Proposte di Forza Italia per fronteggiare l’emergenza immigrazione in Italia e in Europa:

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Gruppo consiliare FORZA ITALIA – PDL

                             

                                                                              Modena,     24 gennaio 2017

 

Al Sindaco di Modena

l Presidente del

Consiglio Comunale di Modena

 

MOZIONE

OGGETTO:  LE NOSTRE PROPOSTE PER L’EMERGENZA IMMIGRAZIONE E PER LA SICUREZZA

 

Premesso che :

Le iniziative e le misure poste per fronteggiare il fenomeno migratorio, un’emergenza che ha assunto negli ultimi anni un carattere strutturale, non hanno avuto esiti positivi, registrando di fatto il fallimento della politica italiana su questo tema, nonché il fallimento di una politica europea comune delle migrazioni.

Siamo ancora lontani dal raggiungimento di quegli obiettivi che erano stati fissati dal Consiglio europeo, quantomeno sulla carta. Lo dice il Governo Italiano, che più di una volta ha manifestato insoddisfazione per la scarsa implementazione dell’accordo dell’ottobre 2015, e per il mancato rispetto  degli impegni di parte  dell’Unione Europea. Lo dicono i numeri: in particolare quelli relativi ai rimpatri,  alle riallocazione, all’immigrazione irregolare

 

Considerate

le seguenti proposte di Forza  Italia per fronteggiare l’emergenza immigrazione in Italia e in Europa:

 

  1. riprendere la politica del governo Berlusconi, rilanciando gli accordi del governo Berlusconi con la Libia e con gli altri paesi, premessa per bloccare le partenze di migranti irregolari, stroncare le attività degli scafisti, facilitare le procedure di espulsione dei clandestini che potrebbero comunque arrivare nel nostro Paese;

 

  1. limitare il riconoscimento del diritto alla protezione internazionale ai casi strettamente previsti dal nostro diritto costituzionale e dalla normativa europea internazionale, istituendo un sistema che prevede solo il diritto d’asilo e la protezione sussidiaria.  La proposta è formulata sulla base delle  seguenti argomentazioni. La protezione internazionale è disciplinata  nell’ordinamento italiano  in tre modi; diritto d’asilo, la protezione  sussidiaria e la  cosiddetta “protezione umanitaria”.   A differenza delle altre due, che trovano riscontro  nella grande  parte degli ordinamenti, e che hanno fonte l’ordinamento internazionale e comunitario, la terza rappresenta una peculiarità  italiana che presenta diversi profili di problematicità, sia giuridiche sia applicative.

La protezione umanitaria non nasce né dagli obblighi internazionali né dalla necessità di dare adempimento a un principio costituzionale. Essa è una scelta autonoma del legislatore ordinario introdotto dalla legge Turco-Napolitano e prevede che la Questura possa rilasciare un permesso di soggiorno per motivi umanitari tutte le volte in cui le Commissioni Territoriali,  pur non ravvisando gli estremi per la protezione internazionale,  rilevino gravi motivi di carattere umanitario a carico del richiedente asilo. Ha durata media di un anno, e consente l’accesso ai servizi essenziali.

Ci sono buone ragioni per ritenere necessaria l ‘abrogazione di tale tipo di protezione in Italia. Essa rappresenta il tipo di protezione che riguarda la maggior parte dei richiedenti protezione presenti sul nostro territorio ( stando ai dati diffusi dalla  Caritas nel 2015,  questo tipo di protezione verrebbe accordato nel  42,5% dei casi ) ed è fonte di un aggravamento della situazione  degli immigrati in Italia.

 

  1. Intervenire nelle opportune sedi per porre in essere l’inizio della fase 3  della missione Eunavfor med. Nuove direttive a Marina Militare e Guardia Costiera

La fase 3 della missione presuppone il consenso del governo costierio interessato ed è fondamentale perché questo permetterebbe di entrare nelle acque territoriali libiche, combattendo in maniera efficace gli scafisti responsabili del traffico illegale di clandestini, impedendo nei fatti le partenze dei barconi e quindi contribuire agli sforzi internazionali per scoraggiare gli stessi contrabbandieri nell’impegnarsi in ulteriori attività criminali. In caso di mancato avvio della fase 3, ovvero qualora questo non fosse praticato in tempi ragionevoli, va valutata la possibilità di sospendere l’attuale fase 2 che è quella nella quale si dice che occorre andare a raccogliere gli immigrati in mare . In questo contesto anche in considerazione della presenza dell’Italia nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è necessario agire affinché con immediatezza si sviluppino interventi nelle acque libiche  e con risoluzione dell’Onu sia consentito intervenire per contrastare l’attività degli scafisti. Occorre inoltre verificare la convenzione di Amburgo sul soccorso in mare perché tale convenzione deve  salvaguardare i naufraghi e non deve essere utilizzata dagli scafisti per garantire il trasporto dei clandestini, a pagamento,  mettendo in mare con mezzi pericolosi con continuo rischio di  naufragi.

 

  1. istituzione sul territorio di centri per il trattenimento dei clandestini da avviare  con la massima rapidità alle espulsioni;

Non è possibile consentire agli immigrati che non hanno diritto a permanere sul suolo dello stato italiano di rimanere più o meno liberi, per un periodo che per effetto dei ricorsi in appello,  può arrivare fino a 36 mesi,  con costi a carico dello stato, e cadere nel frattempo nelle mani  del  lavoro nero o della criminalità organizzata o peggio ancora  contribuire al fenomeno del radicalismo  religioso e al terrorismo.

 

5) promuovere accordi di rimpatrio anche a livello europeo

Nell’ambito delle misure per fronteggiare la crisi migratoria e dei rifugiati è necessario stipulare, sulla scia di quanto fatto dal Governo Berlusconi ( ultimo governo a stipulare accordi specifici di rimpatrio), accordi bilaterali con i paesi d’origine e di transito dei migranti per interrompere i flussi migratori e per il rimpatrio dei clandestini. Sollecitare con forza un impegno fattivo e responsabile degli stati dell’Unione europea per stipulare accordi economici a livello europeo con i Paesi di origine e di transito dei migranti, anche attraverso lo sviluppo di una politica di cooperazione volta a sostenere lo sviluppo economico e l’occupazione in questi territori. Non è ammissibile che vi sia un accordo UE- Turchia a baluardo della rotta del Mar Mediterraneo orientale e mar Egeo, mentre non vi è accordo specifico sulla rotta che interessa il nostro paese.

 

6)  riduzione de
i tempi per la definizione dello status di rifugiato

Prima che si renda definitivo lo stato di rifugiato passano diversi mesi; nel caso di mancato riconoscimento in prima istanza, l’immigrato può opporsi e fare ricorso. I tempi si allungano fino a 36 mesi. Ci sono circa 3500 impugnazioni al mese , impossibile definirle tutte in tempi brevi. E’ evidentemente necessario ridurre i tempi di analisi delle richieste da parte delle Commissioni territoriali  aumentando i punti di verifica delle domande  di protezione internazionale, sia nell’ambito  della prefettura, sia nell’ambito  dei tribunali ordinari, con sezioni specializzate che si dedichino in maniera esclusiva alle materie relative ai fenomeni migratori.  E’ essenziale eliminare il secondo e terzo grado di giudizio per quegli immigrati che   si vedono respinta la richiesta d’asilo politico. 

 

7)  accordi bilaterali volti ad agevolare il trasferimento dei detenuti stranieri.

La presenza elevata di detenuti stranieri nelle carceri determina sempre più l’annoso  problema del sovraffollamento. Il fenomeno è connesso  al considerevole aumento dei flussi migratori.  E’ urgente  promuovere  accordi bilaterali volti ad  agevolare il trasferimento dei detenuti provenienti dai paesi che fanno registrare il maggior flusso di immigrazione e  quei Pesi i cui cittadini registrano un alto tasso di presenza nelle carceri italiane. E? opportuno incentivare l’utilizzo delle procedure previste dalla Convenzione di Strasburgo, il cui ambito applicativo è oggi esteso a ben 65 paesi.

 

8) proporre una riflessione ed una revisione  delle norme su Schengen .

E’ necessario stimolare una riflessione sulle norme di Schengen, varate per facilitare in Europa la libera circolazione delle persone, la quale non deve diventare una facilitazione per fondamentalisti, terroristi e quanti, come ci ha dimostrato il caso di Amri, l’attentatore di Berlino,   hanno fruito di queste prerogative per girare impunemente in tutta Europa.

 

10)  rafforzare le misure per la sicurezza urbana

I cittadini chiedono e pretendono condizioni di fruibilità del territorio urbano che consentano a tutti (donne, bambini, giovani, anziani) di coglierne tutte le opportunità, ma significa anche che è maturata la consapevolezza che una sicurezza così intesa non poteva essere garantita esclusivamente dalla funzione di garante del controllo e dell’ordine pubblico attribuita allo Stato. Intervenire sul degrado urbano, creare le condizioni di utilizzo virtuoso dello spazio pubblico da parte di gruppi diversi è sempre  più  una azione richiesta  ai sindaci e alle forze di polizia urbana, occorre intensificare la presenza sul territorio così da individuare i soggetti anche potenzialmente pericolosi e, nel caso ne ricorrano i presupposti, chiedere alle competenti autorità l’opportunità di un loro monitoraggio fino ad arrivare all’arresto; occorre  rielaborare una riorganizzazione delle forze di Polizia Municipale, così da aumentare le pattuglie sul territorio siano esse auto o moto munite, ma meglio ancora a piedi per consentire una vicinanza ed un ascolto personale  di quanto chiedono e vedono  i cittadini; incrementare il numero delle telecamere, che hanno una funzione di deterrenza, ma anche una funzione di individuazione delle persone che commettono i reati.

 

11) concedere maggiori risorse alle forze dell’ordine e alle forze armate per il rinnovo dei contratti,  il riordino delle carriere , la copertura  assicurativa obbligatoria per ogni infortunio alle forze dell’ordine, ai militari e ai vigili del fuoco.

Chi lavora sul territorio per la sicurezza pubblica, mettendo a repentaglio la propria,   ha diritto ad un trattamento migliore economico, previdenziale e assicurativo. Occorre rivedere tuttala macchina organizzativa delle forze dell’ordine, ma anche di tutti coloro che sono chiamati ad intervenire per la nostra sicurezza e quindi anche dei militari e dei vigili del fuoco.

 

Tutto ciò premesso  Forza Italia

                                                invita il Signor Sindaco a

 

trasmettere al Presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni,  al Ministro degli interni Marco Minniti,  ai presidenti della Camera Laura Boldrini e del Senato Pietro Grasso, che il Consiglio Comunale di Modena   condivide le proposte suesposte e sollecita il governo e il Parlamento nelle sedi più opportune  ad intraprendere ogni possibile azione volta al raggiungimento delle modifiche  normative atte  a recepire le proposte presentate e condivise nel testo della presente mozione.

 

 

Vicecapogruppo di Forza Italia

 

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