Quando il Forte era il Forte

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Quattro passi tra i ricordi della nostra storia, maestra di vita. Personaggi noti e meno noti che si raccontano per i più giovani


La mia infanzia è stata veramente al di fuori della normalità. E’ stato il periodo più bello e spensierato della mia vita.
Tra i ricordi più vivi emergono senza dubbio le vacanze che ogni anno facevamo a Forte dei Marmi. I tempi nei quali Forte era Forte ed  eravamo tra i pochissimi modenesi a conoscerlo. Bei tempi!  Si trovavano ancora conchiglie favolose sull’ arenile e l’acqua del mare era trasparente. Pietro vendeva pizzette e bomboloni sulla spiaggia e tutti noi bambini correvamo a comprare da lui i “”duri colorati”” (zucchero filato attorcigliato). Pietro non aveva ancora l’ ormai noto negozio di focacce ripiene e di schiacciatine !
Allora le vacanze incominciavano il giorno dopo la chiusura delle scuole e finivano in ottobre alla loro riapertura.
I primi anni andavamo in affitto nella villa del famoso giocatore di football del Torino: Rosetta. Poi cambiammo e ci trovammo confinanti con  quella del pittore Carlo Carrà. Mi piaceva e mi divertivo ad andare a vedere i suoi quadri. Venivano  appoggiati dall’artista alla rete del muretto per farli asciugare.
Credo che il mio amore per la pittura sia nato proprio da quelle frequentazioni !
La preparazione per la  partenza era già di per se un’ avventura: bauli e bauli di cose. Già, si portavano lenzuola, coperte, panni, tovagliame, tegami, posate personali ecc. Per forza era  necessario avere un camion che trasportasse tutto:  dalle biciclette e giochi per noi, fino a  tutto quello che ‘non doveva assolutamente mancare ‘ per gli adulti.
La famiglia era numerosa perciò almeno una cuoca e due cameriere dovevano essere al seguito. Molto spesso anche  una professoressa per far studiare le mie sorelle maggiori! Eravamo una carovana, ma allora mi sembrava normale, non avevo percezione della mia diversità e del mio status di privilegio rispetto alla media !
Quando arrivavamo era per noi una festa ritrovare i nostri amici e il nostro amato Galiano, del Bagno Roma Imperiale (nonno della ora stranota Annetta e prozio dell’ Assunta).
In quel tempo le famiglie erano piuttosto numerose e formavamo affollate compagnie. Due fratelli erano figli di un emergente costruttore edile milanese. Altri due erano figli di una baronessa di Roma. Tre fratelli di Milano invece avevano per noi un fascino speciale: la loro madre era nata dietro al palco dell’ ultimo Zar, a Mosca. A sua volta era figlia della prima violinista e del violoncellista dell’ orchestra imperiale.
C’ erano anche altri tre che, noi l’ avevamo scoperto ascoltando i discorsi degli adulti, erano i nipoti della nota attrice del cinema muto Pina Menichelli, ancora bellissima nonostante fosse una cara nonnina.
Erano tutti bambini coi quali era bello giocare. Non vi erano atteggiamenti di superiorità né snobismi né spavalderie da parte di alcuno. Eravamo solo amici tant’ è che la maggior parte di loro mi è rimasta tale e ci frequentiamo regolarmente perché certi legami non si possono dimenticare. Sono  state giornate piene di giochi. Passeggiate  in pineta a raccoglier more; letture che a turno le signorine – sorveglianti ci facevano ascoltare; commedie che abbiamo allestito e recitato con passione, con vestiti di scena costruiti di carta crespa: cacce al tesoro e le nostre prime partite a carte.
Non c’ è mai stata una lite o discussione, eravamo amici e non esistevano ancora le manie di oggi: quella di emergere, di vantarsi, o di indossare abiti firmati. La  semplicità era per noi un imperativo come tipo di educazione.
Bei tempi quei tempi nei quali da privilegiata ho potuto assaporare quei sapori Ora ritengo sia stata una grande fortuna avere quel tipo di insegnamenti, mi ha aiutato molto nella vita per saper riconoscere le persone di spessore da quelle di carton-gesso colorato, addobbato e cesellato, ma sempre di cartone!
Invito le giovani generazioni a ritornare ai valori veri, alle amicizie profonde e non strumentali, alle passioni radicate e non superficiali, alla serietà nel porsi e nel presentarsi perché nella vita, non si sa mai, i privilegi possono venire a mancare, i lussi possono difettare ed inevitabilmente ci troviamo soli con  noi stessi, con le nostre virtù e i nostri talenti. Guai aver investito in vanità, esteriorità ed apparenza!
Allegra

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