Profughi, i numeri della ripartizione nei distretti

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Galli: “tutti si sono fatti carico dell’accoglienza”

 

Dei 230 profughi e immigrati del Nord Africa destinati al territorio modenese in questa prima fase dell’emergenza umanitaria, 61 troveranno ospitalità nel distretto del capoluogo modenese, 39 in quello di Sassuolo, 34 nei comuni del distretto di Carpi, 29 rispettivamente nei distretti di Mirandola e di Vignola, 24 in quello di Castelfranco Emilia e 14 in quello di Pavullo. I numeri sono stati definiti, in proporzione alla popolazione residente in ciascun distretto, nell’incontro coordinato dalla Provincia di Modena con i rappresentanti dei Comuni capidistretto che si è svolto venerdì 8 aprile e al quale hanno partecipato anche rappresentanti della Prefettura. Nel corso del fine settimana, in vista della riunione del Tavolo regionale convocata per martedì 12 aprile, continuerà il lavoro di approfondimento da parte dei Comuni per accertare la quantità dei posti immediatamente disponibili per far fronte all’emergenza e la tempistica per la collocazione di tutti i profughi e gli immigrati attesi.

«Tutti gli enti locali modenesi si sono fatti carico dell’accoglienza» ha sottolineato il vice presidente della Provincia Mario Galli aggiungendo però che «è necessario fare chiarezza, insieme alla Regione e con il Governo, su chi ha la responsabilità nella linea del comando, quali sono i tempi di permanenza effettivi e le caratteristiche delle persone che arriveranno, sulla conferma che agli enti locali non sarà richiesto nessun anticipo né copertura economica». Tra le questioni da proporre in sede regionale ci sono anche la gestione dell’accoglienza dei minori non accompagnati e il coordinamento con il mondo del sociale «da assegnare agli enti locali per evitare la costruzione di percorsi di accoglienza paralleli».

Nell’incontro si è definito che lo smistamento sul territorio dei profughi e degli immigrati verrà effettuato, previa identificazione, in collaborazione con la protezione civile. Gli ospiti saranno alloggiati in piccole strutture e appartamenti per favorire in questo modo un percorso di autonomia. È stata valutata inoltre l’impossibilità di utilizzo di alcune strutture indicate in questi giorni dagli organi di informazione, come gli ostelli del San Filippo Neri e di Vignola, mentre «per il centro di Montefiorino – spiega il vice presidente Galli -, che pure rientra nell’elenco della protezione civile delle strutture di prima assistenza, come era stato anticipato al sindaco nei giorni scorsi, abbiamo valutato la non opportunità di un suo utilizzo in vista dell’avvio della stagione turistica. Sarà accolta invece la disponibilità manifestata dal sindaco di utilizzare un appartamento per l’accoglienza di alcune persone».

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