Preoccupa la vendita dei farmaci nei supermercati

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Siamo preoccupati perché si rischia di far saltare il sistema della farmacie, oggi in grado di fornire un servizio di elevata qualità, da tutti riconosciuto come uno dei migliori in Europa. Prima dell’introduzione della pianta organica le farmacie erano concentrate soprattutto nei centri storici dove risiedeva la maggioranza della popolazione; successivamente, con le nuove regole si è voluto garantire la distribuzione capillare della farmacia su tutto il territorio nazionale anche nelle zone più disagiate. Negli anni settanta, con l’abolizione delle varie mutue e la creazione del SSN, la farmacia è diventata l’avamposto della sanità in grado di garantire un servizio omogeneo a tutta la popolazione. Progressivamente la funzione delle farmacie si è ampliata grazie soprattutto ad importanti accordi raggiunti con le aziende sanitarie. Oggi la farmacia è un punto fermo per la distribuzione del farmaco e come fornitrice di servizi a beneficio di tutta la collettività. Tra questi ultimi spiccano le prenotazioni di esami specialistici, una comodità per i cittadini ed un risparmio per la collettività. Per mantenere questi e altri servizi (servizio notturno di guardia farmaceutica, autoanalisi-prova pressione, prova di colesterolo-glicemia, etc.) naturalmente la farmacia ha bisogno di un adeguato equilibrio finanziario. Visto che il decreto-legge Bersani va ad incidere direttamente sulla redditività delle farmacie, viene da chiedersi se si sarà in grado di mantenere lo stesso standard di qualità del servizio e chi lo pagherà.

Il farmaco non è un bene di consumo e per questo a nostro avviso dovrebbe essere tenuto ben distinto dalle altre tabelle merceologiche. Ai farmacisti è sempre stato chiesto di fornire una buona educazione sanitaria alla popolazione e forse, con un po’ di presunzione, abbiamo pensato di riuscirci. Secondo noi il farmaco non ha e non deve avere una valenza commerciale-consumistica. È vero che il prezzo del farmaco OTC e SOP, in Italia è maggiore rispetto ad alcuni paesi d’Europa, ma abbiamo valutato come funziona la sanità negli altri paesi? Il cittadino europeo che servizi paga e quali ottiene gratis? Per non prendere pericolosi abbagli occorre avere una visione complessiva della situazione. In Italia il prezzo dei farmaci, per i quali è prevista la ricetta, è amministrato dal Governo, negli altri casi, quelli in cui il costo è a totale carico del cittadino, il prezzo è invece fissato dall’industria farmaceutica. La cosa che ci preoccupa maggiormente è che questa normativa sia stata emanata senza passare dalla discussione parlamentare e senza interpellare le organizzazioni coinvolte.

A nostro avviso il provvedimento avrà riflessi negativi proprio sul cittadino che avrà meno tutele. Il farmacista nel supermercato difficilmente potrà operare come un professionista esterno, questo non perché abbia conoscenze differenti, ma perché inserito nelle comprensibili logiche di mercato. In ultima analisi viene da chiedersi se sia corretto rischiare seriamente di smantellare un sistema che funziona.

Presidente Associazione Giovani farmacisti Modena

 

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