QUANDO DICONO… “”DAI A QUEL CANE!””

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Durante l’incontro con le delegazioni animaliste e ambientaliste di mercoledì 9 agosto, il presidente della Provincia Sabattini per rafforzare la tesi di pericolosità della fauna selvatica ha affermato che essa rappresenta anche un serio pericolo per gli automobilisti e motociclisti. Ma la Provincia a questo proposito, in base alla normativa in materia di selvaggina vacante, già  provvede a tabellare  tutte le strade a rischio attraversamento con gli appositi cartelli stradali, che ogni patentato conosce. L’automobilista che transita lungo queste strade o tratti delle stesse è pertanto tenuto a mantenere un comportamento di guida tale da rispettare i preavvisi di pericolo, tipici dei cartelli triangolari. Le stesse società assicuratrici non rifondono i danni relativi all’inottemperanza alle prescrizioni imposte dal codice della strada, e nel caso di “”pericolo attraversamento animali selvatici”” questa invalidazione è prevista nel tratto dell’estensione chilometrica in esso indicata o, in assenza di specifica estensione, si intende per un tratto pari a tre chilometri dal punto iniziale di decorrenza della prescrizione medesima. E’ una grave mancanza dell’utente della strada sottovalutare la segnaletica che preannuncia il pericolo potenziale e non adottare tutte le cautele possibili nella guida, in primis la riduzione della velocità. Ma è possibile mitigare il rischio di collisioni anche con sistemi migliorativi. Lungo i tratti più critici si possono installare recinzioni per i mammiferi: le strutture che impediscono l’attraversamento delle strade devono comunque essere accompagnate da passaggi alternativi per gli animali, ad esempio sottopassaggi, chiamati anche “” ecodotti “”. Certo, tutto questo costa, parecchio, e tra rimborsi per i danni in agricoltura e i costi di queste strutture la Provincia decide di spendere meno ed autorizza l’abbattimento dei “”migranti””, ritenuti, fino a ieri, una ricchezza, una risorsa(sic!). Così chiuderà anche il prossimo anno con il bilancio in attivo, tanto l’opposizione chi la sente?

 

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