Presenze di invidiabile vitalità e quindi…

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Con questo titolo Gian Carla Moscattini spiegava l’edizione del maggio fioranese 2007. Ora a conclusione della manifestazione la presidente del comitato sceglie una via in salita e “la butta in politica”

La festa si è conclusa: un mese intenso con risultati di pubblico sorprendenti. Non voglio però parlare di questo, ma prendendovi spunto preferisco approfondire alcuni aspetti ben sapendo di addentrami in un sentiero angusto, irto di insidie, specie per me che svolgo il ruolo obbligato a restare sopra le parti. Il sentiero stretto è dato da considerazioni politiche che azzardo e propongo a ulteriori approfondimenti, sicuramente più autorevoli della mia. Ci provo incrociando le dita

Si fa presto a dire “Fiorano in festa” ma questo appuntamento annuale, oltre alle bancarelle e gli spettacoli come deve essere culturalmente e politicamente letto? Che tipo di messaggio dobbiamo cogliere dal suo concretizzarsi?

Esaminando il suo programma prima e vedendone i risultati positivi poi, mi chiedo se questo oltre ad un modo originale di operare, possa essere un modello da imitare e con quali conseguenze. Per fare questo esaminiamo l’identikit dei protagonisti in campo. Innanzi tutto il Comune di Fiorano con i suoi rappresentanti del governo del paese. Presenze di chiaro e manifesto indirizzo politico, come da risultati elettorali che si sono assestati in preferenze superiori all’80%. Poi le associazioni di categoria, che praticamente rappresentano tutte le molteplici anime culturali e partitiche sul territorio. Ci sono inoltre le associazioni di volontariato, che liberamente accolgono adesioni pluraliste così come è sicuramente variegato il gruppo degli sponsor unitamente anche alla sottoscritta che come altri che offrono il loro contributo volontario hanno le loro preferenze politiche, a prescindere. Infine, non ci si può esimere dal ricordare la Parrocchia, che dai vertici ai fedeli dà il suo prezioso contributo.

 In sostanza in questo progetto si vedono impegnati in prima linea, per la sua realizzazione anche persone politicamente contrarie allo schieramento politico di centro sinistra che guida il Comune.

Non è più quindi il modello emiliano romagnolo che concerta con le Curie provinciali le varie associazioni e di categoria e gli enti; qui a Fiorano si concerta anche con i cittadini, non necessariamente appartenenti ad una fazione, facendosi forte in questo del “fattore paese”.

Dunque questo modello fioranese che produce buoni risultati anche con il più ampio contributo personale di molti “distinti e distanti” poi nei fatti contribuisce a togliere un ruolo incisivo e di visibilità alla opposizione che siede in consiglio comunale.

Allora ala domanda sorge spontanea: se in democrazia non si può perennemente governare con l’apporto di tutti, questo spendersi corale per il paese diventa necessariamente dannoso per la vitalità delle istituzioni democratiche? Del resto non si può pensare nemmeno all’idea che un uso di un metodo lodevole e intriso di valori positivi possa risultare poi negativo per un corretto svilupparsi della democrazia….

Insomma, ribadisco: non è possibile che due spinte positive, sommate insieme, diano come risultato delle negatività. Sicuramente, questa concertazione che coinvolge anche con attive disponibilità è un modo di intendere il confronto o la dialettica tra presenze culturalmente distinti e distanti assai anomalo e delicato.

Tutto questo è il modello politico di Fiorano!      

Non so se possa essere più o meno esportabile, ma certamente ci sono partiti o tensioni che si mostrano contrari a tutto questo e se potessero farebbero di tutto per smontarlo.         

Sarebbe la strada più logica, più corretta e dunque la più utile al paese?

In politica non sempre le scelte più logiche sono per forza anche le più assennate del momento. Tra questi dubbi mi sia consentita una personale certezza.

Questi interrogativi riguardanti i diversi modi di intendere il governo del paese; il ricercare  la strada più corretta da seguire in una moderna democrazia non sono amene curiosità o elucubrazioni filosofiche, ma sono invece uno dei tanti argomenti molto trascurati oggi dal dibattito politico mentre invece andrebbero approfonditi con cura e passione.  

Anche di questo mi piacerebbe leggere di più!

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