchè se prima si poteva ironizzare sugli yacht ormeggiati, in contrasto  con  risibili dichiarazioni dei redditi, se si poteva prendere il giro l’escort  chiamata a ricoprire  incarichi istituzionali,per meriti non proprio “”politici””,  se si poteva, rassegnati, tornare alla vita quotidiana, fatta di lavoro ma anche di serenità e sicurezza… ora non è più così.

Stridono, e non per “vendetta sociale” gli insultanti privilegi di chi sguazza in un mare di denaro mal guadagnato, alle spalle dei contribuenti, alle spalle dei cittadini onesti; denaro frutto di corruzione, malversazione e ogni altro illecito. Stride, perché ora la gente  arriva ad uccidersi, per denaro, per qualche miserabile migliaio di euro di debito… arriva a questo, abbandonando la famiglia e ogni altra cosa nella propria vita, perché non ha più speranza.

E il vento cambia perché gli anziani e le fasce più deboli della popolazione, come gli ammalati e i disabili, si vedono  tagliate,ulteriormente, le risorse. Il vento cambia perché non si sopravvive più con pensioni da fame, non si possono mandare i figli all’Università, ma nemmeno c’è lavoro,  nemmeno c’è la possibilità di guadagnarsi la vita onestamente.

E la sicurezza della vita poi, delle città e dei paesi, è una delle realtà più penalizzate, con i tagli dissennati alle Forze dell’Ordine, con la crescita esponenziale dell’immigrazione clandestina, e con la crescita, altrettanto intollerabile, delle pretese di chi è mantenuto a spese dello stato, a spese di ciascuno di noi, in nome di un non ben chiaro senso di fratellanza e antirazzismo che finisce per  rivelarsi, invece,  razzismo verso che  non ruba, non delinque, non ha mai fatto nulla di illegale e si taglierebbe una mano prima di mendicare. Razzismo verso gli italiani onesti, perché ancora qualcuno è rimasto.

Ma il vento cambia. E il vento sconvolge e acceca. E tutti questi prepotenti,  spalleggiati dalle varie caritatevoli istituzioni saranno presi di mira…. E quando si è accecati spesso si sbaglia  mira, e si fa di ogni erba un fascio, e con il clandestino, il  delinquente,  lo spacciatore e lo stupratore, ci si accanisce anche contro l’onesto, il lavoratore, l’immigrato che semplicemente vuole trovare in Italia un modo per vivere onestamente. Già la fola che gli italiani certi lavori non vogliono farli più non regge più e queste persone vengono pertanto viste come  un pericolo, orma il per l’occupazione degli italiani.

Prima o poi, inoltre, si dovrà  capire che c’è una sostenibilità possibile, che  c’è un limite all’accoglienza, un limite fisico, un limite spaziale… non ci si sta più.

Accogliendo tutti, finiremo per non riuscire ad accogliere più nessuno.  

 

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