Presidenzialismo

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Lunedì nove dicembre potremmo svegliarci in  un paese il cui  le quattro figure guida del paese non siedono in Parlamento.

Attendo con ansia sabato sette e domenica otto dicembre perché il fine settimana appena citato potrebbe rappresentare uno spartiacque per la nostra democrazia. Sorvoliamo sull’impronta che l’Unione Europea ha dato alla vita politica italiana degli ultimi tre anni, fortemente condizionata dai voleri di Bruxelles; restiamo su ciò che dipende direttamente da noi elettori.

Sabato e domenica prossima gli iscritti e i simpatizzanti di Lega Nord e Partito Democratico dovranno nominare i propri segretari. Vi chiederete allora come mai le decisioni di due consessi così differenti tra loro possano turbare così tanto il sottoscritto. La ragione è presto detta: se davvero verranno eletti segretari della LN Matteo Salvini e del PD Matteo Renzi, e a questi sommiamo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, e l’anima civica del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, beh, ciò che dovrebbe turbare tutti è che nessuno di questi quattro oggi siede in parlamento.

Lunedì nove dicembre potremmo svegliarci scoprendo un paese il cui parlamento risulti snaturato perché privo delle quattro figure guida del paese. Allora, dovremmo chiederci, che senso ha questo parlamento?

Può davvero rappresentare gli elettori? Urge una riflessione, che vada però oltre al semplice lamento “elezioni…elezioni!” perché non è questo il modo di risolvere un problema.

Bisogna scavare più fondo e chiedersi se, in un paese che di fatto oggi non è più parlamentare ma presidenziale, pensate al forte imprinting dato dal Presidente della Repubblica, in grado di dettare alle camere, con la sola imposizione delle mani e la nomina di un senatore a vita, un Presidente del Consiglio dei Ministri, non serva una revisione totale del sistema di governo. Non si dovrebbe, pertanto, rivedere l’intero assetto istituzionale per adeguarlo al Paese che avanza?

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