Prefetto e Prefetta

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Un prefetto stizzito svillaneggia un sacerdote, per un appellativo, signora, insufficiente per la carica...Cose dell'altro mondo...Anzi no, del nostro mondo.
art. di A.D.Z.

 

La vicenda è nota, un irascibile prefetto che riprende bruscamente e svillaneggia un sacerdote, colpevole di aver chiamato “signora” più volte, una “signora prefetto”.

Non escludo nulla, potrebbe anche  essere una forma di sprezzo  voluto. Ma che  don Maurizio Patriciello scientemente usasse il termine signora, come un’offesa, omettendo il titolo  di “Prefetto”, francamente, ora come ora, mi pare la cosa meno importante. Su tutto domina la sfuriata indecente di Andrea De Martino, prefetto di Napoli, che ha avuto buon gioco, umiliando con facilità il sacerdote. Un gioco da ragazzi, insomma.

Ecco le frasi incriminate del sacerdote:

 “”Una mattina sono andato dalla signora – la signora è stata così gentile da ricevermi …””.

 A questo punto il prefetto De Martino, bruscamente,  interrompe il prete:

“”Ma quale signora, è un prefetto della Repubblica Italiana. Abbia più rispetto per le istituzioni””.

Ma che brutto carattere, signor prefetto!

Bastava dire…Mi scusi, reverendo,lei certo è abituato a dare del Tu anche a nostro Signore,che nella Sua indulgente grandezza la perdona, ma qui, tra vanitosi esseri umani, teniamo ancora a queste cose, a questi appellativi che il cerimoniale ci attribuisce. Le chiedo per favore di usare “signor prefetto” .

Se il sacerdote fosse stato in mala fede, avrebbe avuto una gran bella lezione. Nel caso opposto, cioè se fosse stato in buona fede, avrebbe chiesto scusa e, da lì in poi, si sarebbe rivolto alla signora prefetto usando queste parole. Questione di arguzia, eleganza, educazione…Tutte qualità che fanno difetto a questi burocrati, pachidermi intoccabili e inattaccabili, promanazioni  di uno Stato ormai alla dissoluzione, i quali si occupano terribilmente della forma, più che della sostanza. Si offendono per un appellativo mancato, e non per l’argomento del quale si trattava, la camorra, né  per il suo potere crescente.

Cose dell’altro mondo. Anzi no. Purtroppo sono cose del nostro mondo.

“Maria” firma  “Dalla padella al crogiuolo” sulla rottamazione prossima ventura di una eminente rappresentante del PD.

Alex Scardina con spirito e ironia narra un episodio legato al maltempo dei giorni scorsi, “Vignola difende l’acqua pubblica…quella dei temporali!

La nostra inviata C.V. prosegue con la riflessione su altri aspetti della realtà modenese in  “Houston abbiamo un problema”. Un grande  Calibano , caustico e preciso, ci illustra 

L’ennesimo balzello, la Tobin Tax, nell’articolo “Evviva! Abbiamo una nuova tassa”.

Nella rubrica dei Lettori, spazio dedicato alle vostre segnalazioni, Angelo ci presenta un articolo  sui danni da overdose di cellulari.

Alex, in modo scanzonato e informale, ma sempre  presente, aggiorna  la pagina Face Book di Bice.

Vi auguro buona settimana e buona lettura del n. 344

 

A.D.Z.

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