Potrà essere che le prossime politiche obblighino a fare una coalizione, e in questo caso Gianni Letta….

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“Il Governo ha fatto quello che poteva fare”“Non so fare un pronostico per le prossime elezioni”“Lo Stato arabo ancora non esiste, i palestinesi vantano un credito di carattere internazionale” Così il senatore Giulio Andreotti, che non si sottrae alle domande di Bice

 

Il senatore a vita Giulio Andreotti, in città per la presentazione del suo libro “1948. L’anno dello scampato pericolo” avrebbe, sicuramente, preferito intrattenersi con i giornalisti che lo hanno accolto calorosamente e che desideravano conoscere opinioni e pareri di un uomo che dalla Costituzione repubblicana ha contribuito a plasmare la storia  del nostro Paese. Ma il rispetto degli impegni presi precedentemente, lo ha costretto, seppur a malincuore, a concedersi all’intervista solo per pochi minuti.

 

Senatore, ci può dare una valutazione sull’attuale Governo?

 

Il Governo ha fatto quello che poteva fare. Penso ci siano state una serie di difficoltà, perché i problemi spesso si possono vedere con chiarezza, ma i mezzi per affrontarli e superarli non è che si trovino sempre dietro l’angolo.  Lo sbaglio che vedo è quando si cerca di svalutare tutto il passato.

 

Lei è sempre stato considerato un “tessitore di questioni mediterranee”. Per la sua esperienza adesso che Hamas ha vinto le elezioni in Palestina, quali ripercussioni si potranno avere?

 

Hamas ha vinto le elezioni e le ha vinte in modo regolare, non si può certo dire che queste elezioni siano state truccate, non è vero niente… La situazione è certamente difficilissima, ma può aprire qualche novità positiva che prima non c’era. Ora dipende molto dall’intelligenza e dall’onestà intellettuale del mondo occidentale. Nel ’48 l’Onu ha creato lo Stato d’Israele e lo Stato Arabo. Lo Stato d’Israele c’è, benissimo, e anzi è stupido e perfido chi parla di dargli addosso, o addirittura di nuove deportazioni, ma lo Stato Arabo ancora non esiste, quindi i palestinesi hanno un credito di carattere internazionale. Se si dà con intelligenza un certo colpo di acceleratore, un cambiamento di marcia nell’inerzia che c’è stata finora, si incoraggiano gli stessi di Hamas a diventare costruttori di pace, se invece si continua a dire che siccome sono cattivi con loro non si tratta… ma c’è molta ipocrisia perché ora si fanno gli elogi di Arafat, ma quando Arafat era vivo non si discuteva con lui perché era cattivo…non è che non veda i pericoli della situazione attuale, certo dipenderà molto dall’intelligenza delle proposte che si sarà capace di fare ai dirigenti di Hamas

 

Ripercorriamo un po’ la storia. Ci interessano soprattutto le sue osservazioni su alcuni avvenimenti storici: 18 aprile 1948: la Dc vinse le elezioni, il Fronte popolare venne battuto. Cosa sarebbe successo in caso di vittoria contraria?

 

Credo che nonostante la buona volontà dei dirigenti comunisti e socialisti saremmo andati a finire male, come sono finiti male gli altri paesi, dove l’Urss riuscì a metterci le zampe sopra. C’è voluto molto tempo prima che questi Paesi si liberassero. Il fatto di dire che da noi non sarebbe successo è una sciocchezza perché significa offendere i comunisti cecoslovacchi, ungheresi, anche loro mica volevano che l’Urss li sopraffacesse, ma non riuscirono…

 

Come ricorda il giorno dell’attentato a Togliatti?

Stavo parlando in aula, facevo un discorso di una noia mortale perché parlavo della fornitura di carta ai giornali, un problema che ora appare quasi ridicolo, ma che allora era un problema molto tecnico. Se avessi parlato in un modo più attraente o se l’argomento fosse stato più interessante, Togliatti sarebbe rimasto in aula e non gli sarebbe venuta la voglia di andarsi a prendere un gelato, che purtroppo gli costò caro

 

Cosa è mancato alla destra dal dopoguerra fino ad oggi per conquistare anche un terreno politicamente rosso come l’Emilia Romagna?

 

E’ stato nell’immediato dopoguerra che la sinistra ha conquistato l’Emilia. Per fortuna non è stato così in tutta l’Italia…

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Torniamo ad oggi. Gianni Letta. Lo reputa l’uomo adatto a guidare un governo di coalizione che raggruppi un grande centro?

 

A parte il grande centro, Gianni Letta è un uomo capace ed è un democratico vero, potrebbe fare tutto. Forse potrà essere che i risultati delle prossime politiche saranno tali che obblighino come in Germania a fare una coalizione, e in questo caso Gianni Letta sarebbe adatto a governare

 

Un commento sulla vicenda Unipol

 

E’ stato certamente un evento di carattere giudiziario che ha colpito molto per tutte queste cifre di fondi neri, occulto, consulenze…. Ma bisogna stare attenti: per esempio, se il segretario dei Ds incontra il presidente delle Coop rosse, di per sé non c’è niente di strano, mancherebbe che non si vedessero…

 

Un pronostico per le prossime elezioni?

 

Non lo so fare

 

Lei ha un nome per il Presidente della Repubblica?

 

Io no. Penso che la Francia quando ha avuto per due settennati  Mitterand è andata benissimo, quindi potremmo avere due settennati di Ciampi, perché non dovrebbe andare altrettanto bene?

 

Ha ricordi particolari legati alla nostra città?

 

Ho due ricordi particolari, uno diverso dall’altro. Uno è perché quando ho avuto le mie grane (processo per concorso in associazione mafiosa, ndr), il primo avvocato che mi ha dato una mano con molta intelligenza e con molta passione è stato Odoardo Ascari. L’altro aspetto è invece la vostra grande attrattiva di carattere culinario, i vostri cibi. Il gruppo di Fini aveva la dependance sull’autostrada subito dopo Firenze e io ci facevo tappa fissa regolarmente. Una volta, allora fui invitato da Fini qui al ristorante. Non avete solo questo, avete tante cose, per la verità, ma io queste le ho sempre gustate volentieri

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