POVERI NOI…

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Ascoltando i futuri percettori del reddito parlamentare, viene da pensare che saremo rovinati

Spesso, scrivendo i redazionali di politica sia italiana che estera, mi giungono degli sprazzi relativi a spezzoni di film più o meno recenti che si adattano perfettamente all’articolo che sto scrivendo. In questo caso, mentre scrivo, mi appare chiaro il frammento del film Ombre Rosse di John Ford, magistralmente interpretato da John Wayne e da altri grandi attori. Or bene, chi ha visto la pellicola, ricorderà perfettamente la scena in cui gli indiani stanno per raggiungere la diligenza e contemporaneamente giunge in soccorso di questa ultima la cavalleria americana. Non lasciatevi, però ingannare da questa immagine, pensando che la voglia usare a vantaggio di uno o dell’altro schieramento. La mia è una raffigurazione diversa: sia le giacche blu, che gli apaches, sono gli stessi protagonisti della smodata carica a quello che si legge nel titolo. Ora, siamo seri! A pochi giorni dal voto, sentiamo dei poveretti (usando un altro termine rischierei la querela) che ci raccontano che questa legge elettorale è una porcata. In effetti, non hanno torto, tuttavia, hanno avuto un’intera legislatura per porci rimedio. E, qui, la domanda sorge spontanea: perché non l’hanno migliorata restituendo al singolo cittadino sovrano la libertà di scegliere chi doveva rappresentarli? Non è la prima volta che ricordo che i partiti che avevano come fondamenta ideali più o meno giusti, in cui l’elettore si poteva riconoscere, non esistono più. Oggi esistono solo opportunisti incapaci legati al leader di turno. Un esempio per tutti. Se Giorgia Meloni, probabile vincitrice di queste elezioni è brava e intelligente, quanto si vuole e per queste sue doti una trascinatrice di voti, non è mica detto che chi le sta dietro possa essere al par suo. Attenzione: lo stesso ragionamento vale per tutti i candidati siano essi di centro destra che di sinistra, nonché quelli del terzo polo. Per essere più chiari, mi piace ricordare il detto che sovente mio suocero ripeteva: chi nasce torto molto difficilmente si raddrizza! Quindi, per spiegare meglio il tutto, è giusto che nessuno si sia preoccupato di cambiare questa boiata di legge elettorale? I due schieramenti della carica di cavalleria sopra citata, non sono nemici, politicamente parlando, ma fanno parte degli stessi schieramenti politici. Vengo e mi spiego. Da una parte ci sono quelli che detengono la cadrega e dall’altra, sempre dello stesso partito, coloro che ambiscono a sottrargliela, spesso sollecitati dalla consorte che si è portata avanti visitando un nuovo e più grande appartamento oltre a sollecitare un appuntamento con il responsabile fidi della propria banca di riferimento. 

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