Prevista la sconfitta di Obama

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""Obama aveva promesso molto...Poi sono arrivati i fatti""
Il risultato delle ""elezioni di medio termine"" negli USA analizzato dal politologo dr. Riccardo Pelizzo

 

Nella “Lettera Politica” 182 avevamo detto che generalmente il partito del presidente nelle elezioni americane di “metà mandato” perde in media 36 seggi quando il tasso di approvazione del suo operato è inferiore al 50% e che se Obama non fosse riuscito a riconquistare il favore dei suoi elettori, avrebbe finito con il perdere molti seggi e la maggioranza.

I risultati delle elezioni “di metà mandato” confermano esattamente quanto avevamo anticipato: a causa dell’impopolarità del Presidente i Democratici hanno subito una forte flessione e i Repubblicani hanno vinto una solida maggioranza di seggi.

 

Benchè ci siano da assegnare ancora 10 seggi alla Camera dei Rappresentanti, il Partito Repubblicano avrà, anche se li perdesse, almeno 239 dei 435 seggi, mentre il Partito Democratico, accreditato di 186 seggi, non potrebbe che vincerne al massimo 196. Si tratta di un risultato devastante per il Partito Democratico, che perde almeno 60 seggi, ottenendo così il peggior risultato in termini di seggi dal 1929. Mentre la stampa italiana e quella europea in generale continuano a celebrare senza ragione un presidente che ha tutti i numeri per essere ricordato come il peggiore nella storia degli USA.

 

Obama aveva promesso molto: il cambiamento, il ritiro delle truppe dal Medio Oriente, il rilancio dell’economia, maggiore giustizia sociale. Poi sono arrivati i fatti: l’economia tentenna, le truppe USA sono ancora impegnate in Afghanistan, che invece di dare segni di stabilizzazione diventa una zona a mortalità crescente, tanto che importanti generali statunitensi hanno duramente criticato l’incapacità dell’amministrazione di gestire il fronte afghano. Inoltre il presidente ha adottato un riforma sanitaria che ha fatto infuriare il popolo americano ed ha gestito male la catastrofe ambientale causata dall’esplosione di un pozzo petrolifero nel Golfo del Messico.

Obama dice sempre che lui è il capo e che “the buck stops with me”, cioè che il responsabile di come vanno le cose, è proprio lui. Gli elettori americani se ne sono ricordati, e l’hanno punito come meritava.

 

Riccardo Pelizzo Ph.D.

 

 

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