Quale previsioni per l’economia modenese?

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Il trend fortemente negativo, stilato dalla Camera di Commercio e pubblicato nel rapporto economico sulla provincia di Modena nell’anno 2008 non lascia molto spazio a mirabilanti prospettive per il 2009

Dopo cinque anni di ininterrotta crescita economica nell’economia modenese le previsioni per i prossimi mesi sono tutte precedute da un nefasto segno negativo con tutti i principali indicatori delle performance sui mercati delle esportazioni e delle importazioni in costante rallentamento. Indifferentemente in tutti i settori produttivi dell’edilizia, del commercio e dell’agricoltura. Questo in sintesi il bilancio dal trend fortemente negativo, stilato dalla Camera di Commercio e pubblicato nel rapporto economico sulla provincia di Modena nell’anno 2008. Difficoltà economiche imputabili non solo alla recente crisi finanziaria mondiale dei mercati ma a difficoltà economiche derivanti dalla scarsa competitività di tutto il tessuto produttivo modenese rispetto all’ampia apertura di nuovi mercati internazionali connotati da profondi mutamenti ed ammodernamenti tecnologici, tutti fortemente penalizzanti anche per la nostra struttura socio-economica. Nuovi fattori che, assommati alla crisi finanziaria tuttora in atto, mettono una seria ipoteca sulla futura competitività dell’industria produttiva modenese contraddistinta da una forte vocazione manifatturiera: futuro eventuale vantaggio nell’impatto con le forti turbolenze che già si stanno abbattendo sull’economia modenese. Un’asfittica stagnazione ha contraddistinto il quadro del primo semestre del settore manifatturiero nella prima metà del 2008 con dati di progressivo peggioramento nel secondo semestre. In provincia il volume d’affari complessivo legato al mercato delle esportazioni è fermo ad un 40% e destinato a diminuire inevitabilmente. La produzione industriale nel periodo gennaio – giugno si è attestata attorno ad un timido 0,6% in forte diminuzione rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, il 2007. Forti rallentamenti si sono registrati infatti sul piano della domanda interna con quella estera che fino a giugno 2008 ha sostanzialmente “retto” con avvisaglie però di un rapido peggioramento e diminuzione. Un quadro congiunturale sostanzialmente negativo si può stilare per la fine 2008 e per tutto il 2009 le cui previsioni restano contrassegnate e precedute dal segno – (meno) con crollo degli ordini interni ed esteri in un contesto mondiale di rallentamento in tutto il commercio mondiale di servizi e beni, secondo una segnalazione del Fondo Monetario Internazionale che nello scorso ottobre ha lasciato presagire una vera e propria battuta d’arresto ancora più penalizzante. In frenata anche il settore dell’edilizia che ha cominciato ad “arrancare” già in pieno 2007: una realtà dove la “bolla speculativa” che gravava sugli immobili è già scoppiata (il massimo del ciclo di espansione del settore ormai è definitivamente alle spalle) con una domanda di edilizia privata residenziale, motore di una forte crescita negli ultimi anni, già fortemente penalizzata ora dall’aumento dei tassi d’interesse e dalle forti restrizioni del credito imposte dalle banche che necessitano di liquidità ora più che mai. Un dato significativo del fenomeno è il -13,9 % dell’apertura di nuovi mutui per la casa da parte delle famiglie. Diminuite poi le vendite al dettaglio, nel primo semestre 2008 dello 0.3% con flessione tra aprile e giugno del -1,3% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. La diminuzione della vendita al dettaglio ha penalizzato di più i piccoli esercizi commerciali tradizionali al contrario della grande distribuzione e dei mercati hard discount dove gli introiti sono aumentati. Stabili nei primi 9 mesi del 2008 i numeri indicativi dei livelli occupazionali con un +0,1% con andamento negativo invece a causa della diminuzione del -4,8% dei contratti per i lavoratori atipici e interinali impiegati questi ultimi presso aziende manifatturiere con un incremento del +5% nel primo trimestre 2008, un – 5% nel secondo ed un -5,8%nel terzo: dati emersi e resi pubblici dall’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Modena con forti flessioni nel campo dell’edilizia, ceramica, tessile e nel commercio. Per mantenere competitiva la nostra economia sarebbero necessarie comunque le eliminazioni di tante inefficienze burocratiche nell’amministrazione pubblica e negli enti locali. Essenziale sarebbe poi il sostegno del credito alle imprese di minore dimensione, più penalizzate dagli aumenti dei tassi d’interesse e dalla restrizione del credito concesso dalle banche. Indispensabili poi naturalmente l’innovazione tecnologica e la formazione di manodopera specializzata e di tecnici, l’investimento laddove mancano le infrastrutture e una riduzione del costo dell’approvvigionamento dell’energia. Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale il Pil degli Usa si attesterà attorno ad un -7%, -0,2% in Giappone ed un -0,5% in Eurolandia. Forse in Emilia Romagna ed a Modena l’impatto della crisi e della recessione sarà meno devastante. Queste le previsioni e le statistiche ufficiali, per il resto vedremo.

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