Primarie PD, uno specchietto per le allodole

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I candidati li conosciamo tutti e sono quattro persone che, in teoria, propongono una
nuova cura per risollevare questo partito sconfitto dalla storia

In attesa di sapere chi uscirà vincitore dal  congresso del PD O PCI, una  piccola riflessione. I nomi li conosciamo tutti e sono quattro persone che, in teoria, propongono una nuova cura per risollevare questo partito sconfitto dalla storia e dal pantano in cui si è cacciato, sorpassato nei sondaggi dai sanculotti grillini che hanno fatto sì che anche coloro che non ne avrebbero avuto bisogno intascassero soldi gratis. Purtroppo, per molti giovani il reddito di cittadinanza è un sostegno all’aperitivo dopo essere passati anche dai nonni, rigorosamente benestanti. Gli altri anziani che hanno la pensione minima possono restare da soli! Sì, perché oggi giorno alcuni nipoti nutrono per i loro nonni un amore smodato e anche perché escono da casa dell’anziano con la mancetta.

Tornando al reddito di cittadinanza, è noto che tutti i lavoratori contribuiscono a questa malsana legge che in moti casi viene erogata in modo truffaldino. Purtroppo, c’era d’aspettarselo, visto che era una proposta partita da degli scappati di casa.  Soldi, torno a ripetere, che sono anche nostri e di conseguenza anche di coloro che sono la classe operaia a cui non si riesce, nella maggioranza dei casi, a dare contratti di lavoro decenti e  a quella imprenditoriale strangolata da una pressione fiscale che impedisce qualsiasi investimento che servirebbe anche a creare posti di lavoro.

Torniamo però al congresso dei trinariciuti dove vale la pena di soffermaci solo su due nomi su quattro. Mi riferisco a Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna e la sua vice Elly Schlein. Del primo, che ho potuto intervistare alcuni anni fa, non ne ho ricavato una buona impressione. Non lasciatevi ingannare dal suo eloquio democratico che può apparire buonista. Bonaccini è e rimane un uomo del vecchio apparato. Di quel PCI che per decenni ha tessuto una fitta trama d’interessi sia economici che politici e che ora si trova a dovere fare i conti con un governo di centro destra che vuole anch’esso la sua parte di benefici derivanti dalle nomine di enti e partecipate da cui finora era escluso. Insomma, se non nel breve, il tentativo è quello di un ritorno al passato cercando di ricompattare  le file  di coloro che tentennano nel tentativo di accreditarsi con gli attuali vincenti. La solita storia dei volta gabbana a cui calza a pennello il detto – Spagna o Francia, io me ne fotto, basta che si mangia-. Apro una parentesi.   Sono esclusi da tutto ciò coloro che io chiamo la maggioranza silenziosa che preferisce andare con la schiena dritta e non fare lecchinaggio. Parlando  chiaramente, chi oggi aderisce a un partito o a un movimento politico, lo fa con il chiaro proposito di ricavarne un personale beneficio: per lui, la sua famiglie e parenti vari. Gli ideali di gioventù sono finiti in un vecchio e polveroso baule in soffitta. Tutti sono così, nessuno escluso. Anche FdI che, salvo rari casi, assomiglia sempre più a una setta in cui è difficile entrare. Tutti alla corte della Meloni che li ha portati alla ribalta come in una rivista di Wanda Osiris o Carlo D Apporto: dalla seconda o terza fila, alla prima! Diversa è la candidatura della Schlein: più subdola. Trovandosi la strada sbarrata dal personaggio sopra citato, si è inventa la genialata del voto on line. Il modo più semplice per accattivarsi il voto giovanile. Poco importa sei i giovani ignorano totalmente o in massima parte la politica e la storia del PCI o PD o come lo volete chiamare. Lei ambisce alla vittoria per sorpassare a sinistra i grillini facendo promesse irrealizzabili in un contesto democratico. Cito a memoria una frase di Don Camillo – se ti fidi dei compagni ti scavi la fossa-.    

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