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Una riflessione : quanto può essere privata la vita del Primo Ministro? Chi ricopre ruoli istituzionali ha doveri ben precisi nei confronti dei cittadini?

La domanda di questa settimana è: quanto può essere privata una vicenda che riguardi un primo ministro o un suo predecessore?

A darci modo di avviare la riflessione è stato il confronto tra Marco Travaglio e Giuliano Ferrara avvenuto il 19 luglio presso “Bersaglio Mobile” di Enrico Mentana. Al centro dello speciale l’assoluzione in appello di Silvio Berlusconi, imputato nel processo Ruby per concussione e prostituzione minorile.

Durante un suo veemente intervento l’elefantino ha sentenziato: “io non voglio sapere con chi scopa Travaglio e non voglio che lui si occupi di chi scopava con Berlusconi”.

Tralasciando la delicatezza dei termini, figli di uno che di garbo conosce solo la mitica Greta, poi forse; alziamo l’asticella e torniamo alla domanda iniziale, ovvero, quanto può essere privata la vita del primo ministro?

Nonostante le parole pachidermiche dell’elefante Ferrara nessuno si è occupato di evidenziare il vizio di forma che condiziona ciò che ha detto: Marco Travaglio non ricopre ruoli istituzionali, Silvio Berlusconi era primo ministro.

Non è una differenza di poco conto!

Insomma, primo ministro… ci deve interessare eccome se viene accusato di prostituzione minorile, porca miseria.

O dobbiamo fingere che sia un’accusa di poco conto, non so, come aver rubato per fame una mela al mercato. Dobbiamo pretendere che ci governa questo paese sia integerrimo, sempre! Altrimenti, allora, perché stupirci se un giorno un mafioso sarà eletto capo del governo della cosa pubblica.

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